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Italia > Politica

Mattarella e il futuro dell’Italia

di Silvio Minnetti

- Fonte: Città Nuova

Il prossimo 24 gennaio sono convocate le Camere in vista della scadenza del mandato di Mattarella e inizierà l’iter per l’elezione del nuovo presidente. Proponiamo l’editoriale pubblicato sul numero 1/2022 di Città Nuova

Mattarella

Mattarella unisce nel vuoto dei partiti. La Scala sembra chiedere il bis a Mattarella con un applauso lungo 6 minuti, alla prima del Macbeth dello scorso 7 dicembre. Mattarella ha sempre negato la sua disponibilità per un ulteriore mandato. Considera un’eccezione da non ripetere quella di Napolitano nel 2013. In un Paese normale dopo 7 anni sarebbe fisiologico trovare una nuova personalità per il Quirinale.
Resta il fatto che l’Italia è in emergenza per Covid, Pnrr e che Mattarella gode di alta stima e consenso del popolo italiano e dei partiti per serietà, compostezza, equilibrio. Si teme ora un periodo di incertezza e instabilità con fine del mandato presidenziale e riflessi sul governo e su possibile fine anticipata della legislatura. Con il bis di Mattarella, Draghi rimarrebbe al suo posto e si tornerebbe a votare nel 2023, a emergenza finita. Se Draghi fosse eletto presidente della Repubblica, nessuno potrebbe assicurare stabilità del governo e non si può pensare a un esecutivo guidato in qualche modo dal Quirinale in una Repubblica parlamentare. Questo sarebbe un vulnus costituzionale. Rimane la possibilità di trovare una candidatura autorevole al di sopra delle parti.
Una donna sarebbe una grande novità, in grado di assicurare una maggioranza ampia come quella attuale. Oltre a eleggere un presidente della Repubblica, con il nome o il profilo di Mattarella, serve poi fare, nei prossimi due anni, serie riforme della legge elettorale e della vita democratica dei partiti per colmare il vuoto da troppo tempo occupato da tecnici o personalità eccezionali. Quando l’Italia diventerà un Paese normale nell’alternanza tranquilla delle coalizioni che si legittimano a vicenda, come in Germania, e cesserà di essere il grande malato economico d’Europa?

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