Il numero 14 della rivista Ekklesía, edita da Città Nuova, si interroga sull’eredità e sulle prospettive aperte dall’esortazione apostolica sulla famiglia, cercando di capire come tradurre i grandi principi in una prassi quotidiana che sappia di vita vera. Nell’editoriale intitolato “Non vi lascerò orfani”, il direttore Hubertus Blaumeiser ci introduce a una riflessione profonda sulla promessa di Cristo che sostiene la comunità nei momenti di passaggio. Il fascicolo non vuole essere un semplice bilancio celebrativo, ma uno strumento per accompagnare, discernere e integrare le fragilità delle famiglie contemporanee, riscoprendo la bellezza di un legame che, pur nelle sue sfide, resta il fulcro della rigenerazione sociale ed ecclesiale.
All’interno di Ekklesía n. 14, la spiritualità familiare trova una sorgente luminosa nel pensiero di Chiara Lubich, che descrive la famiglia come un nucleo per cui “nulla v’è di estraneo”. Per la fondatrice dei Focolari, la casa deve diventare un santuario di unità dove l’amore reciproco si espande verso l’esterno, rendendo la famiglia una vera Chiesa domestica capace di sanare le ferite del mondo. Questo approccio si sposa perfettamente con l’invito di papa Francesco, che attraverso le tre parole chiave “permesso, grazie, scusa” ci ricorda la grammatica essenziale per custodire l’armonia quotidiana. Il pontefice insiste sulla necessità di una conversione pastorale che smetta di giudicare le situazioni irregolari per farsi invece prossima a ogni persona con tenerezza e ascolto.
Il dibattito prosegue con l’analisi di Gabriella Gambino, che sottolinea l’urgenza di formare i laici affinché diventino veri protagonisti della pastorale familiare, superando vecchi schemi di clericalismo che delegano tutto al presbitero. In Ekklesía n. 14 emerge chiaramente come la teologia morale sia chiamata a un salto di qualità, diventando più vicina all’esperienza concreta delle persone, come suggerito dal teologo Michele Genisio. La sfida non è difendere una dottrina astratta, ma rendere la proposta cristiana accessibile e desiderabile per i giovani, aiutandoli a costruire quel “noi” che è alla base di ogni progetto di vita duraturo, pur in un contesto culturale spesso frammentato e fragile.
Infine, il numero offre spaccati concreti su come la Chiesa si stia rimboccando le maniche per stare accanto a chi vive momenti di prova. Attraverso le testimonianze di Anna Friso e dei coniugi Giovanni Gravina e Fiorella Gravina, si esplorano i sentieri dell’accoglienza per i separati e l’importanza dei consultori familiari come luoghi di ascolto del grido della città. Il fascicolo si chiude ricordando che la santità non è un traguardo per pochi eletti, ma un cammino possibile per ogni coppia che sceglie di vivere il sacramento del matrimonio come dono e servizio. È un invito coraggioso a guardare al futuro della famiglia con speranza, consapevoli che la gioia dell’amore è un tesoro che va custodito e condiviso con creatività e spirito missionario.
Buona lettura!