Rifare i compiti. Che noia!

«Da giovane ho interrotto gli studi; mi ritrovo ora a fare i compiti con mio figlio. È lento e finisce che ci scontriamo. In che misura aiutarlo?».                     P.Z.
Scuola

I compiti di scuola sono una prova in cui i bambini devono misurarsi da soli: è ciò che raccomandano insegnanti e studiosi di pedagogia. Però i bambini non sono tutti uguali. Spesso i compiti che hanno davanti sono superiori alle loro capacità e il lavoro svolto in classe può essere stato limitato. Nel tuo caso sarebbe opportuno approfondire la situazione parlandone con le insegnanti.

In generale cercherei di tener presente la centralità del bambino: se, lasciandolo solo, accumula frustrazioni e perde fiducia in sé stesso, occorre rispondere alla sua richiesta di aiuto e trasmettergli sicurezza anche con la presenza fisica. Se stare accanto a lui invece gli crea ansia, allora è meglio consentirgli di lavorare da solo.

E nel caso in cui si rifiuta di studiare? magari ha bisogno di una pausa, di un po’ di attenzione, o di essere motivato. Nell’accompagnare i figli nell’iter scolastico è utile aiutarli a trovare il metodo di studio; ed anche monitorare lacune e progressi, per favorire l’apprendimento e la crescita sotto tutti gli aspetti. È difficile rimanere sereni e pazienti e trovare il tempo anche perché la vita familiare è un intreccio di tanti altri impegni. Tuttavia i compiti sono un momento per stare insieme e interagire. Non è necessario avere studiato.

Valorizziamo i loro sforzi, mettendo in luce il risultato anche piccolo, ma positivo del loro lavoro, per spronarli a fare sempre meglio e in autonomia.

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