Sport e Coronavirus tra tagli e solidarietà

Il mondo dello sport si interroga, sia su come affrontare nel breve termine in termini solidali l’emergenza, sia su quali posano essere eventuali periodi di ripartenza: ecco le ultime decisioni e alcuni gesti significativi.
Arkadiusz Milik, calciatore polacco del Napoli (Foto Alfredo Falcone - LaPresse)

La serie A italiana
Il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ha gelato le speranze degli appassionati di calcio di vedere il campionato di calcio, sport più seguito in Italia, riprendere ai primi di maggio: “Difficile pensare che la stagione venga conclusa”, la sua sentenza. Dichiarazione da confrontare con le parole del presidente della FIGC, Gabriele Gravina: “L’obiettivo è finire i campionati, arrivando alla definizione delle classifiche. Abbiamo capito che ripartire a maggio sarà difficile – ha ammesso anche il presidente della Figc, – ma possiamo spingerci sino a luglio. Stiamo cercando di adattare la situazione alla nostra realtà. Non vogliamo invadere la stagione che verrà perché c’è l’Europeo. Abbiamo una deadline: chiudere entro la fine di maggio 2021. Ci guida una stella polare che sono le norme e non è facile modificarle. Le cifre delle potenziali perdite mi sembrano fuori luogo. Siamo convinti che certe risorse dobbiamo procurarcele da soli. Stiamo studiando un piano salva calcio per il rilancio di questo importante settore produttivo del Paese” ha concluso.

La voce dei tifosi: “annullare il campionato
A partire da due fra le province più colpite dal contagio, Bergamo e Brescia, si leva la voce delle tifoserie, schierate apertamente per l’annullamento del campionato. Una decisione sofferta e non certo di convenienza, se è vero ad esempio che l’Atalanta stia vivendo il periodo più florido della sua storia calcistica. “Ho sempre pensato – si legge nella lettera aperta inviata dallo storico leader della curva atalantina, Claudio Galimberti – che l’Atalanta fosse tutto nella mia vita (e lo è stata), nell’amarla ho amato la città. Vedere la città che soffre, in ginocchio, che combatte negli ospedali contro la morte ogni giorno è atroce e doloroso. Ognuno piange i suoi morti senza un ultimo saluto, senza nessun preavviso. Mi esce quindi normale e spontaneo, caro presidente Percassi, poter pensare che per l’Atalanta il campionato finisca qua. Che per quanto la amiamo, sia un esempio per tutti in questa guerra. Bergamo e la sua gente vengono prima della nostra squadra”. Un grido di dolore affine a quello dei dirimpettai bresciani: “Noi della Curva Nord Brescia, all’eventuale ripresa del campionato e riapertura degli stadi, non torneremo a tifare sugli spalti in osservanza di un doveroso rispetto per tutti coloro che stanno soffrendo in questo drammatico periodo”. Ma anche dalla Gradinata nord genoana: “Discutere di finale di stagione è vergognoso, condividiamo la scelta di bergamaschi e bresciani, il campionato va annullato. Chiediamo a tutti i tifosi italiani di far sapere che noi non ci stiamo”.

Taglio o non taglio? La bolla d’oro del calcio
“Proporrò di prorogare per tutto aprile il blocco delle competizioni sportive di ogni ordine e grado. Ed estenderò la misura anche agli allenamenti, sui quali non eravamo intervenuti perché c’era ancora la possibilità che si tenessero le Olimpiadi” ha affermato il ministro dello sport, Spadafora. “Lo sport non è solo il calcio e il calcio non è solo la Serie A. Destinerò un piano straordinario di 400 milioni di euro allo sport di base, alle associazioni dilettantistiche sui territori, a un tessuto che sono certo sarà uno dei motori della rinascita. Dal calcio di Serie A invece mi aspetto che le richieste siano accompagnate da una seria volontà di cambiamento: le grandi società vivono in una bolla, al di sopra delle loro possibilità, a partire dagli stipendi milionari dei calciatori: devono capire che niente dopo questa crisi potrà più essere come prima” ha concluso il ministro. Intanto “la Juventus ha, in senso positivo, preso in contropiede gli altri 19 club di Serie A ed io sono assolutamente in sintonia con il presidente federale Gravina, che l’ha definito un esempio da seguire”, per citare l’avvocato Mattia Grassani, che su Radio anch’io sport (Rai Radio 1) ha confermato l’accordo raggiunto tra il club bianconero ed i propri tesserati, con la rinuncia a quattro mensilità, che permetterà un risparmio di circa 90 milioni di euro.

Il ristorante di Milik
Merita però una segnalazione particolare Arkadiusz Milik, calciatore polacco del Napoli: l’attaccante ha deciso di mettersi al servizio di medici e infermieri degli ospedali di Katowice, città in cui ha imparato a giocare a calcio. Il suo ristorante, Food&Ball, ha iniziato a cucinare, confezionare e spedire pasti alle strutture sanitarie di tutta la città. Anche se Milik ovviamente non si trova in Polonia ma a Napoli, come il resto della squadra, la sua iniziativa a sostegno di chi ogni giorno è in prima linea contro il Covid-19, citata sul profilo Instagram del ristorante con il titolo “Proteggiamo la salute!”, rappresenta un gesto da… bomber della solidarietà.

Le olimpiadi in stand by
“Mi aspetto di parlare in settimana con il presidente del Cio, Thomas Bach per discutere sulle nuove date dell’Olimpiade”. Sono le ultime dichiarazioni di Yoshiro Mori, presidente del Comitato organizzatore dei Giochi durante l’ultimo meeting dell’Executive Board di Tokyo 2020. Come abbiamo documentato sulle nostre pagine la scorsa settimana, l’Olimpiade è stata rinviata all’estate 2021 per l’emergenza coronavirus, ma le ipotesi in termini di date specifiche sono ancora dibattute. Difficile tracciare una panoramica unitaria rispetto agli sport principali, proprio per la diversa diffusione del virus nel globo e soprattutto, purtroppo, per il tardivo riconoscimento del problema in molte aree.

 

 

 

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