Soprattutto dopo il Covid, si è spesso parlato di come i disturbi psichici siano aumentati negli adolescenti e preadolescenti: secondo i dati della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia) e della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (Sinpf) sono infatti quasi un milione i ragazzi tra i 10 e i 19 anni in Italia (circa 1 su 7) con segni riconducibili a un disturbo psichico. Condizioni certo molto varie, sia in termini di tipologia che di severità; ma che proprio in ragione di questa varietà necessitano di un sostegno differenziato e personalizzato, da un “semplice” spazio di ascolto psicologico ad interventi più strutturati da parte di professionisti.
È in quest’ambito che si muove la Fondazione Futuropresente E.T.S., nata a Roma «con la convinzione che prendersi cura della salute mentale degli adolescenti non è un atto privato, ma un gesto civile. Una scelta che riguarda la comunità intera». Si tratta di un ente no profit del Terzo Settore composto da psicologi, psicoterapeuti e artisti che lavorano insieme, per offrire percorsi di cura, crescita ed espressione ai giovani in condizioni di vulnerabilità psicosociale; il tutto in stretta collaborazione e condivisione di obiettivi con le istituzioni pubbliche del territorio, in primo luogo l’ASL Roma 1 e il TSMREE (Servizio di Tutela della Salute Mentale e Riabilitazione in Età Evolutiva), con Roma Capitale, con il Municipio II e il Municipio III attraverso il Patto Educativo Territoriale, con le scuole e i servizi sociali locali.

Un’immagine della attività della fondazione Futuropresente (foto Fondazione Futuropresente)
Le attività della Fondazione sono svariate. Sul versante clinico, garantisce psicoterapie individuali per adolescenti e famiglie e interventi di supporto domiciliare in raccordo con l’ASL e i servizi sociali del territorio, all’interno di percorsi condivisi di presa in carico; ma elemento caratterizzante è il considerarsi «spazio di creazione», nella misura in cui «l’arte non è considerata un accessorio del benessere, ma uno dei suoi strumenti più potenti. Non perché distragga dai problemi, ma perché li affronta da un’angolatura diversa: quella del corpo in movimento, della voce che si riscopre, dell’immagine che dice ciò che le parole non trovano ancora».
Variegati quindi i laboratori settimanali organizzati: cinema (sperimentazione visiva e cortometraggi), podcast (la voce come strumento di ascolto e confronto), musica (composizione e esecuzione dal vivo), TeAltro (teatro fisico e improvvisazione), LinkUp (socializzazione attraverso il gioco libero e i videogiochi), Dungeons & Dragons (gioco di ruolo come narrazione identitaria condivisa) e Linee Narranti (creazione simbolica orizzontale, senza gerarchie). Le attività sono finanziate sia dalle istituzioni pubbliche coinvolte che da realtà private che scelgono di sostenere la Fondazione.
I laboratori si inseriscono e si affiancano poi ai diversi progetti avviati: da quelli dedicati alla socializzazione di bambini e adolescenti anche con interventi domiciliari, ai gruppi di confronto e supporto, ai percorsi di cittadinanza attiva, alle scuole aperte il pomeriggio.

La locandina del musical “Tra – La particella che non c’è” della Fondazione Futuropresente
Uno dei punti di sintesi di questa attività laboratoriale sarà il musical “TRA – La particella che non c’è”, in scena sabato 6 giugno 2026, alle ore 19:00, presso la Sala Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma: uno spettacolo che intreccia tutti i linguaggi creativi sperimentati, creato via via dai ragazzi in maniera comunitaria, senza un singolo autore. «La storia è ambientata sul Pianeta Zig, un mondo ordinato in cui ogni abitante è classificato dalla forma a cui appartiene e dalla “legge della natura” che stabilisce cosa ognuno debba essere – anticipano dalla Fondazione –. Quando un gruppo di giovani ricercatori scopre l’esistenza di una misteriosa particella “TRA”, qualcosa si incrina: alcune persone si comportano diversamente a seconda di chi incontrano. Quella particella non si trova dentro nessuno: nasce nello spazio tra due persone che si incontrano davvero. L’ispirazione viene dalla fisica quantistica nella sua formulazione relazionale: la realtà non è un insieme di oggetti con proprietà già definite, ma una rete di eventi e correlazioni. Le proprietà emergono dall’interazione. Lo stesso vale, simbolicamente, per le identità umane: non si è solo ciò che l’etichetta dice. Si è anche, e forse soprattutto, ciò che accade nello spazio tra sé e gli altri».
Info a info@fondazionefuturopresente.it e su fondazionefuturopresente.it.
