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Italia > Sicilia

I vescovi per le elezioni: no a corruzione e clientelismo

di Patrizia Mazzola

- Fonte: Città Nuova

Vincere la rassegnazione e l’astensionismo attraverso competenza, correttezza e coerenza morale: questa la sollecitazione dell’episcopato siciliano ai candidati alle prossime elezioni regionali. Auspicato maggior impegno contro la povertà e attenzione a periferie, formazione, immigrati, sanità, famiglia, infrastrutture e patrimonio culturale

Si è svolta a Caltagirone dal 18 al 22 settembre 2017 la Sessione autunnale della Conferenza Episcopale Siciliana in chiusura del quinquennio pastorale 2012 – 2017 dedicato al tema “L’esodo della famiglia nel tempo della crisi“. Il documento finale contiene una lunga nota dedicata alle prossime elezioni regionali del 5 novembre prossimo, appuntamento che vede in campo migliaia di candidati e ben 35 simboli di partiti e aggregazioni varie.

È un vero e proprio grido di allarme quello dei vescovi e non è la prima volta che interpellano e sollecitano il popolo siciliano a compiere un discernimento sia sui candidati che sui programmi.

Sono molteplici le problematiche che la regione si trova ad affrontare, disoccupazione, esodo dei giovani verso altre terre, istruzione e crescente astensionismo: «La Chiesa siciliana non può non interrogarsi sulle condizioni di vita delle donne e degli uomini della nostra Regione, sulle possibilità di trovare soluzioni ai numerosi bisogni che affliggono la popolazione: la disoccupazione (specie giovanile e femminile), ancora a livelli allarmanti, e poi la questione della formazione professionale, legata all’obbligo scolastico, bloccata sul nascere; oppure quella delle infrastrutture fragili e del dissesto idrogeologico, tanto per citare alcuni esempi. Non è difficile constatare che cresce nei cittadini la delusione per la cosa pubblica insieme a una forte disaffezione per la politica, tanto da indurre molte persone a scegliere la via dell’astensionismo».

Citando Giovanni Paolo II, nel suo discorso tenuto a Catania nel 1994, i vescovi richiamano a reagire contro la pusillanimità o l’inerzia, segni evidenti di colpevole omissione. «La costruzione della casa comune non può diventare appannaggio di gruppi autoreferenziali che pretendono di governare in forza dell’investitura di una parte minoritaria del popolo siciliano» continua la nota. E chiede di «promuovere incontri nel territorio per offrire agli elettori luoghi di confronto con i candidati all’Assemblea Regionale Siciliana e con i candidati alla Presidenza. Auspichiamo – aggiungono – una competizione elettorale corretta e leale, attenta ai problemi concreti della nostra gente e non preoccupata del successo di parte e dell’occupazione dei posti di potere. La Sicilia non può più aspettare e grava su tutti la responsabilità di elaborare soluzioni praticabili ed efficaci nel superiore interesse dei cittadini e dei poveri e degli ultimi in modo prioritario».

Un invito quindi alla non-rassegnazione, a confrontarsi con quanti hanno a cuore le sorti di una regione, così travagliata e dalle mille sfide che l’attendono.

Riproduzione riservata ©

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