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Mondo > Esteri

La Thailandia ha una stella in cielo: la principessa Bha

di George Ritinsky

Attivista, riformatrice, procuratrice, ambasciatrice, modello di riferimento, la principessa Bajrakitiyabha Narendiradebyavati, da tutti conosciuta come “the princess Bha”, è morta l’11 giugno 2026. Era la figlia maggiore del re Maha Vajiralongkorn Phra Vajiraklaochaoyuhua (Rama X) di Thailandia e della Principessa Soamsawali Krom Muen Suddhanarinatha.

Un momento della cerimonia funebre della principessa thailandese Bajrakitiyabha. Foto via Ansa/EPA/RUNGROJ YONGRIT

La Thailandia piange la bella, intelligente e laboriosa principessa morta a 47 anni, che 4 anni fa era improvvisamente svenuta e sprofondata in un coma profondo. Una bella figura, esile, elegante, garbata, mai arrogante, umile e vicina alla gente, e pertanto amata dalla popolazione che ora la piange. Una principessa che si è fatta amare. La sua bellezza e gentilezza erano avvolte da un certo velo di mistero (come si potrebbe dire per tutti i thailandesi) e sarebbe stata, a detta di tutti, la prima nella successione al trono del padre, il re Rama X, anche perché era la prima nipote del re Bhumibol Adulyadej “il Grande” (Rama IX) e della regina Sirikit, la regina madre.

La principessa Bajrakitiyabha era nata il 7 dicembre 1978 a Villa Ambara, nel Palazzo Dusit a Bangkok. L’11 gennaio 1979 re Bhumibol, il nonno, re Rama IX, presiedette una cerimonia reale per celebrare il primo mese di vita della principessina. La cerimonia è tradizionalmente celebrata dai re thailandesi per i propri figli e nipoti. Durante tale cerimonia, il re diede il nome di principessa Bajrakitiyabha alla nipote, conferendole un lingotto d’oro su cui era inciso il suo nome. Durante la cerimonia, il re tagliò anche una ciocca di capelli della principessa e le versò sulla testa alcune gocce di acqua lustrale da una conchiglia, in segno di benedizione e di buon auspicio.

La principessa Bha ha frequentato le scuole elementari e le medie inferiori a Bangkok e si è poi trasferita in Inghilterra. Ha completato gli studi superiori in Thailandia. Si è laureata in giurisprudenza e in scienze politiche (relazioni internazionali) nel 2000. Ha poi conseguito poi un master in giurisprudenza presso la Cornell University di New York nel 2002 e un dottorato in scienze giuridiche presso la stessa università nel 2005, ottenendo nello stesso anno l’abilitazione in Thailandia all’esercizio della professione di avvocato. Nel 2012 le è stato inoltre conferito un dottorato honoris causa in giurisprudenza dal Chicago-Kent College of Law dell’Illinois Institute of Technology.

La principessa ha ricoperto per un breve periodo la carica di prima segretaria presso la Missione permanente thailandese presso le Nazioni Unite. Nel 2006 è stata nominata sostituto procuratore presso l’Ufficio del procuratore generale di Bangkok. Nel 2012 è stata nominata ambasciatrice presso la Commissione delle Nazioni Unite per la prevenzione del crimine e la giustizia penale, nonché ambasciatrice in Austria. Nel 2013 è stata ambasciatrice in Slovacchia e Slovenia, prima di tornare a Bangkok, l’anno successivo, per lavorare come procuratrice.

Oltre ai suoi incarichi nella pubblica amministrazione, la principessa Bha ha promosso diversi progetti volti a migliorare la qualità della vita ed il benessere delle persone. Il suo nome rimarrà nei libri di storia per essersi impegnata nella lotta per il miglioramento delle condizioni di vita delle detenute: nel 2006 ha avviato un progetto “Kamlangjai” (ispirare), che mirava e mira tutt’ora ad affrontare le esigenze specifiche e le vulnerabilità delle detenute, comprese quelle in stato di gravidanza e le madri con figli in stato di detenzione, facilitando il loro reinserimento nella società. Ha inoltre avviato un progetto denominato “Enhancing Lives Of Female Inmates” (Migliorare la vita delle detenute) affinché fungesse da modello per altri Paesi. Il suo impegno è stato così innovativo che fu riconosciuto dalle Nazioni Unite, che nel dicembre 2010 hanno adottato le Regole delle Nazioni Unite per il trattamento delle detenute, poi conosciuto come “Protocollo di Bangkok”, tutt’ora adottato in molti Paesi del mondo.

La principessa è stata inoltre presidente della Fondazione di volontariato “Friends in Need (of PA)” della Croce Rossa thailandese, istituita per aiutare le vittime delle inondazioni e delle calamità naturali, nonché per coordinare gli interventi fra settore pubblico e privato al fine di fornire assistenza alle vittime. Ha inoltre istituito la Fondazione Nabha per offrire opportunità, assistenza e formazione alle persone svantaggiate, comprese le ex detenute, aiutandole a rimettersi in piedi e a vivere una vita dignitosa e di qualità.

In tutte le province che hanno assistito al suo operato volto ad alleviare le difficoltà, le persone descrivono la principessa come una persona semplice, discreta, e vicina a chi soffriva, che preferiva lavorare dietro le quinte per migliorare la vita delle persone. Samit “Zio Chiang” Khraibut, 65 anni, ha affermato che la visita della principessa alla comunità del tambon Wa Yai (distretto di Akat Amnuai della provincia nord-orientale di Sakon Nakhon), nel 2019, ha portato miglioramenti importanti alla gestione idrica locale (uno dei problemi più grandi durante la sagione delle pioggie). Zio Chiang ha raccontato che la principessa arrivò insieme a funzionari dell’Istituto di Idroinformatica per ispezionare gli stagni e i sistemi di drenaggio locali e verificare le condizioni di vita dei residenti. Come conseguenza di quella visita, la principale palude della zona e il torrente ad essa collegato sono stati dragati per ripristinare le risorse idriche e migliorare la vita delle comunità. È stato in seguito anche realizzato un nuovo bacino idrico per immagazzinare l’acqua sia nella stagione delle piogge che in quella secca, il che ha portato ad un aumento delle rese agricole e a un maggiore reddito per la popolazione locale. «Non mi sarei mai aspettato di vedere una principessa ispezionare di persona la palude, i corsi d’acqua e le risaie, in mezzo a zanzare e molti disagi», ha detto lo zio Chiang, ricordando il giorno in cui l’aveva conosciuta. «Era una persona molto alla mano e tutti nella comunità erano entusiasti di vederla e le sono ancora oggi grati per ciò che ha fatto per noi. Soprattutto non cercava pubblicità personale, ma il bene della gente che soffriva».

Dopo la scomparsa dell’amata principessa Bha, tutta la nazione thailandese prega per lei: nei templi del buddhismo theravada e mahayana, nelle mosche e nelle chiese, ovunque. La Thailandia piange la perdita di questa figura di riferimento che rimane, lo possiamo dire, come una “stella luminosa” che ha saputo costruire un futuro migliore per molte persone. Soprattutto per le donne in carcere, thailandesi e di molte parti del mondo.

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