Trento e Augsburg una storia comune

Trento, luglio 2005. Sembra che stia per succedere un evento da non lasciarsi sfuggire: come mai telecamere e interviste attorniano quello che all’apparenza è un gruppo di normali turisti? Il perché lo riassumerà il quotidiano L’Adige: Insieme si può. Insieme, cattolici e luterani, senza perdere l’identità. I 46 visitatori tedeschi provengono dal Centro di vita ecumenico di Ottmaring, cittadella nei pressi di Augsburg, dove da una quarantina di anni vivono insieme un centinaio di luterani e cattolici. Una convivenza promossa dalla Bruderschaft vom gemeinsamen Leben, fraternità prevalentemente evangelica, dal Movimento dei focolari e da altre persone che condividono gli scopi del centro. Come mai una città come Trento si interessi di ecumenismo lo si intuisce già osservando certi affreschi nella chiesa di Santa Maria Maggiore, prima tappa del giro della mattinata. Documentano quel Concilio di Trento (1545-1563) che sancì – fra l’altro – la divisione delle chiese dopo la Riforma. Anche se sono stati dipinti neanche un secolo fa, ancora rispecchiano un modo di considerare i riformatori – ad esempio il rogo dei loro libri – che rattrista. Queste non devono rimanere le ultime immagini del rapporto fra le nostre chiese, commenta la guida Redi Maghenzani. In questa stessa chiesa, nel 1920, è stata battezzata Chiara Lubich, che assieme al pastore luterano Klaus Hess ha dato inizio al Centro ecumenico di Ottmaring. Da lei e dai suoi amici è partito uno stile di vita che riesce a mettere insieme persone di diverse fedi e convinzioni. Un avvenimento che ha portato alla divisione ma anche al sorgere di uno spirito che ricompone le disunità: sono i due volti di questa città che gli ospiti di Ottmaring vogliono approfondire. Anche la loro Augsburg, distante solo 15 chilometri, reca in sé una ferita ecumenica. Lì nel 1530 i riformatori elaborarono la Confessio augustana come ultimo tentativo per farsi accettare dalle autorità ecclesiali. Lì nel 1555 i principi tedeschi firmarono la Pax augustana che per la prima volta sanciva l’esistenza di due confessioni sul territorio dell’impero. Lì ci si accordò sugli eguali diritti di luterani e cattolici. Anche se in modo diverso, pure queste convenzioni sigillarono – contro l’intento iniziale – la spaccatura della chiesa come il Concilio di Trento. Da qui la parentela spirituale fra il gruppo tedesco e i suoi ospitanti. Gli ospiti di Ottmaring vengono ricevuti in municipio dall’assessore alla cultura Lucia Maestri, in rappresentanza del sindaco Alberto Pacher. Maestri dà relazione su come a Trento tanti politici seguano i valori di fratellanza e dialogo sostenuti dalla loro concittadina Chiara Lubich. In questo spirito la città promuove gemellaggi con altri comuni e congressi per sindaci a livello europeo, supporta l’impegno dei più giovani per la pace, sollecita l’opinion dei cittadini in convegni di quartiere nonché il loro contributo alla vita pubblica. Vuole insomma sviluppare un suo profilo da città europea. L’incontro con voi, che siete così diversi ma così uniti, è per noi motivo di stimolo per andare avanti su questa strada, conclude l’assessore Maestri esprimendo la speranza, sottolineata dagli applausi, di vederci presto ad Ottmaring. Dal cuore civile della città al cuore spirituale, il duomo. Ricevono il gruppo – in rappresentanza dell’arcivescovo – il vicario per i laici Ernesto Menghini e il delegato diocesano per l’ecumenismo Antonio Sebastiani. Quest’ultimo ricorda il mandato ecumenico assegnato da papa Paolo VI ai trentini nel 1964: la città del Concilio dovrà con la fermezza della sua fede cattolica non costituire un confine, ma aprire una porta; non chiudere un dialogo, ma tenerlo aperto; non rinfacciare errori, ma ricercare virtù; non attendere chi da quattro secoli non è venuto, ma andarlo fraternamente a cercare. Nel 2004, quarant’anni