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Persona e famiglia > Iniziative

Proposta: un progetto per l’educazione dei giovani

di Edoardo Zaccagnini

Intervista al referente del progetto, l’insegnante Agostino Spolti

Progetto Proposta

Accompagnare un’alba è sempre un’esperienza emozionante. Lo è di più quando quell’alba, intesa come nascita di qualcosa di utile, di bello e prezioso, ha il profumo netto del bene, e riguarda i giovani, ovvero l’essenza del futuro. Quest’alba è un progetto, un corso lungo un anno, di educazione e formazione. Si chiama Proposta e vede il docente Agostino Spolti nel ruolo di coordinatore.

Spolti, in cosa consiste il progetto Proposta?

Di fronte alle trasformazioni della contemporaneità, anche noi adulti diventiamo “discenti” in cerca di sentieri sui quali incamminarci con le nuove generazioni. Educare – sottolinea spesso papa Leone XIV – significa accompagnare i giovani alla libertà. Non indottrinarli, ma aiutarli a crescere, a conoscere la realtà, a costruire il futuro senza condizionamenti ideologici. Abbiamo bisogno di essere «pionieri coraggiosi», capaci di affrontare il cambiamento senza smarrire la centralità della persona. Proposta vuole cercare di rispondere a questo invito di papa Leone, coinvolgendo le persone, per esplorare insieme varie tematiche, anche quelle più complesse, che toccano adolescenti e giovani. Offrendo uno spazio di ascolto: punto di partenza per una riflessione comune.

Come è nata l’idea?

Da diversi mesi, alcuni studenti di istituti pontifici, si incontravano per conoscere la spiritualità di comunione: il desiderio di conoscere il modo in cui il Movimento dei Focolari accompagna le nuove generazioni, ha messo in moto questo percorso, individuando alcuni progetti per la formazione integrale della persona.

A chi si rivolge Proposta?

A sacerdoti, seminaristi, religiosi e religiose. Ma anche a laici impegnati come formatori e animatori di gruppi di preadolescenti, adolescenti e del mondo giovanile. A quelli che, come noi, ritengono necessaria una formazione integrale della persona, che non può essere ridotta a un algoritmo. Proposta incoraggia il lavoro di rete: «Meno cattedre e più tavole dove sedersi insieme, senza gerarchie inutili», ha detto sempre papa Leone.

Come sarà organizzato il progetto Proposta, nel tempo e nello spazio?

Ci saranno 7 elezioni, da ottobre a maggio (a dicembre saltiamo), presso il Focolare Meeting point, in via del Carmine 3, a Roma, ogni quarto sabato del mese. Dialogheremo, ascolteremo, mangeremo anche insieme per continuare il dialogo attorno a un tavolo con lo scambio di esperienze sui temi toccati. Al termine del corso, i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione.

Sul metodo adoperato, leggo di un approccio metodologico di tipo esperienziale, induttivo e partecipato. Puoi spiegare più nel dettaglio?

Abbiamo scelto il titolo Proposta avendo puntato sui progetti che riteniamo abbiano prodotto i risultati più positivi, tra tutti quelli nati nell’ambito educativo del Movimento dei Focolari, indirizzati a bambini e giovani. Progetti che toccano tutte le aree per una formazione integrale: relazione con sé stessi, con gli altri, con la natura e con Dio.

Il sottotitolo del progetto è: “Come farsi compagni di ricerca con le nuove generazioni”. Anche qui ti chiedo di approfondire.

Per i ragazzi l’importanza della ricerca riguarda il bisogno di creare relazioni autentiche, ogni giorno. Per gli educatori, la sfida è di accompagnare i ragazzi stessi con discrezione, diventando loro “compagni di viaggio”. Essere accanto ai ragazzi con discrezione, sostenerli, accompagnarli, offrendo loro il meglio, impegnandosi per aiutarli a comprendere il senso della loro vita. Essere dentro una ricerca, implica che non si sappia ancora del tutto dove arrivare, ma questa è in fondo la bellezza di un viaggio: essere compagni di una ricerca che da una parte si compie e dall’altra non finisce mai. La bellezza di continuare a scoprire, di ricercare ogni volta un salto di qualità nel rapporto con Dio. La ricerca è anche rispondere a Gesù che ci chiede chi cerchiamo, che ci invita a trovare quello spazio in cui venire e vedere.

Logo di Progetto Proposta

Mi colpisce il logo che avete scelto…

Il nostro logo ha in sé tutta la filosofia del corso: la parola Proposta ha un font indefinito: insieme lo possiamo definire. I colori rappresentano la diversità e non una monotonia: la sottolineatura della varietà. Poi c’è la bussola che indica la direzione e l’obiettivo.

Come si relaziona il progetto con le grandi trasformazioni del nostro tempo?

Oggi, guidare una persona nel suo percorso di crescita è complicato: non è chiara la meta da raggiungere e non si sa bene come farlo. Gli adulti stessi faticano a creare coi ragazzi un dialogo vero e significativo, a stabilire relazioni educative basate su questo. Per rispondere ai bisogni degli adolescenti servono educatori capaci di percorrere un tratto di strada con loro, comprendendone aspettative e risorse, aiutandoli a tirarle fuori, capendo dove e come accompagnarli: la direzione e i modi. Occorre qualcuno che sappia camminare a fianco dei ragazzi e dei giovani, che ne riconosca il potenziale e li aiuti a valorizzarlo.

Come si relaziona Proposta al tema dell’unità e al carisma dei Focolari?

C’è sempre il carisma nei progetti che nascono da un lavoro d’equipe basato su esperienze decennali, a loro volta poggiate su una risposta che Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, diede in Polonia, all’università di Lublino, il 20 giugno del ’96, quando docenti e studenti le chiesero che tipo di pedagogia il movimento offrisse: «La nostra pedagogia è inserita nel Vangelo – disse loro – noi vediamo Gesù in tutti, perché Lui è nascosto dietro a tutti e cerchiamo di trattare tutti come fossero Gesù. Questa è la migliore pedagogia, perché si rispettano le persone e si considerano, e si cerca di capirle. L’amore significa servizio, il servizio significa farsi uno col prossimo». Tutti i nostri progetti, dunque, nascono dalla base del Vangelo e dalle sfide che vivono i bambini e i ragazzi.

È un modo per incarnare il Vangelo, possiamo dire?

Il progetto Proposta cerca di attuare nel quotidiano le parole del Vangelo. Riscoprendole nella formazione anche sui temi dell’affettività e della sessualità. Ricordando che siamo fatti per essere in relazione con noi stessi, con gli altri e con Dio. Il nostro metodo è induttivo, è quello del guardarsi attorno, del voler modificare positivamente l’ambiente, di cui siamo piccoli strumenti di cambiamento. Per ambiente intendiamo il mondo della scuola, il nostro quartiere, la nostra città, il nostro rapporto intergenerazionale e interculturale.

Parlare di Dio e di Unità implica necessariamente l’amore. Che tipo di amore è quello che il progetto Proposta ritiene prezioso?

Certamente quello di lasciarsi guidare dal viandante che si mette accanto a educatori ed educandi. Saper ascoltare, lasciarsi guidare da questo viandante nascosto che è Gesù in mezzo: «Dove due o più sono Uniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro», ci ha detto nel Vangelo di Matteo. Il corso Proposta implica il lavoro insieme, essere un’equipe che accompagna bambini, ragazzi e giovani nella sperimentazione della reciprocità. Ciò significa che lo stesso educatore si fa discente e impara dall’educando.

 

 

 

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