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Persona e famiglia > Noi due

Le emozioni nella coppia: risorsa od ostacolo?

di Lucia Coco

- Fonte: Città Nuova

Rosa e Mario incontrano difficoltà nel contatto emotivo perché ciascuno ha interiorizzato regole familiari che limitavano certe emozioni, trasformando sentimenti autentici in reazioni difensive. Sviluppare consapevolezza e accogliere le proprie emozioni permette alla coppia di comunicare meglio, gestire conflitti e rafforzare la relazione

Coppia in difficoltà. Foto di Eric Ward da Unsplash.

Rosa e Mario sono davanti a me a raccontarmi le loro difficoltà. «Faccio fatica ad accogliere la sua rabbia», dice Rosa. «E io fatico ad accogliere la sua tristezza», le fa eco Mario. Cosa sta accadendo a questa coppia? Come mai pur amandosi non riescono a stare con l’emozione che il partner sta mostrando? Come mai nella nostra vita di coppia a volte facciamo fatica a contattare alcune emozioni?

Una risposta a queste domande potrebbe risiedere nella nostra infanzia e nella nostra famiglia d’origine. Magari nella famiglia di Rosa alcune emozioni potevano essere sperimentate ed espresse più facilmente di altre. Ed altre magari erano proprio vietate. Ricorda infatti Rosa: «Nella mia famiglia non si litigava mai. La rabbia era tabù! La mia mamma andava in ansia appena si alzava la voce e subito ci diceva: non si deve litigare mai!». Nella famiglia di Mario invece era la tristezza la grande assente. Ogni volta che accadeva qualcosa di doloroso, la frase ricorrente era: «Non c’è bisogno di piangere! Solo i deboli piangono e si abbattono».

Di conseguenza Rosa e Mario hanno sviluppato un rapporto molto diverso con le emozioni. E come spesso accade quando qualcosa è permesso e qualcosa no, accade che si sostituisca un’emozione permessa con un’altra negata. Quindi Mario, che può permettersi la rabbia ma non il dolore, potrebbe sentire ed esprimere rabbia anche in occasione di un evento triste. Rosa invece, che piange più facilmente di quanto affronti il conflitto, si ritrova a sentirsi triste magari per un’ingiustizia subita, con la conseguenza che sperimenti ed esprima un’emozione come la tristezza non funzionale ad affrontare la situazione e sanare l’ingiustizia.

In analisi transazionale si parla di emozioni autentiche ed emozioni parassite. Le emozioni autentiche sono quelle realmente provate in una determinata occasione. Le emozioni parassite sono quelle che “vanno a coprire” quelle autentiche. Mentre le emozioni autentiche (rabbia, paura, tristezza) sono risposte dirette al presente, quelle parassite sono dei comportamenti ripetitivi che abbiamo appreso da bambini.

Utilizzare emozioni parassite ha però un alto costo personale perché porta a stress, relazioni artefatte, bassa autostima e incapacità di risolvere i problemi reali. Comprendere all’interno della coppia il ruolo delle emozioni è di fondamentale importanza per imparare a esprimerle, tollerarle e regolarle senza farsi travolgere da esse ma utilizzandole piuttosto come risorse. Le emozioni infatti contengono informazioni importanti sui nostri valori, sulle nostre credenze e saperle gestire ci permette di scegliere le nostre azioni, cioè di AGIRE anziché RE-AGIRE agli stimoli.

Per esempio, se Rosa riceve una telefonata da Mario che la informa che non tornerà a casa per cena perché ha avuto un imprevisto al lavoro, la prima re-azione di Rosa potrebbe essere di risentimento, ma poi magari l’intensità dell’emozione si abbassa e il pensiero diventa: «Voglio capire bene che cosa è successo» e l’emozione potrebbe essere quella di tranquillità.

È possibile trasformare emozioni spiacevoli in emozioni piacevoli, ma solo dopo averle riconosciute. Per questo occorre innanzitutto allenarsi ad una consapevolezza sempre maggiore delle nostre emozioni senza l’idea che alcune emozioni siano più disdicevoli di altre, ma con la convinzione che l’emozione di per sé non è né buona, né cattiva ma, come dice la stessa etimologia della parola, è una tendenza all’azione, un muoversi da se stessi.

Anche in una relazione di coppia quindi è importante familiarizzare con le emozioni e scoprirne l’utilizzo funzionale che ognuna delle emozioni ha. Per esempio, la paura serve ad evidenziare i rischi e a decidere azioni di protezione: se ho paura per la mia relazione di coppia e la sento in pericolo, posso mettere in atto strategie per proteggerla; ma se non sento la paura, non mi adopererò per mettere in sicurezza la mia relazione.

Poi la rabbia che serve a risolvere i problemi e a decidere i cambiamenti. Se non sono consapevole di provare rabbia verso un comportamento del mio partner, non riuscirò a decidere di esprimere il mio malessere rispetto a quel comportamento. Così la tristezza che serve ad elaborare la perdita di qualcosa che abbiamo amato e non c’è più e da cui è necessario staccarsi. Se nel rapporto di coppia non sono consapevole di provare tristezza per qualcosa che il partner ha fatto, non riuscirò ad esprimere il mio bisogno che quel comportamento non si ripeta più.

E infine anche la gioia che ci aiuta ad evidenziare cosa è bene per noi e cosa ci serve per ricaricarci. Avere consapevolezza di cosa nella coppia ci rende felici ci permette di perseguire quelle attività che ci fanno stare bene e di attivarsi per dedicare alla coppia spazi ludici e di benessere. «Finalmente ho capito che dovevo accogliere le mie emozioni perché mi portavano un messaggio che non potevo ignorare», dice Rosa. «E io ho compreso che faticavo a stare con la tristezza di Rosa perché la sua tristezza mi faceva sentire impotente e colpevole; ora so che posso stare con la sua tristezza e non evitarla ma semplicemente lasciare che mi raggiunga senza la pretesa di doverla per forza risolvere», conclude Mario.

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