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In profondità > Focolari

Sul “tetto del mondo” per portare la pace

di Pasquale Lubrano Lavadera

- Fonte: Città Nuova

I giovani che per un anno hanno vissuto al Centro Internazionale del Movimento dei Focolari dedicandosi anche al progetto Living Peace, insigniti anche dell’onorificenza si raccontano pronti a tornare nei loro Paesi d’origine per creare ponti di fraternità

ph Centro Internazionale Movimento dei Focolari

Sono al Centro internazionale del Movimento dei Focolari per incontrare alcuni dei 5 giovani del Movimento Gen, insigniti del riconoscimento di Ambasciatori di pace, alla presenza di Margaret Karram, presidente del Movimento dei Focolari e di amici e amiche provenienti da varie nazioni del mondo.

Con Margaret Karram (ph Centro Internazionale Movimento dei Focolari)

Un’occasione unica che mi ha permesso di cogliere le vibrazioni interiori di questi giovani, idealmente posti sul “tetto del mondo”, quasi a volerlo proteggere dalle influenze guerresche che si registrano un po’ dovunque attorno a noi. Giovani coraggiosi e dotati di speranza che non hanno esitato a lasciare le loro terre e vivere qui in Italia per un anno di volontariato al Centro Internazionale del Movimento dei Focolari dedicandosi anche al progetto Living Peace, per dare un contributo fattivo all’avanzare di quella rivoluzione d’amore che Chiara Lubich lanciò a tutti i giovani del mondo fin da 1967.

Proprio grazie al Living Peace International (www.livingpeaceinternational.org) è maturata la loro candidatura al “Circolo Universale di Ambasciatori di Pace” (Francia/Svizzera)  che è stata bene accolta e i loro nomi sono oggi fra quei 1400 giovani Ambasciatori di pace presenti in 5 continenti per condividere un obiettivo comune: “VIVERE E LAVORARE per la PACE”.

Felix Lwembe Kantepa, 21 anni dalla Zambia, Bruno Emanuel Moya Stupka dall’Argentina, di 30 anni, Saw Htoo Ad Kyaw, 27 anni da Myanmar, Laura Camilla Gordillo Mesa, 28 anni dalla Colombia, Cynthia Shammas, 26 anni dalla Siria, con toni e accenti diversi mi raccontano questa loro splendida avventura.

Alla mia prima domanda sulla realtà del mondo oggi, offrono il loro pensiero con schiettezza e lucidità, senza alcun pessimismo, pur intravedendo la realtà drammatica e spesso molto dolorosa.

«Credo che il mondo stia vivendo un tempo pieno di contraddizioni – è Cynthia a prendere la parola per prima –, da una parte vediamo guerre, povertà e tante forme di sofferenza, dall’altra incontriamo persone che ogni giorno scelgono di costruire ponti, aiutare gli altri e generare speranza. Questo mi fa credere che, nonostante le difficoltà, esista ancora una grande possibilità di cambiamento se impariamo a riconoscerci come fratelli e sorelle». Negli occhi di Ad Htoo Ad Kyaw intravedo un’ombra di tristezza che però non gli impedisce manifestare i suoi sentimenti: «Nella mia terra il persistere di una guerra che non ha tregua ha creato  tra la mia gente rabbia e paura e mi domando cosa posso io fare per contrastare tanta violenza».

Laura Camila condivide il dolore di Htoo e non esita a infondere nel nostro animo una speranza: «Sì, la guerra e i conflitti politici, sociali e ambientali occupano le prime pagine dei notiziari, ma io continuo a credere in una società che scommette su un mondo più giusto, dove le azioni cercano di generare un impatto e un cambiamento positivo».

Anche Felix è fiducioso e sente di ritrovare nelle proprie radici la forza per non annegare nella fluidità del tempo presente: «La realtà del mondo di oggi ci mostra quanto sia importante saperci adattare ai rapidi cambiamenti, soprattutto nel campo della tecnologia, che evolve ogni giorno. Tuttavia, mentre accogliamo il progresso e l’innovazione, è fondamentale non dimenticare le nostre radici, i nostri valori e la nostra identità culturale, perché sono questi elementi che ci aiutano a rimanere autentici e orientati  positivamente nel futuro».

ph Centro Internazionale Movimento dei Focolari

Ambasciatori di pace! Ma ditemi un po’…  cosa sentite dentro di voi quando ascoltate la parola pace?

I loro occhi si illuminano ed è forte il desiderio di esternare quanto quella magica parola sia presente nella loro vita, ancor più oggi, dopo aver ricevuto un “timbro” ufficiale, che sarà difficile cancellare.

Felix, d’impeto, apre il suo cuore: «La pace per me è profondamente legata all’amore. Quando una persona desidera fare pace con un’altra, significa che prova affetto, rispetto e benevolenza nei suoi confronti. Dove c’è pace, c’è anche amore, perché la pace nasce da un cuore capace di accogliere, comprendere e perdonare. La pace, quindi, non è soltanto assenza di conflitto, ma una presenza viva di amore dentro di noi e tra noi».

