Un teatro antico ad Halaesa Arconidea

La Sicilia continua a svelare i suoi tesori archeologici. La scoperta di un antico teatro, con oltre che dei resti di tre templi restituisce l’importanza di una cittadina siculo-greca che fu tra i centri più importanti dell’isola nel periodo greco – punico- romano. La regione finanzia gli scavi.

Un teatro antico scoperto lo scorso anno, durante una campagna di scavi, tornerà alla luce. Siamo ad Halaesa Arconidea, antica città siculo – greca, sorta per volere del tiranno di Erbita Arconide, che concesse ai siculi quel lembo di terra  a pochi chilometri dalla costa tirrenica, dove oggi sorge l’odierna cittadina di Tusa (ME).

Quella città, che di lì a poco (nel 241 a.C.) scelse di sottomettersi ai romani e divenne quindi una delle cinque città siciliane non soggette alle tasse dei romani “civitas libera ac immunis”, sorgeva su una collina a fianco del fiume Tusa, in una posizione strategica rispetto al mare , ma soprattutto rispetto alla zona occidentale, fino a quel momento soggetta ai cartaginesi.

Il sito è indagato da decenni. Di recente, però, ulteriori scavi (una missione francese ed una italo–inglese) hanno permesso di scoprire i resti di un antico teatro.

Un’ultima campagna di scavi è stata avviata il 24 giugno la missione italo-inglese sta indagando nella zona del Santuario di Apollo, quella francese nell’abitato dell’antica città.

La zona archeologica di Tusa (già nota) aveva svelato gran parte dei suoi tesori già sessant’anni fa, quando era stata scoperta l’agorà ed un’area sacra con i templi. Halaesa Arconidea ne aveva tre. Il più importante è quello centrale.

Ma la scoperta più recente e quella più importante è il teatro antico. La regione siciliana finanzierà la campagna di scavi nel teatro. Già stanziati 200.000 euro per un primo stralcio.

«Il mio governo – ha detto il governatore Nello Musumeci che, nei giorni scorsi, si è recato in visita nel sito – punta molto sulla tutela e valorizzazione dei reperti archeologici dell’Isola. Dobbiamo procedere con la campagna di scavi e, al contempo, migliorare la qualità dei servizi per rendere il sito più accessibile e attrattivo per i turisti».

La terza campagna di scavi aveva portato alla luce un grande podio rettangolare di 46 metri x 18 e alto circa 4 metri, in parte gradonato e realizzato con blocchi squadrati e blocchetti di pietra locale. Scoperta anche, ai piedi del podio, una pavimentazione in laterizi, in parte molto ben conservata. Una pavimentazione pregevole che lasciava intravvedere come Halaesa fosse una città ricca e dai gusti raffinati. Gli scavi hanno permesso di scoprire anche una grande rampa di accesso che dalla “Via Sacra” della città, conduce alla sommità del podio dove si trovavano gli edifici di culto ed il santuario. Nel 2019 sono stati scoperti anche i tre templi, o almeno i resti di essi. Quello centrale poteva contenere anche delle statue, visti i resti ritrovati all’interno. Nella zona venne rinvenuta anche, negli ani 50, una statua della dea Artemide, oggi conservata nell’Antiquaìrium di Halaesa. Il tempio centrale ha una misura di 9 metri x 13, conserva anche una parte della pavimentazione in coccio pesto, con tessere bianche sovrapposte. Forse c’era anche una fronte colonnata. Tutto il complesso è di età tardo-ellenistica e testimonierebbe l’importanza che questa città ha avuto nel periodo più florido della presenza dei greci in Sicilia.

Ma il dato più importante riguarda il teatro antico, che era rimasto sepolto sotto vari metri di terra: nel 2018 sono stati scoperti dei  gradini tagliati nella roccia ed i sedili di pietra tipici dei teatri antichi della costa Nord della Sicilia. Gli scavi avviati nel 2019  mostrano che il muro di analemma (cioè il muro portante) che chiudeva la cavea verso Sud è conservato su vari metri di larghezza e di altezza.

Halaesa non è uno dei siti archeologici più noti in Sicilia. Ma oggi si comprende che esso può avere un’importanza superiore a quella che, fino ad oggi, le veniva attribuita. La Regione ha deciso di investire sia sugli scavi che sull’accessibilità dei luoghi per permettere, a chi vuole, di visitare il sito. Molte cittadine turistiche, tra cui la normanna Cefalù, la zona balneare di Finale di Pollina e Santo Stefano di Camastra, nota per le sue ceramiche, si trovano a breve distanza.

 

 

 

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