Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Italia > Migranti

I Giubbotti di salvataggio diventano borse

di Giulia Martinelli

- Fonte: Città Nuova

L’idea è della Makers Unite, un’azienda olandese che ha ideato un progetto di inclusione sociale destinato a tutti quei rifugiati arrivati sulle coste europee via mare.

Le oltre 850 mila persone sbarcate sulle spiagge della Grecia dal 2015 ad oggi, hanno come unica ancora di salvezza un giubbotto di salvataggio. Ed è proprio dai giubbotti di salvataggio abbandonati che oggi i rifugiati creano bellissime borse.

Dopo gli sbarchi, ciò che resta, sono migliaia di giubbotti di salvataggio arancioni, abbandonati da chi è sopravvissuto ed è riuscito a raggiungere l’Europa. La Makers Unite, azienda olandese, ha deciso di riutilizzare proprio i giubbotti salvavita per un progetto di inclusione sociale che coinvolge quei rifugiati che i giubbotti li hanno indossati realmente.

Per ora, sono più di 70 gli immigrati coinvolti nel progetto, che dopo corsi di specializzazione organizzati dall’associazione stessa, hanno imparato a tagliare e cucire per trasformare i giubbotti in bellissime borse nere e arancioni, porta pc e porta documenti. Un modo per affrontare il dolore vissuto, raccontarlo a chi lavora nella sedia accanto e ha un’altra storia da raccontare, ma anche un’esperienza che insegna un mestiere e permette ai rifugiati di lavorare e vivere nel paese che li ospita.

Attraverso corsi di formazione e tirocini, e grazie alla rete di aziende ed organizzazioni collegate alla Makers Unite, a molti ragazzi sono state offerte reali opportunità di lavoro. Ogni mese, sono oltre 100 le borse vendute, principalmente via internet: è possibile infatti comprare direttamente sul loro sito.

Proprio grazie a questi risultati che il progetto ha vinto anche il premio What Design Can Do – Refugee Challenge, assegnato dall’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei rifugiati e dalla Fondazione Ikea. Un progetto che parte dal basso, sono infatti i rifugiati stessi a realizzare i prodotti e così viene data loro l’opportunità di realizzarsi ed integrarsi nel nuovo paese.

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876