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Italia > Senegal

Khalifa Sall ottiene la grazia

di Armand Djoualeu

L’ex sindaco di Dakar, capitale senegalese, è stato rilasciato domenica sera per grazia presidenziale. È stato acclamato dalla folla esultante in una traversata notturna della città. Tornerà in politica?

Per il sindaco di Dakar, alcuni sostenitori e tifosi che hanno accolto con favore il suo rilascio, stanno già sognando il ritorno in politica. Khalifa Sall, grande rivale dell’attuale presidente Macky Sall, era stato condannato a cinque anni di prigione e a 5 milioni di franchi CFA di multa (circa 7.600 euro) nel marzo 2017 per «truffa con fondi pubblici», una condanna confermata in appello. La grazia ha sorpreso più di un senegalese. E soprattutto l’interessato stesso.

Secondo il quotidiano La Tribune, il presidente della Repubblica colloca questa decisione in «una nuova fase della ricostruzione nazionale». Ma altre fonti affermano che il califfo dei muridi (il massimo raggruppamento di musulmani, di origine sufi), Serigne Mountakha Mbacké, abbia effettivamente svolto un ruolo cruciale nella liberazione dell’ex sindaco condannato per «falsificazione e frode di denaro pubblico» nel caso detto dell’«anticipo in contanti», avvenuto al comune di Dakar, per cui Sall aveva vinto le elezioni nel 2009 e nel 2014.

Tuttavia, Khalifa Sall attualmente non può votare né, soprattutto, partecipare alle elezioni politiche. Il decreto firmato il 29 settembre dal presidente non riguarda i danni e gli interessi dovuti allo Stato dall’ex sindaco e a due dei suoi co-accusati, circa 2,8 milioni di euro.

Dissidente del Partito Socialista, candidato dichiarato ma escluso dalle ultime elezioni presidenziali dello scorso febbraio, dimesso dalle sue funzioni di sindaco e deputato, Khalifa Sall farà fatica a continuare la sua lotta politica per le prossime scadenze, le elezioni locali, elezioni legislative del 2022 e le elezioni presidenziali del 2024.

Questa grazia non è dissimile da quella ottenuta da Karim Wade, figlio dell’ex presidente di lungo corso Abdoulaye Wade, condannato per arricchimento illecito, e graziato nel 2016. Anche quest’ultimo non è più candidabile. È chiaro che il presidente Macky Sall è stato in grado di disinnescare la crisi sociale e politica all’orizzonte nel suo Paese rimettendo in libertà Karim e Khalifa, ma disinnescando le loro potenzialità politiche. In questo modo il presidente si è aperto una via privilegiata per le prossime elezioni, avendo eliminato di fatto i suoi due maggiori avversari.

 

 

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