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Ambiente > Clima

Gas serra ancora in aumento

di Lorenzo Russo

- Fonte: Città Nuova

A dieci anni dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici le emissioni sono aumentate dell’1,3% rispetto al 2023. La strada è ancora in salita, seppur con qualche eccezione, come dimostrano i dati dell’Unione europea

 

Smog, foto di Ziang Guo da Unsplash.

Le emissioni globali di gas serra (dette Ghg) continuano ad aumentare nel mondo. A dieci anni dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici i valori sono ancora in salita. Secondo il report Edgar del Joint Research Centre della Commissione Ue diffuso nel mese di settembre 2025, nello scorso anno l’aumento è stato dell’1,3% rispetto al 2023 e del 4,7% rispetto al 2019: circa 53,2 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente. La causa principale è legata all’uso dei combustibili fossili, anche se il 2024 è stato caratterizzato dagli incendi forestali, soprattutto in Sud America e in Canada.

Lo sguardo è rivolto soprattutto alle otto grandi economieCina, Stati Uniti, India, Ue, Russia, Indonesia, Brasile e Giappone – che hanno contribuito al 62% del totale. Di queste, solo l’Unione europea e il Giappone hanno dati in controtendenza. L’Ue ha abbassato la quota al 5,9% rispetto al 6,1% del 2023 mentre il Giappone le ha ridotte del 2,8%. Tutti gli altri Paesi hanno mostrato un peggioramento: +5% Indonesia, +3.9% India, +2,4% Russia, +0,8% in Cina, +0,4% negli Usa, +0,2% in Brasile. Se volessimo trovare del positivo, nonostante ci sia ancora l’aumento delle emissioni globali, il ritmo è più contenuto rispetto a dieci anni fa. Nell’Unione europea ad esempio le emissioni di gas serra sono diminuite del 37% rispetto al 1990, sebbene il Prodotto interno lordo (Pil) sia cresciuto del 68%. Dati che confermano la sinergia fra crescita economica e sostenibilità e ratificano gli obiettivi climatici al 2030 per l’Ue.

Le emissioni degli Stati Uniti rispetto al 1990 invece sono calate solo del 5%, ma la Cina le ha quadruplicate e il Brasile raddoppiate. Secondo il report Emission gap delle Nazioni Unite, per limitare il riscaldamento globale all’1,5% entro fine secolo come previsto dal Trattato sul clima, le emissioni di gas serra dovrebbero scendere del 42% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019. Ma l’attuale politica di Trump contro l’impegno climatico degli Usa rischia di frenare l’impegno mondiale. Nonostante ciò, non è da sottovalutare l’impegno dei singoli cittadini, di tante istituzioni pubbliche e private − anche americane, nonostante il dietrofront del proprio presidente – sull’uso di fonti da energia rinnovabile che continuano a crescere in tutto il mondo.

La Cina, invece, al summit Onu a New York del mese scorso ha annunciato l’obiettivo di ridurre le emissioni del 7-10% entro il 2035. C’è in cantiere un rapido piano di diffusione di solare, eolico e veicoli elettrici. Anche il Brasile propone una riduzione netta tra il 59 e il 67% entro il 2035. E ha un piano di protezione delle foreste − da estendere anche ad altri Stati −, fondamentali perché assorbono circa un quarto delle emissioni globali di CO₂. Ma sono solo promesse, vedremo se si concretizzeranno con i fatti!

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