Otto associazioni lanciano un appello per la pace a politici e governanti

Intervista ad Argia Albanese, presidente del Movimento politico per l'unità dell'Italia, tra i primi firmatari dell'appello per la pace insieme ad Acli, Agesci, Azione cattolica italiana, Comunione e liberazione, Comunità di Sant’Egidio, Movimento cristiano lavoratori e Rinnovamento nello spirito. Pubblichiamo il testo integrale firmato dalle associazioni.
Nella foto da sinistra i firmatari dell’appello per la pace: Alfonso Luzzi, Mcl, Francesco Scoppola, Agesci, Emiliano Manfredonia, Acli, Francesco Russo, vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Giuseppe Notarstefano, Azione cattolica italiana, Argia Albanese, Mppu Italia, il vescovo di Trieste Enrico Trevisi, il vescovo di Catania Luigi Renna, presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici in Italia, Cesare Pozzoli, Comunione e liberazione, Giuseppe Contaldo, Rinnovamento nello Spirito, Adriano Roccucci, Comunità di Sant’Egidio, Marco Girardo, direttore di Avvenire.

L’obiettivo era di «mettere a fuoco i principali snodi della presenza dei cattolici e del contributo che possono offrire nel tempo delle sfide alla democrazia, rilanciando i tratti di preziosa originalità che stanno emergendo dal lavoro costante e capillare in tante realtà del Paese». Il luogo di incontro – il 3 e 4 maggio scorsi – è stato Trieste, dove a luglio si svolgerà la 50sima Settimana sociale.

Il primo risultato concreto del convegno, dal titolo Un rinnovato impegno dei cattolici per la vita democratica, è stato un appello per la pace firmato da Acli, con Emiliano Manfredonia, Agesci, con Francesco Scoppola, Azione cattolica italiana, con Giuseppe Notarstefano, Comunione e liberazione, con Cesare Pozzoli, Comunità di Sant’Egidio, con Adriano Roccucci, Movimento cristiano lavoratori, con Alfonso Luzzi, Movimento politico per l’unità, con Argia Albanese, e Rinnovamento nello spirito, con Giuseppe Contaldo.

Presenti all’incontro – moderato dal direttore di Avvenire Marco Girardo – anche il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, quello di Trieste, mons. Enrico Trevisi, e quello di Catania, mons. Luigi Renna, presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici in Italia.

Nell’appello, aperto all’adesione di quanti lo condividano, i promotori chiedono ai leader dei Governi, ai rappresentanti delle istituzioni e in particolare a coloro che si candidano a guidare l’Unione Europea «un impegno condiviso per una pace fondata sul riconoscimento dell’infinita e inalienabile dignità della persona». Ci spiega come nasce questa iniziativa Argia Albanese, presidente del Movimento politico per l’unità dell’Italia, che auspica una maggiore autorevolezza delle istituzioni europee e sottolinea l’importanza di un lavoro condiviso per il bene del Paese.

Presidente Albanese, otto associazioni laicali hanno lanciato un appello per la pace ai capi di governo, alle istituzioni e a quanti si candidano alle europee. Qual è il vostro obiettivo? Come nasce questa iniziativa?
L’incontro di Trieste tra associazioni laicali e tante persone impegnate nelle Istituzioni locali e nella politica è nato spontaneamente sulla spinta di esponenti della politica triestina, in primis Francesco Russo, come momento di dialogo in preparazione alla 50sima Settimana sociale dei cattolici. Nel corso del dialogo tra noi è emersa la comune preoccupazione per i conflitti in Europa e in Medio Oriente. Quindi l’auspicio e la responsabilità di un impegno nelle Istituzioni per la ricerca prioritaria di processi di pacificazione per fermare le guerre in corso. Ecco il senso del nostro appello, rivolto anche ai candidati al Parlamento europeo. Certo, siamo consapevoli che iniziative diplomatiche robuste ed efficaci nasceranno dal riconoscimento di una più forte autorevolezza delle Istituzioni europee conseguente ad una politica estera comune, ampiamente legittimata dagli Stati membri.

L’incontro da cui è partito l’appello promuoveva un rinnovato impegno dei cattolici per la vita democratica. Concretamente cosa vi proponete?
Nella esperienza di dialogo e comunione che abbiamo vissuto a Trieste abbiamo avvertito il senso di una svolta nell’impegno civile delle nostre realtà associative che lì erano rappresentate. Abbiamo forse capito come non mai la forza propulsiva che un lavoro comune, su obiettivi condivisi, può avere nei processi democratici e partecipativi del nostro Paese. Quindi abbiamo confermato il nostro voler essere comunità di credenti al servizio del bene comune dell’Italia, in un momento storico di forte conflittualità sia politica che sociale, con cuore e mente sempre puntati sulla difesa della dignità della persona umana e dei soggetti più deboli e sofferenti.