dopo, il comitato ecumenico della diocesi faceva il punto della situazione. Fra l’altro l’allora arcivescovo Alessandro Maria Gottardi era stato presente nel 1967 al primo colpo di badile ad Ottmaring. Per riattivare questi contatti, all’inizio del 2005 la diocesi ha invitato due rappresentanti di quella cittadella ecumenica ad una due-giorni che fra l’altro ha avuto come conseguenza anche l’incontro odierno. Nel suo caloroso messaggio, l’arcivescovo Luigi Bressan sottolinea come Ottmaring rappresenti un carisma che ha dato un impulso decisivo alla ricerca della piena unità visibile tra i credenti in Cristo. Applausi anche al suo annuncio di ricambiare la visita per rinsaldare il gemellaggio ecumenico. Nella comune preghiera, sempre al duomo, ai piedi della croce che nel Cinquecento ha visto svolgersi le sessioni del Concilio, ospiti ed ospitanti si impegnano a vivere, sull’esempio di Cristo, l’amore reciproco fra le nostre chiese, fra le nostre città, perché si realizzi la piena unità visibile dei cristiani. La mattinata si conclude davanti alla aiuola della pace, al cui centro spicca un grande dado. Su ogni faccia è riassunto un aspetto dell’amore cristiano. L’aiuola è come un monumento del lavoro per la pace degli scolari di Trento. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 – racconta l’insegnante Stella Bozzarelli – abbiamo avvertito l’esigenza di promuovere azioni concrete per la pace. Nella sua scuola è nato così il giornalino Tuttopace, fatto da bambini per bambini: iniziativa a cui anche altre scuole hanno aderito. Oggi viene allegato al bimestrale ufficiale dell’amministrazione Trento informa, con una tiratura di 50 mila copie. Nel maggio 2004 e 2005 si sono realizzate due Giornate della pace, mentre vari gemellaggi con scuole a Gerusalemme e nel Pakistan al- largano l’orizzonte di ragazzi che vivono in una città racchiusa fra le Alpi. Anche se l’iniziativa è partita da classi con insegnanti appartenenti al Movimento dei focolari – spiega Vitantonio Carella, insegnante di scuola media -, è importante per noi collaborare con l’amministrazione civile ed ecclesiale della città. Anche il ruolo del movimento si comprende più chiaramente nel luogo di nascita della sua fondatrice. Ci si mette al servizio della città, favorendo il dialogo e la collaborazione fra le scuole, fra gruppi ed associazioni, tra giornalisti, politici, cittadini ed amministrazione, come pure in campo ecumenico. Tanti chiamano questo impegno Trento ardente, seguendo la visione di una città che sperimenta il calore del vangelo vissuto. Lo stesso impegno sentono gli ospiti di Ottmaring nei riguardi della propria città. Quando nel 1988 Chiara ha ricevuto il premio della festa della pace ad Augsburg, ragionava: Non potrebbe la parità augustana svilupparsi in unità augustana, come inizio di una fraternità profonda in Cristo…? Potrebbe essere una spinta enorme per tutto il cammino ecumenico!. Il sogno di una città che man mano si trasforma secondo i valori del vangelo ha segnato l’inizio del cammino dei Focolari. Qui, nella Trento distrutta dalle bombe, le prime focolarine volevano risolvere i problemi sociali, sperimentando la forza rivoluzionaria delle parole di Gesù. Nel pomeriggio gli ospiti di Ottmaring vanno alla ricerca di queste radici di uno stile di vita evangelico, attraverso visite a luoghi significativi di questa esperienza, ed attraverso racconti di testimoni contemporanei. Il ritorno. C’è chi non può credere che siano trascorsi solo due giorni, forse perché in così breve tempo sono stati rivissuti 450 anni di divisioni. Luterani e cattolici, italiani e tedeschi hanno preso su di sé il dolore per questa spaccatura, offrendola al Crocifisso e risorto, l’unico che può risanarla. E nel loro rapporto di ascolto e stima hanno potuto sperimentare l’inizio di tale risanamento.

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