Una squadra che Risana

L’attività del poliambulatorio nel polo industriale di Loppiano.
Dentista
La storia parte da lontano: sin dal 1998 uno studio dentistico di Incisa Valdarno (Firenze) porta un gruppo di professionisti legati alla cittadella di Loppiano, fondata dal Movimento dei focolari, a contatto con la popolazione locale. Nel giro di dieci anni, grazie al passaparola, i pazienti arrivano ad essere oltre 4 mila. Di qui la spinta a fare un passo ulteriore per andare incontro alle esigenze del luogo: fra settembre 2006 e febbraio 2007 vengono distribuiti oltre mille questionari a 600 famiglie, dai quali emerge la carenza in loco di servizi sanitari specialistici, di sostegno alle famiglie, anziani e disabili.

La possibilità di inserire nel vicino polo industriale “Lionello Bonfanti” una nuova realtà, appoggiandosi su quella precedente già avviata, si presenta come la soluzione migliore: un luogo privilegiato per diffondere idee, come una vetrina che può moltiplicare l’effetto degli sforzi dei singoli operatori. Il poliambulatorio Risana è così oggi realtà: nei 420 mq della struttura operano stabilmente cinque studi dentistici e due ambulatori di fisioterapia. Negli altri locali si alternano diversi specialisti, quali cardiologi, ginecologi, psicologi ed oculisti.

Nota distintiva di questa struttura e dell’intero polo industriale è la volontà di operare per «produrre ricchezza a favore di chi si trova in necessità»: così Chiara Lubich, nel settembre 2004, sintetizzava il principio ispiratore che più di dieci anni prima aveva fatto nascere l’Economia di Comunione. Un nuovo modo di fare impresa che, lungi dal negare l’importanza del profitto, ne esalta il valore in quanto strumento per provvedere alle necessità sia materiali che formative là dove ce n’è bisogno.

 

In vista del convegno delle circa 700 aziende aderenti a questo paradigma economico, che si terrà il prossimo settembre a Loppiano (Firenze), Città Nuova propone un “viaggio a puntate” per conoscere questa realtà in sviluppo. Viaggio che inizia proprio da Loppiano, dove è sorto quello che è un po’ il simbolo dell’EdC: il polo industriale Lionello Bonfanti, in cui oltre venti imprese di vari settori condividono questi principi. Tra gli ultimi arrivati c’è appunto il poliambulatorio dove opera la cooperativa Risana, inaugurato nell’ottobre del 2009.

«Risana è nata nel febbraio del 2008 – racconta la presidente della cooperativa, Maria Teresa Fumi – e conta attualmente una ventina di soci». Ad accomunare gli operatori è una precisa scelta riguardo al modo di lavorare, esplicitata nel “patto etico” che tutti hanno sottoscritto: punto cardine è la volontà di mettere al centro la persona e in particolare il paziente «non come oggetto ma come soggetto nel percorso terapeutico», e quella di portare una cultura di reciprocità e di comunione all’interno del settore socio-sanitario. «In questi anni di cambiamenti profondi nella professione medica – spiega la presidente – sia la relazione con il paziente che quella tra medici ne ha risentito fortemente. Noi pensiamo che saper comunicare ed entrare in relazione con l’altro sia fondamentale per vivere la professione».

 

L’attenzione per la persona si concretizza in svariati modi: dallo spiegare con parole semplici una diagnosi o una cura, al garantire l’accessibilità ai servizi prevedendo canali preferenziali per alcune fasce deboli della popolazione. La stessa forma societaria non è stata una scelta casuale in questo senso: «Entrare in cooperativa significa mettersi insieme per uno scopo comune, condividere lo stesso ideale a prescindere dai ruoli ricoperti». Significativo è che il nucleo fondante di questa cooperativa sia composto proprio dai lavoratori dell’azienda, che contribuiscono in primo luogo con la loro professione, oltre che mettendo in prima persona una quota azionaria; a questi si aggiungono i soci finanziatori, che sostengono la struttura attraverso l’investimento del capitale necessario in questa fase di avvio.

 

Ma l’attività di Risana non si ferma all’interno delle pareti del poliambulatorio. Grazie alla collaborazione con l’associazione “Salve! Health to Share”, nata nel 2007 per mettere in rete quei professionisti che vivono l’arte medica nell’ottica della fraternità, è partito un ciclo di incontri rivolti al territorio con il patrocinio del Comune di Incisa Valdarno. Un’occasione di formazione e informazione per tutti i cittadini su temi inerenti la salute. La formazione è stata infatti sin dall’inizio una nota distintiva dell’attività di Risana e di Salve, tramite degli incontri periodici per gli operatori del poliambulatorio; opportunità che si estenderà in futuro anche ai giovani che intendono entrare nel settore, tramite tirocini ed altre attività formative. Sono allo studio anche dei progetti di supporto tecnico ed economico ad attività operanti nel Paesi in via di sviluppo o in aree di emergenza, coerentemente con i principi dell’EdC.

Sebbene l’attività di Risana debba ancora entrare pienamente a regime, le idee sugli sviluppi futuri non mancano: «Abbiamo in progetto – riferisce la Fumi – di realizzare servizi di radiologia, di ecografia, di assistenza domiciliare ad anziani e famiglie e di trasporto sanitario».

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