Sulle orme dei magi

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Milano-Colonia, passando per Lione, Colmar, Vienne, Ribeauville, Mainz. Non è certamente la strada più veloce per raggiungere la città tedesca, ma è senz’altro la strada maestra per chi vuole mettersi sulle orme dei magi. Ed è proprio quanto hanno fatto una cinquantina di giovani italiani. Questo pellegrinaggio è una primizia per tutti gli altri giovani, ha affermato il cardinale Dionigi Tettamanzi sotto le volte della basilica di Sant’Ambrogio, dando così inizio al pellegrinaggio: una primizia di Gmg, con otto mesi di anticipo sui tempi. Abbiamo riscontrato – ha continuato l’arcivescovo – che l’efficacia e l’incisività di questi incontri dipende molto dalla preparazione. Il Servizio nazionale per la pastorale giovanile, guidato da don Paolo Giulietti, lo sa bene. Così, già dal lontano 1989, fa precedere ogni Gmg da questo pellegrinaggio previo, che ha lo scopo di andare in avanscoperta nella nazione in cui si svolgerà il meeting dei giovani, e di fungere da cassa di risonanza e sensibilizzazione presso i coetanei italiani. Quest’anno tre i filoni che hanno caratterizzato il viaggio: le figure dei re magi, l’incontro con le comunità degli emigrati italiani in Germania e con la Chiesa tedesca. Chiunque entra nel duomo di Colonia viene letteralmente catturato, oltre che dall’incredibile altezza dell’edificio gotico, dal prezioso reliquiario d’oro dell’abside. Opera di Nicola di Verdun, contiene proprio le reliquie dei magi. La narrazione evangelica si congeda da questi misteriosi personaggi con un semplice: per un’altra strada fecero ritorno al loro paese (Matteo 2, 12). Non ci è dato di sapere di più. Certo, da Betlemme a Colonia il passo non è breve, un notevole salto geografico… Più che un salto – precisa fratel Matteo Mennini, fratello delle scuole cristiane, curatore del volume Il viaggio dei magi di prossima pubblicazione presso Vallecchi – possiamo parlare di vero e proprio furto, dato che le reliquie, prima a Milano (fu Eustorgio a riceverle in dono dall’imperatore Costantino nel 325, quando si recò nella capitale dell’Impero d’oriente per ricevere la consacrazione a vescovo di Milano), vennero portate via da Rainaldo di Dassel, cancelliere del Barbarossa, nel 1164, per punire i milanesi della loro resistenza e per creare a Colonia un centro che testimoniasse la regalità sa- cra dell’imperatore. Operazione che l’anno seguente verrà confermata dalla canonizzazione di Carlo Magno ad Aquisgrana. Il viaggio di Rainaldo di Dassel è lo stesso riproposto dal Pellegrinaggio previo, con una sorpresa continua per i partecipanti: quella di ravvisare, in ciascuna delle città visitate, tracce concrete del passaggio dei magi. Dai capitelli delle cattedrali, alla gastronomia locale, essi costituiscono un sostrato non esiguo di quelle tradizioni culturali e religiose che evidentemente sono alla base della più vasta cultura europea. E da personaggi piuttosto relegati nel mistero e nella leggenda, questi tre re diventano un modello da seguire per chi si mette in viaggio, dietro la stella, alla ricerca del Dio da adorare. Siamo venuti per adorarlo, è il tema che il papa ha scelto per la prossima Gmg. I giovani pellegrini lo vivono da subito. Lungo la strada che porta a Colonia, Mainz è tappa obbligata. Reminescenze scolastiche legano questa città – l’italiana Magonza – alla celebre figura dell’orafo Gutenberg, inventore dei caratteri mobili per la stampa. Oggi la città è patria anche di molti nostri concittadini, oltre 6 mila. Ed è proprio dalla Missione italiana di Mainz che inizia l’incontro con i nostri emigrati in Germania: un incontro per molti nuovo, che apre scenari sconosciuti o legati a pregiudizi distorti. Non troviamo l’emigrato che dopo la guerra va all’estero con la sua valigia di cartone, bensì un avamposto della nostra cultura e delle nostre tradizioni all’estero. Quelli che si incontrano oggi sono i figli degli emigrati di cinquant’anni fa, spesso nati in Germania… Un freddo pungente accoglie a Colonia i giovani pellegrini la mattina del 3 gennaio. Tranquilli, non farà così freddo ad Agosto, li rassicura ironico il card. Meisner, arcivescovo della città. Centinaia di bambini affollano il sagrato della splendida cattedrale, tutti vestiti da Re Magi: oggi è la loro festa. Il cardinale, che presiede la vivace liturgia, consegna loro un gessetto. Inizia così un antico rito che si concluderà il 6 gennaio: i bambini busseranno alle porte delle case chiedendo un obolo e lasciando sulla porta o sul muro la scritta 20*CMB*05, che contiene le cifre dell’anno appena iniziato con al centro le iniziali dei tre magi, Caspar, Melchior, Balthasar. Il pellegrinaggio entra poi nel vivo della Chiesa