Senegal, Uganda, Zambia

I primi tempi del Movimento dei Focolari in questi tre paesi africani. Il contributo determinante dei religiosi.
Senegal
di Adelin Nsangumpamba, o.m.i.

Sono molto contento di condividere la vita della nostra famiglia che arde attorno alla fiamma dell’unità in Senegal, un paese dell’Africa occidentale, chiamato il paese della “teranga”, dell’ospitalità.

Il Movimento dei focolari arrivò nel 1976, grazie a sr. Miriam du Puits, ai Fratelli di S. Gabriele e ai Missionari Oblati di Maria Immacolata. Fu un arrivo discreto per il rifiuto dei vescovi della Conferenza Episcopale di Senegal, Guinea-Bissau, Mauritania e Capo Verde di accogliere altri Movimenti nelle loro diocesi. Essi incoraggiavano piuttosto i Movimenti già esistenti nei loro paesi.

Parlando del Movimento dei focolari nel corso di una Assembra dei Superiori maggiori, Enzo Abbatinali omi diceva: “Nel Senegal, l’Opera di Maria è presente come un pugno di lievito da vari anni, senza fare rumore, senza pubblicità, senza grandi assembramenti, ma semplicemente riunendo qualche diecina di fedeli, laici e consacrati, che ricevono il testo della Parola di vita mensile che li aiuta a approfondire la conoscenza dell’Evangelo e a viverne il messaggio”.

I religiosi si riunivano almeno una volta l’anno, diffondendo la Parola di vita e tenendo i contatti con la zona di Man, dove partecipavano il più possibile alle attività che lì si svolgevano.

Due avvenimenti vanno ricordati: nel 1987, una piccola Mariapoli a Fatick, con la partecipazione di più di 80 persone di tutte le vocazioni, animata dal Jean Marie di Man; nel 1996, la visita di Augusto e Gisela, accompagnati dal Celso Corbioli omi.

Attualmente il Movimento è presente in tre diocesi su sei. Sr. Mariangela delle Orsoline è la responsabile ed io il cappellano.

Nella diocesi di Ziguinchor, il Movimento è presente come associazione. È costituito solamente da donne che si riuniscono ogni mese e una volta l’anno fanno un ritiro di tre giorni.

Nella diocesi di Thiès, i membri si incontrano una volta al mese. Una volta l’anno tutti quelli che sono in contatto con il Movimento sono invitati a un incontro che si tiene a Thiès o a Dakar.

A Dakar, la capitale, l’incontro si tiene ogni prima domenica del mese. Le riunioni si svolgono nella parrocchia Maria Immacolata. Qualche volta ci ritroviamo in due. Ma non ci scoraggiamo: importante è stabilire la presenza di Gesù in mezzo a noi (cf. Mt 18, 20). Non conta il numero, ma la comunione con lui. In ogni incontro leggiamo la Parola di vita del mese precedente, cui segue la condivisione e alla fine leggiamo la Parola di vita del mese in corso.

L’anno scorso è venuta a trovarci Salomé, focolarina di Man. Ci siamo radunati in più di cento e abbiamo vissuto un bellissimo momento di unità, di gioia e di fraternità. Con lei abbiamo anche incontrato l’arcivescovo di Dakar.

 

Uganda

di Jos van Boxel, m.afr. 

L’Ideale dell’unità arrivò in Uganda in seguito all’espulsione di tutti i missionari dal Sudan. Due comboniani, Erminio Tanel e Tito Giuntoli, entrarono in Uganda a poca distanza uno dall’altro tra il 1965 e 1966.

Subito stabilirono tra loro la presenza di Gesù in mezzo. Erminio cominciò a seminare il seme del Movimento dei focolari tra i catechisti e i giovani nella sua parrocchia di Nyamwegabira. L’indipendenza era appena stata proclamata e i tempi erano difficili.

