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Italia > Criminalità e politica

La Calabria colpita al cuore dalla ‘ndrangheta

di Francesca Cabibbo

- Fonte: Città Nuova

Arrestate in Calabria per ‘ndrangheta 19 persone. L’indagine, coordinata dal procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, ha portato all’arresto anche di Domenico Tallini, presidente del Consiglio regionale. Il suo coinvolgimento sarebbe relativo alla costituzione di una società che si occupava della distribuzione all’ingrosso di prodotti medicinali a farmacie. La Calabria, però, ha tutte le potenzialità per invertire la china.

Il nome suona strano: Grande Aracri. È il nome di una cosca diffusa in Calabria (Crotone e Cutro), con ramificazioni in Lombardia, in Emilia e anche in Germania, fin dagli anni ’80. Una cosca che, nel corso di 40 anni è stata spesso agli onori della cronaca per importanti operazioni antimafia. È accaduto lo stesso anche questa volta, con l’operazione Farmabusiness, messa a segno dai carabinieri dei comandi provinciali di Crotone e Catanzaro e coordinata dal procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri. L’inchiesta, stavolta, tocca anche il mondo politico. Ed è destinata a dare uno scossone ad una regione che, proprio in questi giorni vive momenti drammatici, con le difficoltà del sistema sanitario regionale, con la nomina e la revoca (o le dimissioni) di ben tre commissari per la sanità, con l’annunciato incarico straordinario a Gino Strada e ad Emergency.

Sono undici le persone arrestate (tra cui vari esponenti della famiglia Grande Aracri) e otto quelle agli arresti domiciliari: tra questi c’è il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini, di Forza Italia. Ci sono poi altre sei persone indagate. Nell’indagine è coinvolto anche Nicolino Grande Aracri detto “Mano di Gomma”, uno degli esponenti di spicco della cosca, che si trova già da tempo in carcere. Nell’inchiesta sono coinvolte, a vario titolo, venticinque persone.

Le accuse sono di associazione di tipo mafioso, concorso esterno, scambio elettorale politico-mafioso, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione, ricettazione e minaccia a un pubblico ufficiale. Tutte dovranno passare ora al vaglio della magistratura giudicante.

Il coinvolgimento di Tallini sarebbe relativo alla costituzione di una società che si occupava della distribuzione all’ingrosso di prodotti medicinali a farmacie e parafarmacie: gli inquirenti avrebbero rilevato contatti e rapporti commerciali con venti farmacie calabresi, una emiliana e due pugliesi. Tallini è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e le indagini avrebbero fatto emergere suoi rapporti con la cosca e il sostegno nelle elezioni regionali del 2014.

La Calabria vive un momento difficile. Dopo la morte della presidente Jole Santelli, a reggere il governo della regione è il vicepresidente Nino Spirlì. Le ultime polemiche riguardanti la dichiarazione di “zona rossa”, le difficoltà emerse nel sistema sanitario sono la punta di un iceberg. L’inchiesta Farmabusiness pone più di una riflessione. La Calabria deve saper guardare le criticità, deve fare quadrato attorno alle sue forze migliori, che non mancano anche nel mondo politico, per re-indirizzare un percorso che ha tutte le potenzialità per invertire la china.

C’è una Calabria che non emerge, ma che è una delle realtà più belle d’Italia: i suoi monti, i panorami mozzafiato, le coste dalla bellezza inenarrabile. Ma è anche una terra che ha saputo vivere esperienze di valore inestimabile, anche nel mondo politico: l’esempio di Riace e della sua storia di accoglienza, modello controcorrente, è solo uno tra i tanti. Nelle città ci sono segnali di risveglio, di nuovo protagonismo anche politico: esperienze civiche, storie di solidarietà e di impegno sociale, anche nelle situazioni più difficili. La Calabria ha molto da raccontare… anche attraverso le cronache.

 

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