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Persona e famiglia > Lo sport del lunedì

Milano-Cortina 2026: è storia per l’Italia

di Noemi Di Benedetto

- Fonte: Città Nuova

Cala il sipario sull’edizione paralimpica di Milano-Cortina 2026. Superati tutti i record precedenti per i nostri azzurri

Prima fila: Emanuel Perathoner, Chiara Mazzel, Giacomo Bertagnolli, Jacopo Luchini. Seconda fila: Emanuel Perathoner, Rene’ De Silvestro, Giacomo Bertagnolli, Chiara Mazzel. Terza fila: Giacomo Bertagnolli, Chiara Mazzel, Federico Pelizzari, Renè De Silvestro. Quarta fila: Chiara Mazzel, Giacomo Bertagnolli, Giacomo Bertagnolli, Giuseppe Romele. Ph Ansa

L’edizione casalinga dei Giochi Paralimpici Invernali è già storia per l’Italia e si farà fatica a dimenticarla perché la spedizione azzurra, con ben 16 medaglie e il quarto posto nel medagliere, ha superato non uno, non due, ma ben tre record: tutti quelli che esistevano prima di questa edizione e che, da oggi, sono ufficialmente polverizzati.

I record di un venerdì 13 più fortunato che mai

Iniziamo dal record di medaglie: 13 (7 argenti e 6 bronzi) quelle di Lillehammer del 1994, 13 come il giorno, come il venerdì – mai fu un venerdì 13 più fortunato – in cui questo record doveva andare in frantumi perché è proprio nell’ultimo venerdì di gara che gli azzurri passano da 11 a ben 14 medaglie, alzando l’asticella del riferimento per la prossima rassegna a Cinque Cerchi.

E, da un record, passiamo all’altro ma senza, però, spostarci più di tanto perché rimaniamo sempre a quel famoso venerdì 13 che ha polverizzato un altro primato azzurro: il numero di medaglie d’oro. Gli azzurri, a proposito di piazzamenti sul gradino più alto del podio avevano dato del loro meglio a Innsbruck 1988, Nagano 1998 e Salt Lake City 2002 con ben tre medaglie d’oro. Un primato niente male, certo, ma che 24 anni dopo Salt Lake City è destinato a crollare non una, non due, ma ben tre volte perché, nel venerdì più magico di questi Giochi non arrivano solo le tre medaglie che portano gli azzurri da 11 a 14 podi complessivi, ma arrivano tre medaglie d’oro che portano il primato di ori degli azzurri da 3 a 6 medaglie in una sola edizione. Una vera e propria impresa firmata, nell’ordine, da Jacopo Luchini, Emanuel Perathoner e Renè De Silvestro che firmano una tripletta leggendaria e fissano un nuovo record. Si passa, infatti, da tre medaglie d’oro in un’edizione a tre medaglie d’oro… in un solo giorno.

E il terzo ed ultimo record, a questo punto, vien da sé: la nona piazza nel medagliere generale a Torino 2006 e, manco a dirlo, di gran lunga superata con l’Italia che chiude le Olimpiadi dall’alto del quarto posto nella classifica generale.

Ma le medaglie non si fermano di certo al venerdì 13 perché, dopo un giorno di stop, gli azzurri tornano nell’ ultima giornata di gare ancora più forti e chiudono con le medaglie numero 15 e 16: rispettivamente un bronzo e un oro che porta a 7 il record di medaglie del metallo più prezioso.

I protagonisti di Milano-Cortina 2026

E andiamo a vedere i protagonisti di questi giochi paralimpici: i magnifici 7 che hanno portato a casa ben 16 medaglie. Partiamo dal full di Giacomo Bertagnolli e dal poker di Chiara Mazzel, i due azzurri che ci vanno giù più pesante di tutti quanti.

«L’obiettivo in questa edizione in casa, in termini di risultati, è quello di puntare a migliorare quelli dell’ultima Paralimpiade in Cina o a fare 5 su 5», queste le parole di Giacomo Bertagnolli all’inizio della sua terza avventura paralimpica condivisa, dal 2019 con la guida Andrea Ravelli. Guida con cui raggiunge l’obiettivo prefissato perché con lui si porta a casa ben 5 medaglie: un oro nella combinata, due argenti tra il super G e lo slalom gigante, un bronzo nella discesa e, per finire, un altro oro (il numero 7 di casa Italia) nello slalom speciale. Un risultato a dir poco impressionante per uno degli atleti paralimpici più vincenti al mondo nello sci alpino ma che è, per il campione trentino classe 99 non completamente soddisfacente visto anche un l’oro sfiorato nel SuperG.

E continuiamo con le donne… e che donna la nostra mitica Chiara Mazzel! L’azzurra, dopo la prima medaglia conquistata all’inizio dei Giochi, non si ferma e aggiunge in bacheca altri tre podi, per un totale di quattro medaglie in questa edizione paralimpica. Chiara saluta Milano-Cortina con un oro nel superG, un argento nella discesa e uno nella combinata con guida Nicola Cotti Cottini e un altro argento – condiviso stavolta con la guida Fabrizio Casal – nello slalom gigante. Insomma, un’Olimpiade niente male per la campionessa che ci racconta così a Città Nuova il suo sport, la sua passione: «Io scendo a 100 all’ora ad occhi chiusi su una pista da sci guidata dalla musica degli AC/DC? Voi ci avete mai provato? È da urlo!».

Andiamo avanti con i pezzi grossi di questa Olimpiade con un fantastico Emanuel Perathoner che si porta a casa da Milano-Cortina ben due ori olimpici: nello snowboard cross e nello banked slalom della categoria SB-LL2. L’azzurro, il campione dei due mondi, passato dalle Olimpiadi alle Paralimpiadi commenta così la sua impresa: «Un obiettivo raggiunto che mi sono posto 4 anni fa».

E due medaglie a casa, rispettivamente un oro nello slalom gigante sitting e un argento nella combinata, li porta anche René de Silvestro che manda in visibilio il pubblico di casa con la magica medaglia numero 14 della spedizione azzurra.

Ed è d’oro anche Jacopo Luchini nello snowbord, nella disciplina banked slalom (categoria SB-UL). Il campione paralimpico che, dopo dei giorni difficili in cui anche la partecipazione alla gara era a rischio, commenta così il suo risultato: «Mi prendo questa medaglia, che ormai mancava da troppo tempo. È arrivato l’oro e non vedo l’ora di cantare l’inno di Mameli sul podio, perché l’ho sognato da troppo tempo».

Si unisce alla cerchia dei campioni paralimpici anche Federico Pelizzari che porta a casa la sua prima medaglia a 5 cerchi con l’argento nella combinata uomini standing che commenta così: «Sono contentissimo, aspettavo questa medaglia da tantissimo tempo, finalmente è arrivata. Emozione stupenda».

Sensazione simile anche quella di Giuseppe Romele che, nella 20km sitting nello sci di fondo, ci porta a quota 15 medaglie, poco prima dell’ultimo oro di Bertagnolli dichiarando, alla fine della gara valsagli il bronzo: «Sognavo questa medaglia in casa sin da Pechino».

E sì, sognate ragazzi e continuate perché con questa magica Paralimpiade appena conclusa abbiamo sognato anche noi insieme a voi. Perché, oltre ai numeri, oltre ai record, oltre alle medaglie, ci ricorda la cosa più importante di tutte: non conta quante volte cadi, ma come ti rialzi. E voi, immensi campioni, vi siete tutti rialzati alla grande.

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