Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Musica classica

Verdi tra paura e speranza

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

A Roma, a Santa Cecilia, una meravigliosa interpretazione della “Messa da Requiem” del direttore Chung. Da riscoprire

Orscjestra in concerto. Credit: Santa Cecilia Press Officce.

La morte, il dolore. E poi? I grandi temi del mondo verdiano si coagulano tutti in quella che egli pensava fosse la sua ultima opera, il Requiem, scritto nel 1874 per onorare la memoria del suo “santo”, cioè il Manzoni.

Un’ora e mezzo di musica tumultuosa, supplicante e lacrimosa, di sospensione fra terrore di un giudizio inesorabile – eco di una religiosità del “terrore” più che dell’”amore” – e l’oscillazione sulla soglia di un cielo a cui Verdi a volte credeva, a volte no. Certo hanno pesato su di lui i lutti giovanili di quando perse la moglie e i due bambini: uno strazio indimenticato sino alla fine della lunga vita, rivissuto e trasfigurato nei suoi drammi, anche in quel Falstaff conclusivo che sembra sorridere, ma sorride con una punta di amarezza.

Verdi “sacro” musica il Requiem antico dedicandovi una cura particolare. Ed ecco l’inizio trasparente, quasi immobile, appena udibile nella meravigliosa direzione di Chung e poi il Kyrie, forte, impetuoso, una energica richiesta di perdono dell’uomo a Dio. Le voci sono belle: il mezzosoprano Ekaterina Semenchuck è sonora, altera, calda; il tenore René Barbera ha dolcezze e pianissimi rari; il soprano Ailyn Pérez fraseggia con cura, ed il basso Roberto Tagliavini è una voce nobile, profonda, armoniosa che è un piacere udirla.

Direttore d’orchestra Myung-Whun Chung. Credit: Santa Cecilia Press Office.

Poi Chung inizia il lunghissimo Dies irae, terribile nei colpi di grancassa in contrattempo, nella furia degli archi, eppure non è urlante o troppo ridondante come in molte esecuzioni − anche di grandi direttori − ma con quell’equilibro e con il senso della poesia tipici del direttore coreano. Cataclisma certamente, ma anche suono intimistico, come appare nel Quid sum miser dove Verdi si fa piccolo e implora pietà, come pure nel Recordare Jesu pie dove le voci femminili si intersecano in ricami dolcissimi e poi quel coro processionale commosso del Lacrimosa davvero struggente. E il Verdi maestro dei cori e quello ceciliano è vasto, denso, musicalissimo.

Aereo appare l’Hostias dove tenore e basso ricamano il trillo lungo voluto da Verdi: una melodia lirica e trasparente, purissima come nel finale di Aida. Dopo l’impeto del Sanctus rapidissimo, tra suppliche e timori, si giunge al finale Libera me: implorazione acuta e sospensione conclusiva profonda, densa, pastosa e immobile. Verdi resta in attesa. Stupendo il desiderio di pace, così verdiano.

Bisogna dire che la direzione di Myung-Whun Chung ha esaltato ogni singolo dettaglio dell’immensa partitura, riempiendola di tenerezza, dramma e poesia in una vastissima meditazione sul dolore e la morte. Orchestra e coro di commovente bellezza.

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876