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Italia > Società

Prima le persone

di Silvano Gianti

- Fonte: Città Nuova

Una grande manifestazione contro il razzismo a Milano promossa da sei grandi sigle del terzo settore che ha raggiunto ormai le oltre mille adesioni di organizzazioni da tutta Italia. Nelle prime file ci saranno anche i genitori di Bakary, ragazzo senegalese adottato da Paolo Pozzi e Angela Bedoni, una coppia italiana, che lo conobbero nel centro di accoglienza di Melegnano, città della cintura milanese. Negli ultimi giorni  sono comparse due scritte: la prima diceva: «Pagate per questi negri di merda»; la seconda: «Ammazza al negar».

 

 

A Napoli un uomo di 51 anni del Benin, residente in Italia da 28, è stato aggredito da una baby gang con spray urticante e insulti razzisti, e a Foligno un maestro supplente ha umiliato un bambino nero, e forse anche la sorellina, costringendolo a rivolgersi verso la finestra perché «troppo brutto per essere guardato». A Roma, nel quartiere Portuense, un 12enne è stato picchiato ed è finito in ospedale: «È la terza volta che accade – hanno detto i genitori, ingegneri egiziani – Perché nel quartiere ci sono tanto odio e razzismo?». Bakary Dandio, 22enne senegalese  è stato adottato da Paolo Pozzi e Angela Bedoni, una coppia italiana, che lo conobbero nel centro di accoglienza di Melegnano, città della cintura milanese. Paolo e Angela hanno un altro figlio, di 27 anni, e una figlia che la sera di Natale del 2007 è stata investita e uccisa da un’auto mentre era insieme agli amici. Dandio era arrivato a Melegnano nel 2015 dopo aver raggiunto l’Italia a bordo di un barcone, con tanti altri giovani, attraverso il Mediterraneo. E nella nuova famiglia si era inserito molto bene, facendosi apprezzare per la sua semplicità e bontà. Negli ultimi giorni, però fuori dalla casa sono comparse due scritte: la prima diceva: «Pagate per questi negri di merda»; la seconda: «Ammazza al negar», accompagnata da una svastica disegnata al contrario. Quando Bakary ha visto la scritta si è spaventato, perché c’è una minaccia, non solo un insulto razzista, hanno raccontato i genitori, secondo i quali l’autore potrebbe essere una persona poco istruita  che ha cavalcato l’onda della caccia al diverso, allo straniero.

Il ministro Salvini si è fatto presente alla famiglia dicendo: «Io rispetto il dolore di una mamma, abbraccio suo figlio e condanno ogni forma di razzismo. E la signora rispetti la richiesta di sicurezza e legalità che arriva dagli italiani, che io concretizzo come ministro». Intanto sabato scorso a Melegnano i cittadini hanno voluto manifestare la solidarietà a Bakary Dandio e alla famiglia e soprattutto ribadire il no ad ogni forma di razzismo con una manifestazione dove hanno partecipato in più di 1.500 persone arrivate rispondendo all’appello del sindaco a «far sentire forte la propria volontà di testimoniare la propria presenza a fianco della famiglia Pozzi e per ribadire il proprio no a ogni forma di razzismo». Sul palco si sono alternati rappresentanti di varie associazioni locali per dire no al razzismo. In corteo, con tanti esponenti della politica e non, c’erano anche i genitori adottivi di Bakary. «Chiediamo soltanto di tornare alla nostra vita – ha detto il papà, Paolo Pozzi – . Tutte queste presenze sono inaspettate, non ci aspettavamo questo clamore e ci fa piacere. Bakary sta bene, è tranquillo. Anche lui patisce questa situazione ma sta bene tant’è che stamattina è andato ad allenarsi». «Tanta solidarietà e vicinanza è stata espressa in questa piazza oggi, ha detto una signora, ma dobbiamo ricordarci che l’accoglienza, e la tolleranza la dobbiamo vivere ogni giorno, perché ogni giorno incontriamo ormai persone di altre razze e culture che vivono qui. Ogni giorno dobbiamo ricordarci di accogliere tutti, di aiutare tutti». Un signore anziano che osserva il corteo appoggiato all’ingresso di un caseggiato dice che sarebbe utile una manifestazione contro il razzismo e per la tolleranza, ogni fine settimana, perché «queste robe così insegnano più di tante parole, perché chi è al corteo si mostra in pubblico e poi non può far marcia indietro».

Per dire no ad ogni tipo di violenza a Milano domani si terrà una grande marcia per i diritti “People – prima le persone”promossa da sei grandi sigle del terzo settore che ha raggiunto ormai le oltre mille adesioni di organizzazioni da tutta Italia. Una manifestazione allegra e colorata per dare voce a chi crede nell’inclusione e nella tolleranza, contro ogni discriminazione e contro le politiche del governo che mettono a rischio i diritti di migranti, disabili, donne e universo Lgbt. Il corteo partirà da via Palestro, si muoverà lungo corso Venezia, piazza San Babila per concludersi in  piazza Duomo con un flash mob e la canzone People have the power di Patty Smith e una grande catena umana. Nelle prime file una delegazione della città di Melegnano dove vive Bakary. Ci saranno anche i suoi genitori, assieme alla Rete Scuole senza Muri e alle maestre di No walls. Dietro sfilano le istituzioni presenti e i diversi gonfaloni: sono oltre 700 i Comuni che hanno aderito. Fra questi ci sarà una delegazione del Comune di Riace, con l’assessore ai lavori pubblici del Comune calabrese  Sarà un corteo festoso e allegro, senza contestazioni e ispirato al Pride, con tanta musica balli e animazioni.

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