Pace, disarmo, coraggio: sono le parole che attraversano il numero della rivista Teens di settembre 2019, edita da Città Nuova, con un titolo che è già un appello — Stop growing violence — e una domanda urgente: come si trasforma la guerra in pace? Come può un singolo individuo fare davvero la differenza? La redazione, formata interamente da ragazzi, prova a rispondere raccontando storie concrete, dal porto di Genova dove i portuali hanno bloccato una nave carica di bombe dirette in Yemen, all’Arsenale della Pace di Torino, una ex fabbrica d’armi diventata luogo di accoglienza e integrazione grazie alla tenacia di un gruppo di giovani guidati da Ernesto Olivero.
Non mancano le voci di chi ha fatto scelte coraggiose nella vita quotidiana: Federico Di Iorio, ingegnere aeronautico, racconta di aver rinunciato a un contratto a tempo indeterminato in un’azienda produttrice di missili per non tradire i propri ideali, e la sua storia è arrivata fino a Papa Francesco. In Teens di settembre 2019 trovate anche l’intervista a Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, che ai ragazzi presenti al convegno di Matera ha detto con forza: «Voi avete la forza di dirlo: noi crediamo nella pace». Parole che risuonano come un invito, non come uno slogan.
Il numero si allarga poi ad altri sguardi e scenari: la redazione di Panama racconta cosa significa vivere in uno dei pochi Paesi al mondo senza esercito; una classe di Bologna ha scritto e messo in scena un musical sulla dipendenza dal cellulare; studenti di Ferrara hanno realizzato cartelloni sull’emergenza climatica. C’è spazio anche per la scienza — il cinquantesimo anniversario della Luna come simbolo di cooperazione tra nazioni — e per una pagina di riflessione ispirata a Gandhi sul valore del dialogo. In Teens di settembre 2019 la pace non è un tema astratto: è qualcosa che si costruisce ogni giorno, anche nel piccolo della propria classe o del proprio quartiere.
A chiudere il numero, l’invito del Sentiero Giallo del progetto FameZero: lavorare per la pace partendo dalle persone accanto a noi, in famiglia, con gli amici, negli ambienti che frequentiamo ogni giorno — perché, come scrivono i ragazzi, non esistono gesti piccoli quando si tratta di diffondere rispetto e amore.
Buona lettura!