Nel 1971 Erminio, che era rimasto in contatto con Lucio e Marilen a Fontem, inviò Theresina Tumuheirwa a Fontem per la formazione. Marilen e Gilda visitarono Erminio nel 1972. Alla fine del 1979, Walburga visitò l’Uganda per rendersi conto della situazione che dopo la guerra con la Tanzania era disastrosa.

Il primo gennaio 1981, Erminio ricevette una lettera di Chiara che gli annunciava l’apertura del focolare femminile. Walburga arrivò per prima, il 13 gennaio 1981, nel villaggio di Nkoni dove don Kalibbala, un sacerdote diocesano che aveva conosciuto il Movimento in Italia, aveva fatto tutto il possibile perché il Movimento prendesse piede nella diocesi di Masaka.

Nel febbraio del 1981, un mese dopo l’arrivo della prima focolarina, Erminio lasciò l’Uganda per un’altra missione. Fu una grande prova di fede: saper perdere tutto per Dio come Maria Desolata fu il suo ultimo contributo alla diffusione del Movimento in Uganda.

Dopo Walburga arrivò Giuliana Mazzarani e alcuni mesi dopo anche Jane Dube, accompagnata da Marilen che visitava l’Uganda per la seconda volta. Lentamente, ma decisamente il Movimento cominciava a prendere piede nella diocesi di Masaka e nel 1984 si svolse la prima Mariapoli a Bukalassa.

Nell’ottobre del 1986 il focolare fu trasferito a Kampala. Nel 1988 venne aperto ufficialmente il Centro Mariapoli, costruito su un terreno offerto da mons. Rauber, Pro Nunzio in Uganda.

Fin dall’inizio un buon numero di religiosi si coinvolse nella costruzione e nello sviluppo della residenza delle focolarine e del Centro Mariapoli.

Negli anni successivi, Violetta e Rémy, responsabili della zona di Nairobi, venivano regolarmente in Uganda per visitare la comunità del Movimento. Il soggiorno di Chiara a Nairobi nel maggio 1992 diede un impulso nuovo e una grande luce a tutta la comunità. Il focolare maschile è stato aperto nel 1996.

Dopo l’arrivo di Erminio Tanel e Tito Giuntoli, il primo gruppo di missionari che frequentavano il Movimento erano formato da comboniani che, per mezzo loro, avevano incontrato il Movimento nei loro paesi d’origine, soprattutto in Italia.

Tra di essi ricordiamo Luis Arellano, Luciano Fulvi, già deceduto, Aldo Pozza, Paolino Tomaino e Giovanni Tornelli. È necessario menzionare anche che Mariano Lubich, cugino di Chiara, che ha lavorato in Uganda per molti anni.

Verso la fine degli anni ’70 arrivarono alcuni Missionari d’Africa (Padri Bianchi). Molti di loro vennero in contatto con il Movimento attraverso Louis Roelens, belga, incaricato della formazione permanente e dei ritiri organizzati a Gerusalemme dai Missionari d’Africa.

Tra di loro vi erano: Kees Dielemans e Gaston Ampe (ora in paradiso), Franz Eickelschulte e Wolfgang Schönecke (in Germania), Joseph Kamya, Theo de Jong (ora in Olanda) e molto più tardi io che arrivai a Jinja nel 2003.

Alcuni di loro si incontravano ogni mese per condividere le esperienze della Parola di vita e approfondire la spiritualità del Movimento. Molti di loro presero parte ai vari incontri organizzati per i religiosi a Nairobi, più o meno ogni tre anni.

Un’altra congregazione che ha mostrato un grande interesse per il Movimento sono i Banakaroli Brothers che hanno la loro casa generalizia a Kiteredde, non lontano da Masaka. Alcuni di loro erano tra i primi religiosi che entrarono in contatto con il Movimento dopo l’arrivo delle prime focolarine a Masaka.

