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Mondo > Paesi

Lituania, un laboratorio della politica europea

di Luca Rolandi

- Fonte: Città Nuova

Il congresso mondiale sulla misericordia come segno di speranza

Cattedrale di Vilnius, in Lituania. Foto di Luca Rolandi

Indipendente dal 1990, e membro della Nato e dell’Unione europea dal 2004, la Lituania sembra oscillare tra due complessi: non essersi ancora emancipata del tutto dall’eredità sovietica e non essere ancora riconosciuta a pieno diritto come Paese europeo. In ogni caso nei negozi si paga con l’euro da 11 anni e nelle università gli studenti sono nati dopo l’indipendenza. E il popolo lituano è il più europeista in assoluto: il tasso di fiducia verso le istituzioni di Bruxelles è il più alto dell’Unione (il 66%, contro il 36 italiano).

Marcia in memoria delle vittime della persecuzione Sovietica a Vilnius, in Lituania. Foto di Luca Rolandi

Il Paese baltico, come e forse più delle consorelle Estonia e Lettonia, è uno Stato collocato nell’Europa settentrionale ed è il più grande e popoloso dei Paesi Baltici. L’ex Repubblica socialista sovietica. Il suo legame con i Paesi baltici Lettonia ed Estonia, è molto stretto: condividono un’eredità storica complessa, che si riflette in usi e tradizioni comuni o simili. Anche dal punto di vista del paesaggio, i tre piccoli Stati sono caratterizzati da ampi spazi naturali, in parte condivisi. Pur mantenendo ciascuno la propria identità culturale e linguistica, i Baltici collaborano strettamente sia a livello europeo che internazionale, presentandosi spesso come un’unica entità. Pur concentrandosi principalmente sulla Lituania, questo capitolo terrà dunque conto del contesto baltico complessivo, data l’interconnessione e la reciproca influenza tra le tre realtà.

Oggi la Lituania è una democrazia parlamentare e si presenta come uno stato “emergente” per quanto riguarda la sua popolarità a livello internazionale: per via della chiusura sovietica, infatti, la Lituania è stata a lungo un Paese sconosciuto a molti e privo di luoghi di interesse. Tuttavia, è avvenuto ed è ancora in corso un processo di apertura e promozione del territorio, volta ad evidenziare il patrimonio storico e naturale. In questo contesto, è reso ancor più eclatante l’importante ruolo del turismo che permette ai nuovi visitatori di approdare in terra lituana per apprezzarne le bellezze.

Nel 2025 l’economia lituana è cresciuta del 2,6%, con un Pil pari a 77,9 miliardi di euro, superando le aspettative e dimostrando ancora una volta resilienza e notevole flessibilità. L’inflazione è rimasta relativamente contenuta attestandosi al 2,1%, mentre il tasso di disoccupazione è leggermente aumentato al 7,1% rispetto al 6,8% dell’anno precedente. Il suo percorso di crescita equilibrata, trainata dall’aumento dei consumi, dall’aumento degli investimenti e dal graduale rafforzamento della domanda estera di beni e servizi lituani ora è alla prova della storia e degli eventi bellici che sono presenti vicino ai suoi confini. Certamente la guerra in Ucraina, con l’invasione russa del 2022, ha destabilizzato il Paese, e le costanti minacce russe e bielorusse, gli stessi sconfinamenti dei droni di Kiev, lo hanno riportato ad una condizione di incertezza.

Un congresso mondiale dedicato alla Misericordia

Nella capitale si respira aria di speranza, nonostante tutto. Una città accogliente e graziosa che si presenta ai suoi ospiti con il sorriso dei suoi cittadini e la voglia di farsi conoscere e scoprire, per le bellezze artistiche, la sua storia, la sua profondità religiosa e spirituale. In questo luogo, per oltre tre secoli, è stato proclamato l’annuncio della misericordia: vi operarono le congregazioni dei missionari, delle visitandine e delle figlie della carità, impegnate in numerose opere di amore verso la popolazione; nel 1934 vi fu dipinta la prima immagine della Divina Misericordia. Durante il periodo sovietico, il monastero delle visitandine e la chiesa del Sacratissimo Cuore di Gesù furono trasformati in una prigione.

Processione per le strade di Vilnius, in Lituania. Foto di Luca Rolandi

Non è dunque un caso che il sesto congresso mondiale della Divina Misericordia, dal 7 al 12 giugno, sia proprio in Lituania. Sulle orme di papa Francesco – Bergoglio è stato il papa della misericordia – la Chiesa e la comunità lituana celebrano un evento della Chiesa Universale sul tema “Costruiamo la Città della Misericordia”, organizzato dal Dicastero per l’Evangelizzazione della Santa Sede, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Vilnius. All’evento prenderanno parte vescovi, sacerdoti, persone consacrate, responsabili di comunità, laici, famiglie e giovani desiderosi di impegnarsi nella promozione della cultura della misericordia nei propri contesti di vita.

Un raduno di portata mondiale della Chiesa Cattolica in Lituania, con oltre 5.000 fedeli provenienti da tutti i Paesi del mondo che si sono dati appuntamento sulla Collina del Salvatore, presso la chiesa del Sacratissimo Cuore di Gesù. L’arcivescovo di Vilnius Gintaras Grušas, presidente delle Conferenze Episcopali d’Europa, si è rivolto ai fedeli del Congresso apostolico mondiale e ha comunicato la sua profonda gratitudine nella speranza che dalla capitale della misericordia parta un  messaggio e un appello di pace al mondo.

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