Sandokan e altri eroi

La società perugina Star Comics è da 30 anni sul mercato editoriale con una produzione di qualità

Orami casa editrice storica nel panorama del fumetto italiano, la perugina Star Comics ha festeggiato nel 2017 i trenta anni di vita editoriale. Migliaia e migliaia di storie tradotte ed editate per la pubblicazione in Italia (supereroi, in principio, con la Marvel dell‘Uomo Ragno e anche tantissimi manga di successo soprattutto fra i giovanissimi) così come di storie inedite, realizzate appositamente per la casa editrice da autori italiani.

Negli anni novanta fu la prima casa editrice a sfidare apertamente la Bonelli in edicola andando a realizzare un mensile, Lazarus Ledd, nel tipico formato Bonelli che per dieci anni è stata palestra di scrittori e disegnatori poi in gran parte diventati affermati professionisti. Successivamente la quantità di storie realizzate ex novo dalla Star Comics si è ridotta limitandosi a miniserie (alcune di grande valore qualitativo, come Valter Buio) o albi one-shot.

Durante la Lucca Comics & Games dello scorso novembre è stato presentato l’ultimo progetto della casa editrice che coinvolge autori italiani su storie inedite; si tratta di una serie di tre volumi, distribuiti solo in libreria, che narrano e rivivono uno dei miti della nostra infanzia, Sandokan.

Alla presenza di parte del folto gruppo di autori coinvolti sono state indicate le linee guida che hanno guidato il progetto dalla partenza alla sua realizzazione finale.

In primis la volontà di riportare in scena un personaggio fra i più riusciti e famosi dello scrittore veronese Emilio Salgari, attivo sul finire del 1800, amatissimo dal pubblico che ne ha decretato negli anni un successo apparentemente infinito. Sandokan ha rappresentato per molte generazioni di italiani un simbolo di libertà e indipendenza e, oltre a fortunate serie tv e film, è stato anche oggetto in passato di traduzioni fumettistiche. Il progetto Star Comics, però, non è un singolo albo o graphic novel, ma una serie organica di tre volumi che miscela tre ingredienti: il rispetto filologico per le storie di Salgari, la volontà di coinvolgere autori affermati così come autori esordienti, la voglia di omaggiare il personaggio con piccole storie inedite che si pongono l’obbiettivo di completare alcuni passaggi delle storie dell’autore veronese a suo tempo non raccontati.

Al primo albo, “Le tigri di Mompracem e altre storie”, uscito a novembre del 2017, è seguito il secondo, “I misteri della giungla nera e altre storie” in libreria da febbraio.

Dietro le bellissime copertine del disegnatore Pasquale Frisenda (un passato su Ken Parker, Magico Vento e Tex in Bonelli) abbiamo quindi avuto la possibilità di vedere all’opera sceneggiatori navigati e quasi debuttanti.

La lista è lunga e comprende David Goy (nom de plume di Davide G.G. Caci, Publishing Manager di Star Comics e curatore dell’opera), Gero, Davide Aicardi, Davide Morando  e Alessandro Di Virgilio sul primo volume: sul secondo Luca Blengino, Gero e Davide Barzi.

Sul fronte disegnatori spicca su tutti l’autore della prima storia lunga del primo volume: il formato della tavola (19×26 cm) permette a Paolo Antiga di fare sfoggio della fisicità del suo tratto e di rendere credibili sia le movimentate scene di battaglie fra navi che gli ammiccamenti nei primi piani dei personaggi. Sembra, il Sandokan di Antiga, un personaggio pienamente nelle corde del disegnatore che, a qualche inquadratura prospetticamente azzardata non disdegna di accoppiare una inchiostratura classica da fumetto, tratteggiata. Gli altri disegnatori dei due volumi (a cui seguirà a breve il terzo e ultimo) sono Mario Sciuto , Michael Malatini, Michela Cacciatore, Francesca FolliniAlessia De Vincenzi e Valentina Pinti. Autori e autrici, questi ultimi, di versioni molto personali che in alcuni casi sapranno davvero intrigare e donare al personaggio una nuova chiave di lettura visiva.

I volumi sono chiusi da piccoli saggi finali di due importanti esperti salgariani, Claudio Gallo Giuseppe Bonomi, a dimostrazione dell’attenzione verso l’opera dell’autore e come ulteriore spunto per incuriosire, magari, qualche giovane lettore.

In sintesi, in un solo colpo, un tentativo di ricordare un mito tutto italiano con spunti nuovi ed autori navigati e meno, nel rispetto filologico delle storie di Emilio Salgari.

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