Htoo intravede nelle parole del Vangelo la più ardita e forte proposta di pace: «Non più Occhio per occhio e dente per dente che ha generato guerre e uccisioni   ma l’invito a a perdonare a percorrere mille miglia se te lo chiede un fratello,  a essere costruttori di pace sempre».

Per Cynthia invece la pace è il respiro della sua vita: «La pace non è soltanto l’assenza della guerra. È la capacità di guardare l’altro con rispetto, ascoltarlo e accoglierlo anche quando è diverso da noi. La pace nasce nel cuore di ciascuno di noi e si costruisce ogni giorno attraverso piccoli gesti di amore, dialogo, giustizia e perdono».

Anche per Laura Camila la pace ha la radice nell’animo di ogni essere umano, chiamato in primo luogo ad accettare e rispettare le diversità: «Costruire la pace nella diversità. Noi umani possediamo una grande ricchezza che ci spinge a creare ponti tra di noi, dove il contributo di ciascuno permette di ampliare i nostri orizzonti».

Oggi siete Ambasciatori di pace: cambierà la vostra vita?

Htoo: «Sento la grande responsabilità di questo riconoscimento in questo momento in cui nelle strade della mia terra scorre tanto sangue. Posso far poco, ma sarò accanto alla mia gente per costruire rapporti  di pace  e far capire a tutti che non si può cercare il bene ammazzando gli altri. Più ammazziamo e più la guerra continua».

Cynthia, che ha vissuto e sofferto la lunga guerra in Siria si sente come Htoo investita da una grande responsabilità: «Ho accolto questo riconoscimento con grande gratitudine e umiltà. Più che un traguardo, lo considero una responsabilità. Mi ricorda l’impegno a essere testimone di pace nella mia vita quotidiana e a continuare a lavorare per costruire relazioni più umane e fraterne tra le persone».

Le fa eco Laura Camila: «Essere oggi Ambasciatore di Pace rappresenta per me un impegno per tutta la vita, una continuità di tutte le mie azioni quotidiane. Perché la pace si costruisce nella vita di ogni giorno: da un semplice “buongiorno” quando si arriva al lavoro, a un sorriso rivolto a chi si incontra per strada, fino a un ascolto profondo di chi la pensa diversamente. Senza dubbio, è uno stile di vita capace di toccare molti cuori».

Anche per Felix una conferma alla sua scelta di vita: «Ricevere questo riconoscimento è stato per me un grande dono, non solo personale ma anche condiviso con coloro che mi sono vicini. Cercherò sempre di essere uno strumento di pace in ogni occasione, mettendo a servizio degli altri ciò che sono e ciò che posso offrire. Non mi aspettavo di ricevere questo riconoscimento, ma credo che Dio mi abbia affidato questa missione come una responsabilità da vivere con fedeltà, umiltà e amore, come suo figlio».

Tra pochi giorni lascerete il Centro Gen internazionale per far ritorno nelle vostre nazioni. Pensate di poter donare qualcosa alla vostra gente?

Laura Camila non ha dubbi: «Come colombiana, cercherò di essere un ponte di fronte alle divisioni che il mio Paese sta vivendo. Credo che abbiamo bisogno di persone capaci di valorizzare la bellezza della Colombia, ma soprattutto di accogliere le differenze, perché insieme siamo più forti e possiamo andare molto più lontano».

Ugualmente  Htoo: «Nella mia Myanmar non c’è pace e i giovani sono tutti militarizzati. Cercherò di creare amicizia con tutti e soprattutto con i buddisti che sono la maggioranza e anche in famiglia aiuterò i miei ad avere amore tra le tra le religioni e non contrasti».

Cynthia: «Vorrei portare soprattutto speranza. Vorrei condividere l’esperienza che ho vissuto incontrando persone di culture e provenienze diverse che, pur nelle differenze, hanno scelto il dialogo e la fraternità. Sogno di contribuire a costruire una società in cui i giovani possano credere nel futuro, sentirsi protagonisti del cambiamento e non perdere mai la fiducia nella possibilità della pace».

Felix: «Tornando nella mia terra, dove esistono numerose difficoltà, soprattutto tra i giovani, sento una grande responsabilità. In questo periodo di elezioni presidenziali, il Paese sta attraversando momenti delicati e talvolta pericolosi; questa situazione influisce anche sulle scuole e sulla vita quotidiana delle persone. Vi sono casi di persone che scompaiono senza che si sappia cosa sia accaduto loro, generando paura e incertezza. Per questo desidero impegnarmi concretamente nella promozione della pace, iniziando dalla mia comunità e proseguendo nel mio ambiente scolastico, per contribuire alla costruzione di relazioni pacifiche e di una società più unita in questo momento difficile».

Li abbiamo visti arrivare come giovani provenienti da ogni angolo del mondo. Ripartono con lo stesso bagaglio, ma con un cuore più grande. Le loro parole non sono promesse, ma scelte di vita: essere pace dove c’è odio, costruire ponti dove ci sono muri, accendere speranza dove sembra essersi spenta. È così che il cambiamento del mondo comincia: dal coraggio di un giovane che torna a casa deciso ad amare di più.

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