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In profondità > Sinodalità

Concistoro straordinario, un tempo per sperare insieme

di Vittoria Terenzi

- Fonte: Città Nuova

Il concistoro convocato da papa Leone XIV ha riunito circa 170 cardinali per riflettere su sinodalità e missione, nello stile della “conversazione nello Spirito”. Un tempo di ascolto e discernimento condiviso per una Chiesa sempre più collegiale, missionaria e attenta alle urgenze del mondo

Papa Leone XIV durante la Messa con i cardinali partecipanti al Concistoro straordinario nella basilica di San Pietro, in Vaticano, 8 gennaio 2026. Credit: EPA/VATICAN MEDIA HANDOUT.

È stata un’esperienza intensa e al contempo inedita il concistoro straordinario convocato da papa Leone XIV nei primi giorni del nuovo anno. Il mondo, che nell’anno giubilare ha tenuto gli occhi rivolti alla basilica di San Pietro, rimane a osservare la lunga schiera dei cardinali giunti da ogni parte del mondo per rispondere a questo invito. Sono circa 170, dai più giovani a quelli più ricchi di anni, come il cardinale Ernest Simoni, 97 anni, presbitero dell’arcidiocesi di Shkodrë-Pult (Scutari – Albania).

Una «comunità di fede» li definisce papa Leone accogliendoli fin dal primo giorno con parole cordiali e fraterne: «Sperimento la necessità di poter contare su di voi: siete voi che avete chiamato questo servitore a questa missione! Allora, vorrei dire, penso che sia importante che lavoriamo insieme, che discerniamo insieme, che cerchiamo ciò che lo Spirito ci chiede». Non siamo «un team di esperti» venuti «a promuovere agende», chiarisce il papa, ma fratelli convenuti per «affidare i nostri progetti e le nostre ispirazioni al vaglio di un discernimento che ci supera “quanto il cielo sovrasta la terra” e che può venire solo dal Signore».

La collegialità, dice papa Leone XIV, «offre alla Chiesa e al mondo una certa testimonianza della volontà, del desiderio, riconoscendo il valore di trovarci insieme, di fare il sacrificio di un viaggio – per alcuni di voi molto lungo –, per venire a stare insieme e poter cercare insieme ciò che lo Spirito Santo vuole per la Chiesa oggi e domani». E aggiunge: «Dal modo con cui impariamo a lavorare insieme, può iniziare qualcosa di nuovo, che mette in gioco presente e futuro».

Sinodalità e missione alla luce dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium sono i temi su cui ci si confronta, scelti dai cardinali tramite votazione in una rosa di quattro proposte. Il papa ha voluto strutturare questa due-giorni secondo lo stile dell’ultimo sinodo, alternando momenti di preghiera, ascolto, condivisione e riflessione utilizzando il metodo della conversazione nello Spirito.

«Il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio», dice ai cardinali riprendendo le parole del discorso di papa Francesco nel 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi. Nell’assemblea il papa ascolta, prende appunti, accoglie le voci dei cardinali, in particolare di coloro che hanno fatto un viaggio molto lungo per essere lì. Esprime la convinzione che il concistoro sia «una delle tante espressioni in cui possiamo veramente vivere un’esperienza della novità della Chiesa».

La vita della Chiesa e le urgenze del mondo, inscindibilmente legate tra loro, sono al centro dalle riflessioni. «Vogliamo essere una Chiesa che non guarda solo a se stessa, che è missionaria, che guarda più in là, gli altri», sottolinea il papa, perché «la ragion d’essere della Chiesa non è per i cardinali né per i vescovi né per il clero. La ragion d’essere è annunciare il Vangelo». La situazione del mondo rende ancora più urgente una risposta da parte della Chiesa, che si fa vicina ai Paesi che subiscono la guerra e la violenza.

In particolare, nel corso del briefing che si è svolto presso la sala stampa vaticana al termine del concistoro, il cardinale Luis Jose Rueda Aparicio, arcivescovo di Bogotà, rivolge il pensiero alla situazione del Venezuela per la quale papa Leone, all’Angelus del 4 gennaio scorso, ha espresso profonda preoccupazione. «Quel messaggio di domenica ha dato il tono alle mie riflessioni di questi giorni», afferma il cardinale, dicendo che si tratta di un tema che tutti «portiamo nel cuore ci addolora tutti e desideriamo i migliori sviluppi possibili nel prossimo futuro».

Mentre i cardinali fanno ritorno alle loro attività ordinarie, si guarda già al prossimo appuntamento: due giorni a giugno, immediatamente prima della solennità dei santi Pietro e Paolo, per offrire nuovamente ai cardinali l’opportunità di incontrarsi. Papa Leone, nel discorso conclusivo, ha annunciato che le riunioni del concistoro proseguiranno poi con una cadenza annuale, per la durata di 3-4 giorni.

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