Dopo l’arrivo delle ventisei delegazioni sportive che alloggeranno sulle grandi navi Aroya, della compagnia di navigazione saudita, e Romantika, della compagnia estone Tallink, ormeggiate nella base navale della Marina Militare, Taranto riceve la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che inaugura ufficialmente i XX Giochi del Mediterraneo, per la seconda volta in Puglia. La delegazione italiana è composta da oltre 400 atleti rappresentati dai portabandiera Filippo Tortu, campione olimpico dell’atletica, e Irma Testa, medaglia olimpica nel pugilato.
Dopo l’edizione di Bari nel 1997, gli occhi del mondo sono puntati sulla città dei Due mari, finalmente non per le solite problematiche politiche ed economiche che riempiono le pagine della cronaca nazionale.
La città di Taranto è un patrimonio storico, culturale, paesaggistico da tutelare, anzi da dare impulso, e i tarantini, un popolo che continua a lottare tra le mille difficoltà di una città del sud e drammi ambientali che distruggono la salute di famiglie e lavoratori, vedono questa occasione “olimpica” per un risveglio e un riscatto sociale, lavorativo, sostenibile. Molti sono i cittadini che nel corso degli anni, partendo dal basso, hanno promosso iniziative di rilancio e di riflessione senza mai perdere l’obiettivo del grande potenziale di Taranto.
Trentatré discipline sportive saranno seguite da oltre 100.000 spettatori, e gli atleti saranno ospitati in strutture rese all’avanguardia, molte delle quali tornate ad essere riutilizzate grazie a un’imponente opera di riqualificazione urbanistica. Il rifacimento dello Iacovone ha reso innovativo lo stadio del Taranto rispettando gli standard europei; molte le opere di restyling, come il Palamazzola, sede delle gare di pallavolo, la realizzazione dello stadio del nuoto, il Centro Sportivo Magna Grecia per il tennis, e una nuova pista di atletica. Formano il “Quadrante dello sport”. La vera sfida sarà quella di continuare a rendere fruibili gli impianti dopo il 3 settembre, giorno di chiusura dei Giochi del Mediterraneo, favorendo la vita sportiva e sociale del territorio.
Beneficiano degli investimenti per i Giochi del Mediterraneo oltre 14 comuni delle province di Taranto, Brindisi, Lecce e Bari, un’operazione di immagine e di valorizzazione per l’intera regione.
Per il funzionamento dei Giochi sono stati reclutati oltre 3500 volontari; i dati del Ministero del Turismo registrano l’impennata del flusso di visitatori. Oltre ai 4000 atleti, provenienti dai continenti europeo, africano e asiatico, la città è letteralmente “sold-out”. Il porto di Taranto è passato dai 314 passeggeri del 2015 ai 126.708 degli ultimi mesi; l’attrattività dei Giochi del Mediterraneo registra in Puglia un incremento del 7,7% delle presenze rispetto al 2025. Taranto è letteralmente carica di entusiasmo; il centro cittadino è animato dalle iniziative proposte all’interno del fan village, con spazi di incontro, musica, eventi culturali e di intrattenimento.
Taranto è per il Mediterraneo un crocevia storico e identitario da riconsiderare per la sua particolare posizione geografica tra il mar Piccolo e il mar Grande, per la sua ricchezza storica che risale addirittura alla Magna Grecia e l’influenza del mare in termini di tutela paesaggistica e turistica.
Questi Giochi rappresentano per il sud Italia un’occasione di organizzazione plurale e di visione futura, ma soprattutto per il Mediterraneo la messa in pratica dei valori dell’incontro, del dialogo, del meticciato che è necessario riscoprire e mettere al centro come prevenzione ai conflitti. Lo sport si inserisce in modo efficace in quelle iniziative che da alcuni anni riuniscono rappresentanti politici e religiosi del bacino mediterraneo, il Mare Nostrum, teatro di troppe tragedie umane, ma soprattutto luogo di incontro delle grandi civiltà di progresso, nato dall’incontro dei popoli.
Non a caso la Puglia ha ospitato l’incontro tra i padri delle Chiese mediorientali e papa Francesco (2018) e l’incontro dei Vescovi del Mediterraneo (2020), inserendosi attivamente in numerose proposte che divulgano la cultura del dialogo e della pace tra i popoli.

Il Parco urbano sportivo a Taranto, che ospita i Giochi del Mediterraneo 2026, Taranto, 13 agosto 2026. ANSA/Graziano Ferilli/Ufficio stampa Giochi del Mediterraneo Taranto 2026
Anche Leone XIV, nell’ Angelus di domenica 16 agosto, ha rivolto un messaggio per l’avvio dei Giochi: «Auguro che tale evento sportivo sia una profezia di pace e di fratellanza tra i popoli di questa regione e del mondo intero». Parole riprese dall’arcivescovo di Taranto, mons. Ciro Miniero, in occasione dell’arrivo della Croce degli sportivi nella basilica di San Cataldo, portata dai quattro atleti rappresentanti la Città del Vaticano, impegnati nelle gare di padel, scherma e ciclismo: «Amare e praticare lo sport è certamente uno dei talenti donati dal Signore che può essere usato per condividere, donare, contribuire a creare un mondo di pace. Voi sportivi, con i vostri esercizi, siete testimoni dell’autodisciplina. Partite con l’entusiasmo di chi perde la vita e la ritrova in Dio. Non siete qui solo per le gare sportive, ma per dare un messaggio di pace solcando tutti i mari dalle sponde dello Ionio. Lo sport educa alla fraternità tra i popoli. Per noi significa che lo sport è il modello di una società nuova dove tutti possono partecipare, tutti possono incontrarsi e, nel nome dell’uomo, si può pensare a una società di persone che concorrono per il bene e cercano il bene nell’altro attraverso lo sport, le sue regole e il suo impegno. Abbiamo una gioia immensa nell’ospitare a Taranto questo evento straordinario».

