Claudio Baglioni, 75 anni, ha collezionato vari record e primati nella sua carriera: La vita adesso è l’album più venduto in Italia, ed è rimasto primo in classifica per 27 settimane, Questo piccolo grande amore è stata premiata come “la canzone italiana del secolo”, è stato il primo cantante italiano a sdoganare il concetto di palco centrale a 360 gradi negli stadi, 100 mila spettatori in una sola data nel 1998 hanno riempito lo Stadio Olimpico, superando i numeri di qualsiasi appuntamento sportivo o altra finale disputata nell’impianto… Quello del 24 ottobre 1982 a piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese, fu un altro evento eccezionale, il primo concerto pop in Italia che si è trasformato in un megaraduno della musica live, la prima folla oceanica all’aperto con circa 250 mila persone distribuite tra la piazza e i viali attorno. Dopo 44 anni, i concerti in corso questa settimana a piazza di Siena, dal 24 ottobre al 1 novembre, non raggiungeranno quei numeri, ma sono il punto di partenza di un ultimo viaggio, il “GrandTour La vita è adesso”, che quest’estate toccherà circa 50 città in piazze, anfiteatri e luoghi archeologici all’aperto in tutta Italia, dal 28 giugno al 17 settembre 2027, per festeggiare il 40° anniversario dell’album La vita è adesso. Baglioni chiuderà in bellezza la stagione dei grandi live e dei tour che hanno caratterizzato la sua carriera, con una tappa finale ai Fori imperiali a Roma il 23 ottobre 2027.

ph L. Coletta
Un evento posticipato per malattia
Il sorriso sul palco non gli è mai andato via. Domenica 25 ottobre durante il concerto a piazza di Siena, “Che notte è questa!” (il titolo dell’inedito disponibile in digitale dal 13 novembre), mi sembrava di percepire la felicità di un ritorno molto patito e conquistato. Il Grand Tour di 50 concerti in 80 giorni, infatti, sarebbe dovuto partire lo scorso giugno, ma è stato posticipato alla prossima estate a causa di una polmonite interstiziale acuta, «un incidente di percorso, un infortunio di salute – l’ha definita Baglioni in un’intervista ad Ansa – La voglia di non restare con le mani in mano, ma di ritornare il prima possibile sopra un palcoscenico, perché il timore di non ritornarci più m’era venuto tra maggio e giugno quando non sono stato bene, mi ha portato a rimettermi in sesto, e così è nata questa settimana di concerti grazie al grande entusiasmo di coloro che accorreranno».
Claudio, che notte è questa!
Dopo quasi 3 ore di concerto, il pensiero più spontaneo è: 75 anni e non sentirli! Un allenamento durato una vita, in cui Baglioni ha abituato i suoi fan a performance di livello, resistenza fisica e vocale altissima, attenzione a ogni dettaglio. Personalmente temevo stavolta un calo fisiologico di qualcuno di questi standard, e l’avrei concesso senza problemi, ma mi sono dovuta ricredere. È stato un concerto memorabile nonostante le dimensioni del palco non permettessero la presenza di un corpo di ballo che da tempo rende i testi dei brani di Baglioni ancora più poetici e immaginifici. Rimane un professionista anche nell’affidarsi ad altri professionisti. La scelta del grande chitarrista Paolo Gianolio come storico compagno di tour e curatore degli arrangiamenti, fa apparire all’ascolto le canzoni sempre nuove. Emblematico l’album La vita è adesso, il sogno è sempre, ri-editato e riarrangiato da Gianolio nel 2025, una versione “senza nostalgia” del disco del 1985. Allo stesso modo la storica collaborazione con Giuliano Peparini, coreografo, che ha firmato l’impianto scenico e dato a ciascuna delle 40 canzoni l’ambientazione che merita trasformando come sempre un concerto in uno spettacolo. Guest star il figlio Giovanni, una carriera ben avviata da chitarrista, esperto nella tecnica del tapping, di cui ha dato prova anche stavolta proponendo due suoi brani e accompagnando il padre durante “Con tutto l’amore che posso” con la sua chitarra arpa.
Chi è Baglioni
Non ho la pretesa di spiegare Baglioni tecnicamente e musicalmente, esiste una letteratura in merito. Posso però dare una pennellata di chi è Baglioni per chi cerca di non perdere mai un tour, e siamo giovani e meno giovani, generazioni che si uniscono. Perché la sua musica è un filo che lega gli eventi della vita, e ne fa una poesia, ci offre le parole che spesso mancano per spiegare una gioia o un dolore. Questo è vero per me che ho iniziato ad ascoltarlo da ragazzina, ma lo stesso per chiunque affolla gli stadi per lui.
Perciò Esmeralda, dopo il concerto dell’altra sera a cui abbiamo partecipato assieme, mi scrive così: «Partecipare agli ultimi concerti di Baglioni per me significa tornare indietro nel tempo, verso la mia infanzia. Le sue canzoni hanno accompagnato momenti importanti della mia vita e oggi mi emozionano come allora. Al suo concerto mi sento accolta, protetta e capita, come in un abbraccio di un padre. La sua voce e le sue parole mi danno la sensazione di tornare a casa, in un posto sicuro, dove tutto torna in ordine. Perciò questi concerti non sono solo musica: sono un regalo del cuore, un modo per ritrovare me stessa e i ricordi più belli».
In attesa del GrandTour…
