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Cultura > Arte

Attraversando la Sicilia della Street Art

di Giuseppe Distefano

- Fonte: Città Nuova

Una guida dettagliata di luoghi e opere in Sicilia per scoprire e conoscere la sempre più diffusa arte dei writers.

Un tempo erano considerati poco più che imbrattatori. Di muri, capannoni industriali, facciate di negozi, vagoni, e di qualsiasi parete libera si trovavano davanti.

Emersi ormai dalla clandestinità, oggi più che mai i writers, sdoganati da galleristi, case d’asta, editori, direttori di musei, imprenditori, sono chiamati ovunque da aziende e grandi brand, piccole e medie imprese, pubbliche e private, per commissioni di campagne pubblicitarie, per personalizzazioni di marche, restyling di edifici, negozi, sfilate, e quant’altro.

La street art contemporanea quindi non è più percepita come decorativa ma vera e propria opera d’arte, per cui si cercano davvero artisti riconosciuti e si considera tela da dipingere le pareti di una fabbrica come di un palazzo, di un’azienda come di un rudere. Una diffusione più popolare del fenomeno è dovuta in questi anni a molti comuni italiani, piccoli e grandi, grazie ad amministratori illuminati che hanno chiamato writers anche internazionali per progetti di rigenerazione e riqualificazione urbana. Colossali murales o di dimensioni ridotte ravvivano luoghi e fabbricati, aree abbandonate e periferiche delle grandi città come dei piccoli centri. Se c’è un territorio geografico della nostra Penisola in cui la street art si è diffusa come fenomeno rilevante, questo è la Sicilia.

A farne una mappa per viaggiatori e curiosi alla scoperta d’inediti percorsi dei linguaggi della creatività urbana, è una pubblicazione curata da Mauro Filippi, Marco Mondino e Luisa Tuttolomondo, autori di Street Art in Sicilia. Guida ai luoghi e alle opere (edito da Dario Flaccovio, 2017). Frutto di un infaticabile lavoro di indagine sul territorio e di una dettagliata mappatura, la guida offre due distinti livelli di lettura: la localizzazione geografica con l’ubicazione fisica delle opere documentate fotograficamente, e una serie di approfondimenti tematici legati a singole esperienze o aneddoti, focalizzati maggiormente su aspetti teorici, esperienze significative e artisti rilevanti.

Nel racconto per tappe, oltre a città come Catania, Ragusa, Messina, Palermo – dove, prendendo come esempio il quartiere Ballarò o Kalsa, spesso le opere sono nate sia indi­vidualmente sia su richiesta di associazioni locali con l’intento di creare spazi aggregativi in quartieri fortemente carenti sotto questo aspetto -, troviamo paesini e borghi, realtà più piccole e meno conosciute, come San Giovanni Gemini, Castrofilippo, Lica­ta.

Nel piccolo comune di Graniti, nel messinese, per citarne uno, si svolge dal 2014 un’iniziativa culturale, Graniti Murales, che, nata dal basso e poi suppor­tata dall’amministrazione comunale, ha ridise­gnato e modernizzato l’estetica del paese, promuovendo un progetto internazionale di residenza artistica con venti writers di otto differenti paesi. L’iniziativa è stata poi inserita in Res Artis un’ampia rete interna­zionale di residenze artistiche.

Il progetto quindi si è prefisso come collante sociale nella costruzione e nel consolidamento dell’identi­tà della comunità dei cittadini, per mezzo di apporti creativi esterni. Allargando lo sguardo ad altre località, differenti interventi in­formali, azioni momentanee e manifestazioni dedicati alla pittura muraria e alla creatività urbana si sono propagati secondo dinamiche e interazio­ni coi territori ogni volta diverse.

In altri contesti le opere rappresentano temi di denuncia. A Messina, nei pressi del cantiere navale nella zona degli sbarchi, i volti dipinti nell’opera dal titolo Dov’è la realt? firmata dal Collettivo FX, si fanno condizione universale dell’umanità. Facendo proseguire idealmente le linee di una vecchia imbarcazione abbandonata, si genera un forte senso di smarrimento ma anche di una possibile nuova identità. O, ancora, sempre del Collettivo FX, Il Nettuno arenato, con l’immagine che a stento fuoriesce dalle acque dello stretto, è dedicata a quanti hanno trovato la morte nelle acque del Mediterraneo. Un omaggio ai migranti che ogni giorno cercano una vita migliore passando per la Sicilia.

 

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