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Mondo > Notizie dall'Africa

Leone XIV presto in Africa, intervista al nunzio apostolico in Camerun e Guinea Equatoriale

di Liliane Mugombozi

- Fonte: Città Nuova

Liliane Mugombozi Autore Citta Nuova

Il 25 febbraio la Santa Sede ha comunicato che dal 13 al 24 aprile 2026 papa Leone XIV compirà un viaggio apostolico in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Nel colloquio con Liliane Mugombozi, il nunzio apostolico in Camerun e Guinea Equatoriale, mons. José Avelino Bettencourt, illustra l’importanza e il significato della visita del papa per i due Paesi

Papa Leone saluta i fedeli durante l’Udienza Generale settimanale in Piazza San Pietro, Città del Vaticano, 18 febbraio 2026. Credit: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI.

«L’annuncio del viaggio apostolico di papa Leone XIV in Africa è stato ricevuto con gioia e riconoscenza, considerato una benedizione speciale durante il periodo quaresimale», afferma mons. José Avelino Bettencourt, nunzio apostolico in Camerun e Guinea Equatoriale. «La Conferenza episcopale della Guinea Equatoriale ha pubblicato una lettera pastorale che suggerisce un percorso spirituale, incluse le preghiere per il santo padre. Analogamente, la Conferenza episcopale del Camerun sta preparando i fedeli a vivere il tempo liturgico contestualizzando il viaggio. L’entusiasmo è palpabile, con i preparativi in corso per accogliere calorosamente il Santo Padre in Africa».

Papa Leone, un figlio dell’Africa

Eletto pontefice lo scorso 8 maggio, a meno di un anno dalla sua elezione, Leone XIV visiterà il continente africano. Mons. Bettencourt, nunzio apostolico a Yaoundé e a Malabo, ha messo in evidenza il significato a vari livelli di questo viaggio del pontefice. Sotto un profilo spirituale, il nunzio ha notato che papa Leone XIV si considera un figlio dell’Africa, in relazione a «Sant’Agostino, un importante padre della Chiesa nato in Africa», evidenziando la vivace fede cattolica presente nel continente.

A livello ecclesiastico, il nunzio descrive «la crescita della Chiesa in Camerun e Guinea Equatoriale, sottolineando l’aumento delle diocesi, la presenza di diversi ordini religiosi e la creazione di università cattoliche. La Chiesa è attivamente coinvolta nelle comunità attraverso scuole, ospedali e centri sociali, dimostrando il suo impegno al servizio delle persone».

Da un punto di vista diplomatico, il nunzio evidenzia «il decimo anniversario dell’Accordo quadro tra la Santa Sede e il Camerun, così come il sessantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche ufficiali nel 2026. Queste pietre miliari evidenziano l’approfondimento dei legami e il legame del santo padre con i fedeli in Africa, sottolineando l’importanza multiforme di questo viaggio apostolico».

Il viaggio in Camerun e Guinea Equatoriale, parte di un percorso più ampio, porterà il papa a visitare anche Algeria e Angola. Mons. José Avelino Bettencourt illustra il legame tra questi Paesi: «Il viaggio apostolico di papa Leone XIV in Africa è di grande importanza, poiché ricorda la fuga in Egitto del Bambino Gesù, evidenziando il ruolo storico dell’Africa nel cristianesimo. Il continente ha prodotto figure di rilievo nella fede, come il primo vescovo subsahariano del Regno del Congo all’inizio del XV secolo e il suo primo ambasciatore a Roma. Il cristianesimo ha avuto un impatto profondo sulla cultura e le tradizioni africane, e il viaggio del santo padre mette in risalto la natura epica della missione della Chiesa in Africa».

Per quanto riguarda le caratteristiche delle Chiese di Guinea Equatoriale e Camerun, nel suo ruolo di nunzio apostolico, mons. Bettencourt esprime «ammirazione per la partecipazione attiva dei fedeli nella Chiesa africana», ricordandone «la storia unica, segnata da varie influenze coloniali e dal ruolo cruciale dei catechisti durante i periodi di assenza dei sacerdoti». In Guinea Equatoriale, un laico diffuse la preghiera del Santo Rosario appresa da un missionario, che portò alla fondazione di missioni e alla diffusione del Vangelo.

Messaggio di pace, giovani e speranza

A proposito del programma del papa in Camerun e Guinea Equatoriale, il nunzio ha affermato: «Il santo padre arriverà nella capitale Yaoundé, dove avrà un incontro con il capo dello Stato e le autorità locali. Il suo itinerario prevede una visita a Bamenda, nella regione separatista anglofona nord-occidentale, che è raramente visitata a causa dei problemi di sicurezza. L’importanza di questa regione è evidenziata dalle precedenti visite del cardinale Pietro Parolin e di altri, tra cui i miei predecessori. Io stesso ho visitato la regione otto volte negli ultimi due anni».

Il messaggio di pace del santo padre espresso per la prima volta dal balcone di San Pietro, risuonerà in modo particolare a Bamenda, simboleggiando il suo impegno per la pace nella regione e in tutta l’Africa. A Douala il Papa incontrerà i giovani «sottolineando la giovane demografia del Camerun, dove l’età media è di 18 anni. Il viaggio si concluderà con una celebrazione liturgica a Yaoundé, che dovrebbe attrarre numerosi fedeli cattolici, insieme a persone di varie tradizioni religiose e settori sociali».

In Guinea Equatoriale, il santo padre giungerà a Malabo, che si trova sull’isola di Bioko, dove avrà un incontro con i funzionari del governo. Ha in programma di recarsi a Mongomo, sede della seconda chiesa più grande dell’Africa, la basilica dell’Immacolata Concezione, che è un’importante meta di pellegrinaggio nel cuore della lussureggiante foresta pluviale equatoriale. In seguito, si dirigerà a Bata, la città economica più grande del Paese, per incontrare i giovani.

Per quanto riguarda i temi che potrebbero essere sviluppati, il nunzio afferma che: «L‘Africa è un continente con molte belle cose e con le proprie sfide, proprio come ogni altro continente del mondo. Come in Europa, qui la questione della pace è centrale; come nelle Americhe è la giustizia sociale, e in Asia la questione della dignità umana. Dall’Africa, il santo padre parlerà al mondo. In Camerun parlerà in inglese e francese, in Guinea Equatoriale parlerà in spagnolo, così come in Angola in portoghese, ma soprattutto parlerà la lingua del Vangelo ai fedeli della Chiesa cattolica. Sarà una celebrazione della Buona Novella di Gesù Cristo, che può cambiare le menti e i cuori e portare luce e speranza al nostro futuro comune».

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