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Italia > Società

Azzardo di massa, le proposte del Forum delle Famiglie

di Paolo Holneider

- Fonte: Città Nuova

Lo Stato continua a promuovere un settore che cresce in maniera vertiginosa superando i record miliardari  di raccolta. Il Forum nazionale delle Associazioni Familiari ha raccolto una serie di proposte avanzate dalla società civile responsabile per porre limiti ragionevoli ad un fenomeno che provoca gravi danni alla vita delle persone e delle famiglie. Avviato un percorso di dialogo con il mondo politico  e delle istituzioni  per passare dalla denuncia alle proposte concrete

Azzardo di massa ANSA/LUCA ZENNARO

Il “gioco” d’azzardo continua a rappresentare una delle più gravi emergenze sociali del nostro Paese. È un’industria che, anche grazie al ruolo dello Stato, continua a crescere e che nel 2025 ha raggiunto una raccolta complessiva di 165,34 miliardi di euro: una cifra impressionante. Le stime per il 2026 indicano addirittura la possibilità di sfiorare i 180-190 miliardi di euro.

Dietro questi numeri, però, non ci sono semplici statistiche. Ci sono persone che hanno dilapidato patrimoni costruiti in una vita di lavoro, famiglie distrutte, relazioni spezzate e migliaia di cittadini che ogni anno intraprendono lunghi e difficili percorsi di cura presso i SerD., i gruppi di auto mutuo aiuto e le numerose realtà del Terzo settore impegnate nella prevenzione e nel contrasto delle dipendenze.

Le testimonianze di chi è caduto nella spirale dell’azzardo lasciano senza fiato. Ma anche nei tunnel più bui è possibile ritrovare la luce e ricominciare.

Come Flora, che ha perso oltre 100.000 euro alle slot machine. Quando ha capito che stava rischiando di perdere anche gli affetti più cari, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto. Oggi sono sette anni che non gioca più. Oppure Nicola, che a soli vent’anni era ormai prigioniero dell’azzardo. Per finanziare la propria dipendenza arrivò perfino a rubare al nonno malato.

Grazie all’aiuto di amici autentici, che non lo hanno abbandonato nel momento più difficile, e al sostegno della Rete Italia Senza Azzardo, oggi può dire con orgoglio: «Ce lho fatta. Sono uscito da quel tunnel». E ancora Pablo, che a causa del gioco ha perso la propria azienda, diversi immobili e perfino la famiglia. A distanza di diciassette anni sente ancora il bisogno di raccontare la propria rinascita, perché la sua esperienza possa aiutare altri a non precipitare nello stesso dramma.

Sono storie diverse, ma accomunate dallo stesso denominatore: il “gioco” dazzardo non guarda al ceto sociale, alletà o al genere. Colpisce uomini e donne, giovani e anziani, e spesso trova terreno fertile proprio nelle situazioni di maggiore fragilità. Preoccupa in particolare la crescita dell’azzardo online, soprattutto delle scommesse sportive, che coinvolgono sempre più giovani e, in alcuni casi, anche minorenni. È un fenomeno silenzioso, praticato nella solitudine della propria camera attraverso uno smartphone o un computer, molto più difficile da intercettare e contrastare.

Convegno del 10 giugno 2026 a Roma «Scommettere sul futuro. Quello vero!», Foto Forum Associazioni Familiari

Di fronte a questa realtà, emerge una contraddizione che non possiamo più ignorare.

Da una parte lo Stato continua a promuovere e regolamentare capillarmente l’offerta di gioco, tutelando un importante gettito fiscale e un sistema economico fatto di concessionari e operatori.

Dall’altra, il peso sociale e sanitario delle conseguenze ricade sulle famiglie, sui servizi pubblici e sulle amministrazioni locali. Eppure l’articolo 32 della Costituzione afferma con chiarezza: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività». È un principio che dovrebbe orientare ogni scelta politica e che ci impone di chiederci se sia davvero sufficiente considerare il gioco d’azzardo soltanto in termini di entrate fiscali.

Dalla denuncia alla proposta

È proprio partendo da questa consapevolezza che, tre anni fa, il Forum nazionale delle Associazioni Familiari, su iniziativa del presidente Adriano Bordignon e del direttivo, e anche grazie alle sollecitazioni di numerose realtà del Terzo settore aderenti ai Forum regionali, ha dato vita alla Commissione Azzardo, coordinata da Paolo Perticaroli del Forum delle Marche e dal sottoscritto Paolo Holneider del Forum del Trentino, con la partecipazione di numerosi rappresentanti di realtà impegnate nella sensibilizzazione, nella prevenzione e nella cura delle dipendenze da gioco.

