Nata a Buenos Aires, Argentina, il 19 settembre 1941, Margarita Bavosi è la terza figlia di una famiglia di origini italiane. Sin da piccola sente nel cuore un forte desiderio di essere santa, e si impegna a vivere il Vangelo nella vita quotidiana.
Scopre la sua vocazione attraverso l’Opera di Maria (comunemente conosciuta come Movimento dei Focolari) e decide di donare tutta la sua vita a Dio come laica consacrata. La sua fede la spingeva ad affrontare la realtà con allegria e speranza, fiduciosa nella bontà della volontà divina.
Di carattere entusiasta e coinvolgente, riceve il soprannome di “Luminosa” da parte di Chiara Lubich, fondatrice dell’Opera di Maria, in segno di quella luce che contagiava tutti e ispirava a un rapporto più profondo col Creatore.
Nel 1966 diventa responsabile dei Focolari di Paraná, Entre Ríos. Più avanti avrà ruoli di responsabilità anche in Uruguay e Spagna. In lei si affermava sempre di più l’esigenza di una santità comunitaria, e si impegnava nel costruire rapporti di carità che potessero perdurare dopo la morte.
Trasferitasi in Italia, muore ad Albano Laziale (Roma) il 7 marzo 1985 all’età di 43 anni a causa di una fibrosi polmonare atipica, una malattia contro la quale combatte durante gli ultimi 4 anni di vita. Un tempo che il Dicastero delle Cause dei Santi definisce come «una corsa incessante verso la perfezione dell’amore».
Sabato 24 ottobre 2026, papa Leone XIV ha autorizzato il Dicastero a promulgare il decreto che riconosce le virtù eroiche della Serva di Dio Margarita Bavosi, dichiarando Luminosa venerabile. Sul sito vaticano delle Cause dei Santi si legge che «contagiosa nell’allegria, ha trasmesso costantemente la gioia del Vangelo», e che «quanti l’hanno frequentata hanno percepito la definitività e totalità della sua scelta per Dio». Una scelta che Margarita ha rinnovato nelle sue ultime parole: «Eccomi Gesù, ho sempre cercato, in ogni momento, di fare tutto davanti a Te».
La salma della venerabile si trova oggi al Centro Mariapoli Luminosa di Madrid a lei intitolato, nome che porta anche la cittadella internazionale del Movimento dei Focolari a New York. La sua biografia è stata raccolta nel libro di Alfredo Zirondoli Luminosa ha continuato a giocare (ed. Città Nuova, 1992).