Ricevono la Parola di vita e partecipano agli incontri di condivisione e approfondimento della spiritualità Heraclio Ssentume, Theophilus Kityo, Simon Peter Wabwire, Patrick Mukumba, Filbert, Francis Ssekyondwa, Pius Bugembe, Jerome Kanyamenga, Wenceslaus Kasoma, Francis Xavier Ngande, Charles Kibuuka, Adrian, Ingino, Mulumba Nzaisenga, Eustachio Tibyang e Fortunatus. Inoltre partecipa anche Christopher Birungi Mapeera (Amans Brothers).

Verso la fine degli anni ‘80 alcuni Apostles of Jesus dell’Uganda conobbero il Movimento durante gli studi a Nairobi come pure attraverso altri religiosi: Paul Turyamureba, Hippolitus Bitungwabariko, Alphonse Rubanza, che tre anni fa ha trascorso un periodo nel Centro internazionale di spiritualità “Claritas” a Loppiano1, e Julius Mutabaruka, ordinato sacerdote due anni fa e attualmente in Sud Sudan.

In questo momento i religiosi attivamente coinvolti nel Movimento sono un piccolo resto, costituito da alcuni Banakaroli Brothers e due Padri Bianchi. Due anni fa il responsabile del focolare maschile, Pino Fiorucci, ed io organizzammo un incontro di tre giorni per i religiosi nella casa generalizia dei Banakaroli Brothers a Kiteredde, vicino Masaka. Vi parteciparono in diciotto, quasi tutti Banakaroli Brothers, alcuni dei quali già anziani e che non esercitano più il ministero attivo.

In Jinja, dove attualmente svolgo il servizio di rettore nel Philosophy Centre Jinja (PCJ), ho proposto degli incontri mensili sulla Parola di vita con alcuni laici e religiose. L’anno scorso, quando sono venuti a trovarmi, ho invitato Leo van de Weijer e John Olsen a raccontare la loro esperienza ad alcuni studenti. In seguito, invitai nel piccolo gruppo di otto seminaristi due focolarine di Kampala. È un piccolo seme che è spero possa crescere.

Il Movimento è presente in tutti i seminari maggiori dell’Uganda, dove vi sono gruppi della Parola di vita vivi e attivi. È un segno di grande speranza per il futuro.

L’incontro panafricano, al quale abbiamo partecipato in tre, ci ha dato nuova forza e luce per andare avanti e diffondere ancora di più l’Ideale in Uganda, specialmente tra i giovani religiosi.

 

Zambia

di Tiziano Bragagnolo, o.f.m. conv. 

I primi passi e lo sviluppo del Movimento dei focolari in Zambia sono strettamente legati alla presenza dei religiosi che erano in contatto con l’Opera di Maria attraverso la loro branca.

In un certo periodo storico, infatti, che terminò con l’approvazione del 1962, i religiosi non potevano avere contatti diretti con l’Opera di Maria. Probabilmente fu per questa ragione che in Zambia il Movimento venne proposto ai laici solo dopo molto tempo. Noi religiosi vivevamo e lavoravamo nello spirito del Movimento, ma spesso eravamo isolati e raramente riuscivamo ad incontrarci.

I primi missionari che arrivarono in questo paese, portando nel loro cuore la spiritualità dell’unità, furono i Conventuali negli anni ‘50. In quel tempo lo Zambia era ancora chiamato Rhodesia del Nord. Il primo fu Alessandro Ricciarelli, ora in paradiso, che arrivò proprio nel 1950. Aveva conosciuto il Movimento durante i suoi studi a Roma.

Dopo di lui arrivò nel 1953 Luigi Policarpo che aveva incontrato Chiara Lubich parecchie volte ad Assisi negli anni 1945-46. Altri missionari della prima ora fummo io e Giuseppe Verdicchio. Altri religiosi si aggiungeranno molti anni dopo.

I Missionari d’Africa che conoscevano il Movimento sono arrivati in Zambia negli anni ‘70. La maggior parte di loro conobbero il Movimento attraverso Louis Roelens, durante il loro anno sabbatico a Gerusalemme.

