Festa del Parma allo stadio Tardini: si va in Serie A

Una nostra lettrice, tifosa del Parma, condivide con Città Nuova la gioiosa notizia: la squadra passa alla Serie A.
(Foto di pexels, pixabay)

Oggi, nel primo pomeriggio, un sole accecante fa a gara con le nuvole per non perdersi uno spettacolo straordinario da grandi occasioni! Ci sono proprio tutti allo stadio Tardini di Parma per far festa alla squadra, dopo l’agognato ingresso in serie A! C’è anche l’ultima partita della squadra contro la Cremonese, tutt’altro che irrilevante.

Il programma per i tifosi gialloblu è il seguente: l’appuntamento è  alle 12 al bar Gianni, sede storica dei supporters, in modo da raggiungere insieme lo stadio. Dopo la partita, in corteo, si raggiunge Piazza Garibaldi dove è prevista la festa. Vari turisti presenti in città si sono chiesti di sicuro come mai ad un certo punto nelle strade, nei ristoranti e nei musei non ci fosse più né traffico né gente…

Tutti allo stadio per non perdere la passerella degli uomini di Pecchia, un allenatore che con caparbietà e professionalità ha portato la squadra a vivere un campionato indimenticabile, da protagonista, di successo in successo, supportato dal presidente tedesco, Kyle Krause. La “marcia trionfale di Radames” nell’Aida, famosa opera di Giuseppe Verdi, anche lui spettatore da lassù, insieme ad altri Grandi che hanno reso celebre il nome di Parma nel mondo, non è nulla in confronto all’ingresso trionfale riservato a Pecchia e ai suoi calciatori.

Non c’è un posto vuoto, famiglie intere, nonni e nipoti, piccoli e grandi, uomini e donne. Presente ogni categoria sociale e tanti di culture e popoli diversi che in questa città ospitale e dal cuore grande hanno trovato accoglienza e amicizia. Questa vittoria è frutto non solo dell’impegno di una squadra, ma anche del sostegno di un’intera città. Era da moltissimi anni che non si viveva un momento così esaltante, tutti insieme.

Nella curva nord si assiste a uno spettacolo straordinario che riempie gli occhi e il cuore di gioia: un’enorme A, tutta blu, si staglia su uno sfondo completamente giallo. Sono tifosi di tutte le età che hanno dato vita a questa commovente sorpresa. Questo clima di festa dura dalla sera del 1 Maggio. In quella occasione, al termine della partita contro il Bari, né la pioggia torrenziale né il freddo ha potuto fermare chi si è precipitato in strada spinto da un entusiasmo incontenibile: una parte dei tifosi si è diretta all’aeroporto ad attendere l’arrivo della squadra e l’altra in piazza ad osannare il presidente, Kyle Krause, felicemente sorpreso dall’accoglienza calorosa a lui riservata dopo anni di sofferenza.

Ripeteva: «Sono contento per i ragazzi, ma anche per i tifosi che non hanno mai abbandonato la loro squadra». Ecco alcuni commenti dei calciatori dopo la promozione (Da Parma Press 24):

«Siamo felicissimi. Questa vittoria nasce da una società importante, seria, che ha voglia di far bene. Ma nasce anche dalla passione mia e di tutti». (Daniele Faggiano)

«È la mia notte più bella, calcisticamente parlando. Non era scontato che ce la facessimo. C’è grande soddisfazione». (Roberto D’Aversa)

«Le difficoltà che abbiamo avuto noi, non le ha avuto nessuno, ma abbiamo sempre tenuto botta. Alcuni hanno imparato da me, ma anche io da loro». (Alessandro Lucarelli)

«È un sogno! Per me che sono parmigiano, ha tutto un sapore diverso, sono sempre stato un tifoso crociato». (Marcello Gazzola)

«Noi crediamo nei sogni, oggi ne abbiamo realizzato uno bellissimo. È davvero un’ emozione unica». (Antonio Di Gaudio)

«Dedichiamo questa promozione a Di Cesare, che ha perso suo padre, ai nostri tifosi e alla società. E’ una vittoria di gruppo, siamo contenti». (Gianni Munari)

Fabio Ceravolo mostra un paio di scarpette con la scritta Serie A che aveva preparato da tempo, dimostrando di aver creduto in questa promozione. Il mondo del Calcio, lo sappiamo tutti, non è esente da problemi e criticità. Tuttavia in questi giorni ho compreso che ogni passione umana, se vissuta nel modo giusto, serve per ritrovarsi insieme nelle sconfitte e nelle vittorie, per legarsi gli uni agli altri, per fare del bene promuovendo azioni che sostengano singoli o associazioni di volontariato impegnate nel sociale.

Spesso i calciatori singolarmente o a gruppi si recano nell’ospedale dei bambini o in strutture di vario tipo per portare doni, aiuti, gioia. Si recano nelle scuole dove possono aiutare i ragazzi a comprendere l’importanza del lavoro di squadra, ma anche il valore della perseveranza, dell’aiuto reciproco e della tolleranza. Abby Wambach era solito dire: «Non ho mai segnato un gol in vita mia senza aver ricevuto un passaggio da qualcun altro. Quello che conviene insegnare ai ragazzi è il divertimento, il tocco di palla, la creatività, l’invenzione. La tecnica è passare il pallone, con la giusta velocità, sul piede preferito del compagno di squadra».

Scirea: «Non mollare mai nemmeno quando sembra che sia arrivata la fine, nemmeno quando tutto sembra perduto. Saper resistere,  stringere i denti tutti insieme e la vittoria sarà ancora più bella e duratura».

Pelè: «Oggi il calcio è un mix di razze, religioni, colori: giocando con persone così diverse, impari il rispetto, la tolleranza, la comprensione».

Concludo con una frase di Zdenek Zeman: «La grande popolarità che ha il calcio ovunque dipende dal fatto che in ogni piazza e in ogni angolo del mondo c’è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi».

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