In questi anni la Commissione si è riunita più volte e ha costruito un percorso di approfondimento e formazione, incontrando esperti e realtà impegnate da anni su questo fronte: dal sociologo Maurizio Fiasco all’economista Luigino Bruni, da Filippo Torrigiani, consulente della Commissione parlamentare Antimafia, all’associazione Avviso Pubblico, che mette in rete gli enti locali impegnati concretamente nella promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, Nonché il giornalista d’inchiesta Toni Mira  e il Movimento Slot Mob sostenuto in questi anni da Città Nuova.

Da questo percorso è nato, lo scorso 10 giugno a Roma, il convegno «Scommettere sul futuro. Quello vero!», introdotto dal presidente della CEI, cardinale Matteo Zuppi. Una giornata che ha riunito realtà impegnate nel contrasto all’azzardo e nella cura delle dipendenze, esperti, rappresentanti dei media, persone che hanno vissuto sulla propria pelle il dramma del gioco e parlamentari appartenenti a diverse forze politiche.

Il convegno si è concluso con la presentazione di un documento in otto punti con alcune proposte proposte concrete per arginare l’azzardo in Italia, trasmesso a tutte la cariche istituzionali: Presidente del Consiglio, Ministri e Capigruppo parlamentari di Camera e Senato, oltre ad un impegno preciso: essere uniti e fare rete per portare alla politica una posizione condivisa e una nuova attenzione sul fenomeno dellazzardo. E proprio quel momento è diventato il punto di partenza di un percorso di confronto istituzionale.

Il confronto con le istituzioni

Qualche giorno dopo è arrivato l’invito del presidente della Camera dei Deputati,  Lorenzo Fontana, per un confronto proprio sul documento presentato durante il convegno. L’incontro, svoltosi lo scorso 2 luglio, è stato cordiale, ma anche franco e concreto. Insieme al presidente del Forum nazionale, Adriano Bordignon, abbiamo potuto illustrare al presidente Fontana la gravità della situazione che il nostro Paese sta affrontando e sottolineato la necessità di riportare al centro del dibattito politico la tutela delle persone e della salute pubblica.

Incontro dei rappresentati del Forum con il presidente della Camera Lorenzo Fontana . Foto Forum Associazioni Familiari

Il presidente Fontana ha manifestato l’impegno a sottoporre la questione ai capigruppo della Camera e a portare il tema all’attenzione della Commissione Salute.

Un altro importante incontro istituzionale si è tenuto lo scorso 30 luglio a Montecitorio. Una delegazione del Forum, insieme al sociologo Maurizio Fiasco e a Denise Amerini del movimento Mettiamoci in Gioco, ha incontrato l’Intergruppo parlamentare per il contrasto ai rischi del gioco dazzardo, presieduto dall’on. Stefano Vaccari e composto da deputati e senatori appartenenti a diversi schieramenti politici.

Anche in questa occasione abbiamo illustrato i diversi punti del documento e chiesto ai parlamentari presenti un impegno concreto a presidiare questa tematica, affinché tornino al centro dell’attenzione le persone, con particolare attenzione a quelle più fragili, le famiglie e la salute dei cittadini, prima di qualsiasi interesse economico, comprese le entrate fiscali.

 Non possiamo più limitarci a contare gli euro

L’impegno del Forum delle Associazioni Familiari e della rete che si è costruita in questa ultime settimane prosegue perché il gioco d’azzardo non può più essere considerato soltanto come un’attività capace di generare entrate per lo Stato. Deve essere affrontato anche per ciò che rappresenta sul piano sociale, sanitario, culturale ed economico. Non possiamo continuare a contare soltanto i miliardi raccolti, senza chiederci quanto costino realmente alla collettività le vite distrutte, le famiglie impoverite, le relazioni spezzate, le dipendenze e i percorsi di cura.

Il percorso che abbiamo intrapreso non sarà breve. Richiederà tempo, determinazione e soprattutto la capacità di costruire una rete ampia, trasversale e libera da interessi di parte. Ma è un percorso doveroso. Lo dobbiamo alle tante persone che ogni giorno combattono per uscire dalla dipendenza, lo dobbiamo alle loro famiglie, lo dobbiamo ai giovani, che rischiano di essere la prossima generazione maggiormente esposta a questa dipendenza diabolica. E lo dobbiamo alla comunità che rappresentiamo come associazionismo familiare.

Indignarsi è doveroso. Ma ancora più doveroso è trasformare lindignazione in proposte concrete e in scelte coraggiose. Perché dietro questo fiume di denaro ingurgitato dall’azzardo, non ci sono soltanto numeri: ci sono persone, ci sono famiglie, ci sono vite. E su queste vite abbiamo il dovere di non fare scommesse perdenti ma solo investimenti per il loro futuro e per il bene della comunità.  

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