50 anni fa su Città Nuova

Messaggio sociale del cristianesimo
Copertina Cn 1960
L’opera scientifica più nota di Igino Giordani, edita già nel 1935, venne ristampata esattamente cinquant’anni fa, riveduta dall’autore, per i tipi dell’editrice Città Nuova ed è giunta ormai alla IX edizione. Riportiamo qui una parte della presentazione che ne fece allora sulla nostra rivista Spartaco Lucarini.

 

In una nuova edizione, curata da Città Nuova Editrice, sta per uscire «Il messaggio sociale del cristianesimo» di Igino Giordani (pagg. 1000; L. 2800). Il libro, che raccoglie per intero i volumi II, III e IV del «Messaggio sociale di Gesù» dello stesso autore, e la cui prima parte è una nuova trattazione dell’insegnamento sociale del Vangelo, ha dovuto essere stampato anche per rispondere alle numerose richieste che pervenivano da più parti allo scrittore.

L’opera, già tradotta dopo la sua prima edizione, in varie lingue, fra cui il cinese e il giapponese, è stata adottata come libro di testo dalla Università Cattolica di Washington.

Quello che si nota dalla sua lettura è una visione cattolica, universale, che permette al Giordani di cogliere la sintesi degli avvenimenti e di approfondirne l’analisi. Viene in luce un’impostazione umano-divina della realtà. Dalla rottura di questo rapporto l’Autore vede il nascere e l’affermarsi di tutte le eresie anticristiane, delle antiche e delle moderne. (…)

Contro la mentalità di potenza e di gloria del suo tempo, Gesù fonda la sua Chiesa su un apostolo, Pietro, «un lavoratore, che aveva tante carenze di carattere, ma aveva un primato sostanziale: amava più di tutti il Cristo». Distingue i campi per salvare i «suoi», quelli che il Padre gli ha dato e cioè l’umanità intera. «Date a Cesare quel ch’è di Cesare e a Dio quel ch’è di Dio», sì che non al principe terreno è ordinato l’uomo, a cui pur deve obbedienza e rispetto, ma a Dio, suo Creatore e al suo Rivelatore, Gesù. (…9

Della prima comunità cristiana il Giordani mette in luce le prese di contatto di questo organismo nuovo – la Chiesa – col mondo. Rileva nei suoi termini quello che egli chiama il problema politico dell’universalismo cristiano, l’urto della nuova società con quella pagana. (…)

I cristiani di fronte alla legge romana hanno un atteggiamento semplice e lineare: obbediscono a Cesare, ma non possono adorare gli dèi. I limiti dell’obbedienza civile sono là, dove entra in gioco la legge di Dio: per questo il martirio diviene un’affermazione di vera libertà contro lo strapotere dello Stato. Ormai sopra alla civitas Caesaris si sta formando la civitas Dei. (…)

II volume va letto con attenzione, come si legge un libro che fa testo in questo argomento così dibattuto della sociologia: un libro d’impostazione cattolica, maturata nell’esegesi diligente delle fonti della rivelazione e della tradizione, che il docente di sociologia, l’assistente sociale, l’uomo politico, l’apostolo, il sacerdote non possono ignorare.

Spartaco Lucarini

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