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Cultura > Televisione

Il piccolo schermo racconta il 2 giugno

di Edoardo Zaccagnini

- Fonte: Città Nuova

Nella storia recente, il passaggio alla Repubblica è stato narrato da vari punti di vista. Facciamo una carrellata dei film e delle fiction che hanno trattato il tema di questa festa che continua ad unire le generazioni

“Le donne del ’46”, foto dal docufiction di Monica Mondo. (ph Ufficio STampa Tv2000)

Con una manciata di pennellate brevi, il cinema italiano ha messo insieme diversi spezzoni, a volte memorabili, sul Referendum del 2 giugno 1946: da Una vita difficile a C’è ancora domani, passando per La ragazza di Bube e Il padre di famiglia, per Baarìa e Matrimonio all’italiana. Si è trattato di sorvoli rapidi, a volte accennati, fugaci, persino impercettibili, sul passaggio da Monarchia a Repubblica, con opere spesso spalmate lungo corposi tratti di Storia italiana, o che si sono occupate anche di altri argomenti.

Una foto di scena di ‘C’è Ancora Domani’ di Paola Cortellesi, in una foto diffusa il 18 ottobre 2023. ANSA/UFFICIO STAMPA ++HO

C’è l’altro schermo, però, quello piccolo – ma mai meno capace, potenzialmente, di ricostruire per immagini la Storia italiana – ad aggiungere particolari per nulla marginali al tema del 2 giugno del ’46. Recuperiamo, per esempio, dal “mercatino” delle Teche Rai – di un usato molto spesso sicuro – un lavoro dal titolo Nascita della Repubblica: una sorta di docufiction in tre atti del 1971, realizzata per i primi 25 anni di Italia senza re.

Ricostruisce minuziosamente, con la consulenza storica di Paolo Ungari, il tempo a cavallo di quella votazione con la quale si elesse anche l’Assemblea Costituente. Per conferirle fiducia, basti osservare le 6 mani che la composero: un maestro della Tv come Sandro Bolchi (il re degli sceneggiati Rai) e due del cinema quali Ermanno Olmi e Vittorio De Sica.

Nascita della Repubblica, disponibile su RaiPlay, è un viaggio nel cuore del Referendum, col primo episodio, quello di Bolchi, fatto di televisione pura (con studio e conduttori) e frammenti di sceneggiato con attori. Si intitola “La vigilia” e osserva il contesto e la strada che portarono al voto. Il terzo episodio, quello di Olmi, dal titolo “In nome del popolo italiano”, si concentra sulla Costituzione elaborata dall’Assemblea Costituente, con interviste a chi vi lavorò, tra cui Giorgio La Pira.

L’episodio centrale, invece, intitolato proprio “Il 2 giugno”, va dalle ore precedenti alla cabina elettorale fino al 13 giugno del ’46, quando Umberto II raggiunse la famiglia in Portogallo. De Sica inventa la passeggiata per Roma di un nonno e suo nipote: dal Quirinale a Porta San Paolo, con passi e parole accompagnate da una sottile, desichiana, tenerezza di fondo, densa di dettagli su quei «giorni indimenticabili», esordisce l’adulto/maestro con fare didattico. «Perché?», risponde il giovane/alunno. «Perché prima di tutto, per la prima volta, tutti noi potemmo scegliere col voto tra Monarchia e Repubblica». Da lì, con accennato accento romanesco, nonno e nipote procedono nella ricostruzione (sostenuta da repertorio) dei comportamenti di Umberto II, di Maria José, della lunga conta dei voti, della gestione politica di quei giorni, con De Gasperi e Togliatti tra i vari, fino all’assalto dei monarchici alla sede del PCI a Napoli, con 7 morti. Non mancano parole sulla Resistenza e sui rapporti tra Monarchia e fascismo. Nemmeno il ricordo di quello che fu il primo voto per le donne. «Spesso – precisa il nonno – si comportarono con più saggezza degli uomini, a partire dalla moglie di Umberto: Maria Josè».

A lei, la Rai ha dedicato una valida fiction in due puntate dirette da Carlo Lizzani nel 2002: Maria Josè – L’ultima Regina (interpretata da Barbora Bobulova), che termina sui giorni immediatamente successivi al Referendum in cui lei stessa, come ricorda l’anziano personaggio di De Sica, si era recata alle urne insieme a moltissime altre donne.

Alcune di loro, nel 2016, per i 70 anni di Repubblica, hanno offerto una tenera, piacevole, a tratti toccante testimonianza nella docuserie Rai Le ragazze del ’46, raccontando vita, scelte e clima intorno a quel voto col quale «si riconosceva alle donne il diritto all’autonomia». «C’era la sensazione – ascoltiamo da una di loro – che le donne considerassero importante questo diritto acquisito e fossero convinte di poter cambiare molte cose».

Testimonianze femminili anche su Tv2000, con il documentario di Monica Mondo Le donne del ’46, in onda proprio il 2 giugno alle 22.55: 6 racconti di donne ultracentenarie sulla guerra, la dittatura, la ricostruzione, il lavoro. Sul ruolo delle donne nella Resistenza e sulla conquista del diritto di voto quel 2 giugno del ’46.

Lo stesso giorno in cui anche Giulia, personaggio centrale della fiction Rai La guerra è finita, diretta da Michele Soavi nel 2020, va a votare. Interpretata da Isabella Ragonese, è impegnata nel recupero sociale e psicologico di bambini reduci dai campi di concentramento. «Lo sai che giorno è oggi?», chiede a Davide (Michele Riondino), che collabora con lei e ha da poco saputo che suo figlio è morto in un lager. «È il giorno delle votazioni: il 2 giugno, quindi devi venire a votare. Prima io accompagno te e poi tu me, perché sono un po’ emozionata». Davide, segnato dal dolore, accetta e Giulia lo abbraccia d’istinto, accendendo di ulteriore speranza un finale in cui la radio annuncia, mentre Davide seppellisce una pistola, il risultato definitivo del Referendum: «l’Italia è una Repubblica».

La stessa Repubblica che per i suoi primi 80 anni verrà celebrata con un evento speciale, in prima serata su Rai1, il 2 giugno in diretta dalla Piazza del Quirinale. Ci saranno musica, immagini e tanti ospiti dello spettacolo, dello sport e delle istituzioni. Saranno “I volti della Repubblica. 80 anni dal Referendum”, come recita il titolo della serata e sarà una grande festa diffusa, che coinvolge tante piazze in tutta Italia, da cui sarà possibile seguire la diretta televisiva, per riaffermare i valori democratici e culturali che continuano ad unire le generazioni nel segno della Repubblica.

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