Le elezioni europee sono alle porte e il clima si sta facendo sempre più difficile. Come MPPU qual è il contributo che state apportando per un confronto aperto e leale sui temi che interessano alle persone?
La caratteristica della esperienza del Movimento politico per l’unità, rete di cittadini attivi o impegnati direttamente nell’agenda politica, è la consegna della Parola del Vangelo che è il carisma stesso di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari: «Che tutti siano uno». Cioè assumere la fraternità come paradigma e categoria anche nell’agire politico. Quindi il nostro contributo alle elezioni europee sarà quello di favorire una partecipazione informata con confronti tra candidati dei diversi schieramenti, focalizzando l’attenzione sui programmi e sui contenuti.

Un’immagine del convegno di Assisi sulle elezioni europee.

Lo scontro politico in Italia, con le sue durezze e asperità, spesso non consente di mettere a fuoco le priorità necessarie per un processo di rafforzamento ed integrazione dell’Unione europea. Processo che deve vedere maggiormente coinvolti democraticamente i cittadini degli Stati membri nella consapevolezza che le grandi sfide della globalizzazione economica e sociale, come ci ha dimostrato la pandemia, possono essere affrontate solo in una visione comunitaria e solidale sia dei rapporti sociali che di quelli tra Istituzioni. La prima iniziativa in questo senso è stata tenuta ieri ad Assisi, con la presenza delle nostre comunità delle quattro regioni dell’Italia centrale (Lazio, Marche, Umbria e Toscana, ndr), con 18 candidati presenti di diverse liste, in un confronto sereno e costruttivo, sperando così di ridare fiducia a una politica dal volto umano.

(Guarda il video del confronto di Assisi)

 

Pubblichiamo di seguito il testo integrale dell’appello.

 

APPELLO DI TRIESTE PER LA PACE

Ci siamo incontrati in questi giorni a Trieste per riflettere sul tema della prossima Settimana Sociale, dal titolo “Al cuore della democrazia”, e abbiamo condiviso l’urgenza di rivolgere insieme un appello accorato per la Pace ai leader dei Governi, ai rappresentanti delle istituzioni e in particolare a coloro che si candidano a guidare l’Unione Europea. Emerga con decisione un impegno condiviso per una Pace fondata sul riconoscimento dell’infinita e inalienabile dignità della persona.

Solo pochi giorni fa papa Francesco ha ribadito in modo inequivocabile: “Non dimentichiamoci delle guerre. Preghiamo per la pace. La guerra è sempre una sconfitta, sempre!”.

La guerra non è mai stata la soluzione dei conflitti e delle tensioni tra popoli e nazioni, ma ha sempre causato morte e sofferenza per tutti e in particolare per i più deboli, che pagano e pagheranno sempre il prezzo più alto.

La guerra è una sconfitta del diritto e della comunità internazionale e dell’umanità intera. Conflitti imperversano alle nostre porte, in Ucraina, in Terra Santa e in tanti altri posti del mondo, con armi sempre più potenti e dagli effetti devastanti per le persone e per l’ambiente. In questa ora così terribile per il mondo  sentiamo di essere chiamati a una conversione profonda e a dare un giudizio comune e chiaro: la Pace è il dovere della politica. Un ostinato e creativo dovere.

L’Unione Europea, sognata sulle macerie della guerra, costruita sull’utopia della pace, ha un ruolo decisivo. E tutti noi ci sentiamo responsabili dell’eredità di politici europei, credenti e non, che hanno anteposto la vita e le ragioni che uniscono dinanzi a ciò che divide. Lo ha ricordato recentemente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Il mondo ha bisogno di pace, stabilità, progresso, e l’Unione europea è chiamata a dare risposte concrete alle aspirazioni di quei popoli che guardano al più imponente progetto di cooperazione concepito sulle macerie del secondo conflitto mondiale”.

Per questo facciamo appello alle forze politiche e a chi si candida alle imminenti elezioni europee perché si assumano esplicitamente la responsabilità di porsi come interlocutore per la Pace, proponendo senza riserve la via diplomatica e della vera politica.

Non possiamo rassegnarci al fatto che la retorica bellicistica e la non-cultura dello scontro invada la nostra vita dalle relazioni personali alle relazioni sociali e politiche. Continueremo a impegnarci sul terreno educativo e formativo, nella solidarietà concreta verso i più deboli e le vittime delle ingiustizie, nel dialogo per il bene comune con le donne e gli uomini di buona volontà.

Oggi più che mai, la politica è “la più alta forma di carità” se persegue la Pace.

Primi firmatari:

Acli

Agesci

Azione cattolica italiana

Comunione e liberazione

Comunità di Sant’Egidio

Movimento cristiano lavoratori

Movimento politico per l’unità

Rinnovamento nello spirito

 

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come? Scopri le nostre rivistei corsi di formazione agile e i nostri progetti. Insieme possiamo fare la differenza! Per informazioni: rete@cittanuova.it

I più letti della settimana

Perché i focolarini non votano

Ti amo come sono stato amato

Edicola Digitale Città Nuova - Reader Scarica l'app
Simple Share Buttons