Tra di essi ricordo Leopold Lalonde, cappellano dell’ospedale di Kasama, Ton Buys, in paradiso, Reinhold Bloching che lavora a Ndola, Lukas Gundi e Paul Donders che ora sono tornati rispettivamente in Svizzera e Olanda, Jos Van Boxel che si trova in Uganda, Franz Pristl che in questo momento vive a Lundazi nella diocesi di Chipata.

Nei primi tempi del Movimento in Zambia troviamo anche alcune religiose delle Suore Domenicane, di origine tedesca, e delle Suore Francescane di Assisi. Successivamente alcune francescane zambiane hanno conosciuto la spiritualità dell’unità.

In quei giorni tutta la missione viveva in un clima di amore e tutti erano impegnati nel dono di sé e nel servizio che si manifestavano nella parrocchia e nell’ospedale, nelle scuole primarie e secondarie, nel centro di riabilitazione per i lebbrosi.

Purtroppo dopo qualche anno, parecchi di noi sono stati inviati in altre missioni, gli incontri sono diminuiti e lo spirito del Movimento diminuiva di intensità.

Nel 1987, a Luanshya, nella parrocchia dell’Immacolata Concezione di Maria i primi laici conobbero il Movimento. Molto presto la parrocchia sperimentò qualcosa di nuovo: uomini e donne, giovani e bambini, tutti erano illuminati dalla fede e pieni di gioia.

Nel 1988 Massimiliano Marozzi ed io partecipammo ad un incontro di religiosi a Nairobi e parlammo della vita che si era sviluppata in Zambia. La notizia fu accolta con molta gioia dai religiosi e dai responsabili del Movimento in Africa.

Un anno dopo, Anna Maria Santanché e Monica Bucher, due focolarine di Fontem (Camerun) visitarono la comunità di Luanshya. La loro presenza, unità e spirito di condivisione ebbero un effetto molto forte su tutta la parrocchia e sulla città. Il Movimento mise radici e il 1989 va considerato come il vero inizio del Movimento dei focolari in Zambia.

Nel frattempo Jos Van Boxel m.afr, nel Major Seminary di Mpima, condivideva la Parola di vita con alcuni seminaristi, la segretaria e l’economo del seminario, Jenipher e Dennis Banda, che successivamente furono inviati a lavorare nella diocesi di Ndola. Inviava la Parola di vita ogni mese anche ai suoi confratelli in Zambia per restare unito con loro.

Alcuni di quei seminaristi, oggi sacerdoti, si ricordano ancora dell’esperienza vissuta a Mpima. Nel marzo del 2000 don Johannes Distelberger da Nairobi è venuto a Ndola e ha potuto incontrare a Kitwe dodici sacerdoti diocesani e seminaristi.

Monica, con due o tre focolarine di Fontem, ogni anno era con noi per la Mariapoli. Poi la comunità dello Zambia fu affidata al focolare di Luanda (Angola). Nel 1996, Jacira, Miriam e Gabriele Bortolami ofm cap. sono venuti per la prima volta dall’Angola, in occasione della Mariapoli, il cui tema era “Dio ti ama immensamente. Dillo a tutti”.

Attualmente il Movimento dei focolari è presente nello Zambia, ma non fa molto rumore. Le comunità di Luanshya, Ndola, Kitwe e Mufulira seguono un programma di formazione che all’inizio dell’anno prepariamo insieme con i responsabili. La Parola di vita, tradotta in chibemba, è pubblicata in Icengelo.

I superiori dei Conventuali, in particolare Massimiliano Marozzi e Timothy Kayula, hanno sempre sostenuto il Movimento durante questi anni. Dal 1993 le focolarine e i focolarini, durante le loro visite nello Zambia, continuano a dare conferenze e a fare incontri con i novizi francescani.

 

1 Loppiano, nel comune di Incisa in Val d’Arno, a 20 chilometri da Firenze, è la prima cittadella internazionale dei Focolari (www.loppiano.it).

 

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