tedesca, incontrando i responsabili dell’Ufficio nazionale per la pastorale giovanile, in prima linea nell’organizzazione della Gmg. Alla domanda: Come vi state preparando?, padre Ulrich Hennes, segretario e responsabile della formazione spirituale, risponde: Abbiamo invitato i giovani a preparare questo incontro dal lato spirituale in un’atmosfera di fede. In Germania dovranno essere i giovani stessi ad organizzare l’ospitalità. Per fare questo abbiamo bisogno di un grande movimento di persone e di tutte le energie della diocesi. Così ci siamo organizzati in squadre di giovani dai 16 ai 30 anni. Finora ci sono circa 2800 giovani occupati in 320 squadre. Han- no preso innanzitutto un impegno verso sé stessi: per questo ogni squadra ha il suo direttore spirituale e ogni mese ci si incontra con lui per fare il punto anche sul cammino spirituale. Cerchiamo allo stesso tempo di dare un’anima ai volontari e di coinvolgere anche altri giovani nella Gmg. In questo modo si realizza quanto auspicato dal Santo Padre nel suo messaggio: È importante non solo che vi preoccupiate dell’organizzazione pratica della Gmg, ma occorre che ne curiate in primo luogo la prepara-zione spirituale, in un’atmosfera di fede e di ascolto della Parola di Dio. Non mancano, inoltre, eloquenti segni dal forte valore storico: l’8 maggio prossimo saranno trascorsi sessant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale e in quell’occasione ci sarà un grande incontro dei giovani tedeschi con i giovani di Parigi. Ora speriamo che la Gmg ci aiuti a far partire una pastorale tarata per la fascia di età dai 18 ai 25 anni: l’idea è quella di proporre Cristo come modello plausibile di vita, afferma padre Michael Kuhn responsabile della Pastorale giovanile nazionale, rivelando la forte attesa e speranza che la chiesa locale ripone nell’evento. Gli fa eco mons. Angelo Comastri, arcivescovo di Loreto, che conclude il Pellegrinaggio previo la mattina dell’Epifania: C’è grande attesa ed entusiasmo nella Chiesa tedesca. Ci si aspetta molto dalla Gmg per la gioventù tedesca, si aspetta tanto da noi italiani. E noi abbiamo una grande responsabilità nei loro confronti. E non sarà un’aspettativa vana al sentire le dichiarazioni entusiaste dei giovani partecipanti al pellegrinaggio. Per Francesca, delle Puglie, il pellegrinaggio è stata l’occasione per nuove relazioni tra persone, ma anche tra popoli. Mi sembra perciò molto significativo che la Gmg 2005 si tenga proprio a Colonia, nel cuore del continente. Perché venire alla Gmg? – si chiede invece Valentina, pisana -; perché, pur nelle diverse espressioni in cui si vive la fede, si tocca con mano che non è azzardato pensarsi uguali. E mentre c’è chi, come Fabio di Cl, legge nella Gmg di Colonia una forte dimensione di dialogo, che in Germania ha anche una profonda connotazione ecumenica, Giovanni, dell’Ac vede nell’esperienza di questi giorni e nel prossimo incontro di agosto la possibilità di essere cittadini del mondo, come auspicato dal papa nel messaggio per la Giornata della pace di quest’anno. PASSAPAROLA Intervista a don Paolo Giulietti, direttore del Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg) della Cei. Quando nasce l’idea del Pellegrinaggio previo? Nel 1989, quando Famiglia Cristiana porta un gruppo di giovani lungo il Camino de Santiago, realizzando uno storico inserto della rivista, il quale avrà il merito di pubblicizzare la Gmg (ancora all’esordio) e di riaccendere nel mondo giovanile l’entusiasmo per il viaggio alla tomba dell’apostolo. Il pellegrinaggio previo, assorbito in seguito dal Snpg (che allora non esisteva) è divenuto, a partire da Denver, un’esperienza tradizionale nella preparazione alla Gmg. Un bilancio di questo pellegrinaggio previo a Colonia… L’obiettivo era quello di far crescere, nel contesto di un vero pellegrinaggio della fede, la conoscenza di tre protagonisti della Gmg: i magi, gli italiani in Germania e la Chiesa tedesca. Chiaramente era impensabile essere esaustivi, ma credo che i partecipanti abbiano portato a casa, oltre a qualche idea in più, anche molta curiosità e voglia di continuare a conoscere questi interlocutori della prossima Gmg. Ora si tratta di vedere se e come i partecipanti sapranno coinvolgere anche gli altri giovani che si stanno preparando a Colonia 2005. Il vero bilancio dipende non tanto dal gradimento del pellegrinaggio, ma dalla qualità della sensibilizzazione che esso riuscirà a suscitare. Come invitare i giovani a Colonia? Gli farei semplicemente conoscere un coetaneo capace di raccontare in modo coinvolgente cosa ha vissuto a Toronto o a Roma. In fin dei conti, il passaparola è ciò che con i giovani funziona di più.

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