Cosa significa davvero fare politica? È una domanda che attraversa tutto il numero della rivista Teens di gennaio 2018, edita da Città Nuova, e che i ragazzi della redazione affrontano senza giri di parole, partendo dalla vita concreta: dalla scuola, dalla piazza, dal quartiere. Il titolo scelto per questo fascicolo — Attiviamo la città — dice già tutto: la politica non è qualcosa di lontano e astratto, ma una responsabilità che comincia dai gesti di ogni giorno, dalla capacità di guardare intorno a sé e di decidere di fare qualcosa.
Aprendo le pagine di Teens di gennaio 2018 si incontrano storie concrete e voci diverse. C’è chi ha scelto di candidarsi come rappresentante d’istituto per cambiare le cose, chi ha passato un pomeriggio a ripitturare panchine in un parco o a consegnare pacchi di prima necessità ai più bisognosi. C’è la testimonianza di chi ha vissuto per una settimana nei panni di un delegato ONU, scoprendo che la diplomazia si impara anche a quindici anni. E poi le interviste a due amministratori locali — un sindaco e una consigliera regionale — che spiegano come la politica, per loro, sia prima di tutto un atto d’amore verso la comunità.
Non mancano gli approfondimenti su temi che toccano da vicino i ragazzi: il gioco d’azzardo e i suoi rischi, anche per chi non gioca direttamente; il problema del bullismo raccontato da una tredicenne che ha cercato di cambiare le cose nella sua scuola; il legame tra ambiente, alimentazione e scelte quotidiane, con uno sguardo all’obiettivo globale Fame Zero. A tutto questo si aggiunge la rubrica culturale con la recensione del film Selma e la canzone Pensa di Fabrizio Moro, due opere che parlano di coraggio civile in modi diversi ma ugualmente potenti.
Quello che emerge, pagina dopo pagina, è l’idea che attivarsi non richieda di essere eroi o politici di professione: basta uno sguardo attento, un gesto concreto, la volontà di non restare indifferenti. I ragazzi di Teens lo dimostrano raccontandosi in prima persona, con la semplicità e la forza di chi sa che cambiare il mondo si può — e si comincia dalla propria città.
Buona lettura!