Restare umani

Assistiamo oggi ad uno straordinario sviluppo della tecnica che sta cambiando profondamente ogni ambito del nostro vivere. è in gioco il rispetto dell’essenza della vita umana. Sul tema, di grande attualità, lo psicologo Marco Scicchitano e il sociologo Giuliano Guzzo offrono una riflessione a due voci nel saggio “Restare umani”(Città Nuova, 2018).

L’epoca in cui stiamo vivendo è certamente caratterizza­ta da uno sviluppo tecnico mai visto prima, sia in termini di rapidità che di intrusività. E ciò avviene in talmente tanti ambiti che è difficile mantenere uno sguardo unitario e orga­nico sulle possibilità che si stanno dischiudendo per l’agire umano. Basti pensare alle parole di Jean Pierre Casey sulla digitalizzazione:

In termini di ampiezza e profondità di impatto, la rivoluzio­ne digitale e tutto ciò che essa ha comportato – facilitazio­ne e accelerazione di accesso grazie a internet e dispositivi connessi; abilità di rintracciare e salvare l’attività online di miliardi di utenti; digitalizzazione e dematerializzazione del commercio; sviluppo dei social media; apprendimento e rapido progresso dell’intelligenza artificiale – è probabil­mente l’innovazione tecnologica più dirompente nella storia dell’umanità

Stesso discorso potremmo farlo rispetto alle tecniche medico-sanitarie, che stanno compiendo salti conoscitivi im­pressionanti: operazioni microchirurgiche, sperimentazioni in vitro, interventi genetico molecolari che possono influenzare ogni aspetto della vita umana, dalla nascita alla morte.

Di fronte a tutto questo, il rischio di demandare la respon­sabilità di decidere ciò che è bene fare alle commissioni etico-scientifiche, all’iniziativa degli scienziati, o a quella delle isti­tuzioni, è alto. È necessaria, secondo noi, una maggiore presa di consapevolezza. La posta in gioco è alta e riguarda l’essenza della vita umana.

Per questo motivo il presente libro si propone di offrire spunti di riflessione, che speriamo utili, a partire da due punti di vista, l’uno psicologico e l’altro sociologico, e riguardo ad alcuni aspetti del dibattito che ci sembrano fondamentali: la generazione, la differenza tra maschile e femminile, la sessua­lità, l’aborto, gli innesti tecnologici nel corpo umano, l’essere cittadini di una civiltà globale, la morte. Viviamo con preoc­cupazione e senso di responsabilità l’essere cittadini di questa epoca, e pensiamo sia decisivo un atto di responsabilità gene­ralizzato e finalizzato a preservare ciò che è umano, ponendo limiti e confini all’uso senza controllo della tecnica.

Affermiamo, illuminati dal pensiero di Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in Veritate, che il progresso tecnologico, per essere messo a servizio della libertà dell’uomo, debba es­sere sempre accompagnato da una riflessione etica che renda l’agire pratico, responsabile:

Chiave dello sviluppo è un’intelligenza in grado di pensare la tecnica e di cogliere il senso pienamente umano del fare dell’uomo, nell’orizzonte di senso della persona presa nel­la globalità del suo essere. Anche quando opera mediante un satellite o un impulso elettronico a distanza, il suo agire rimane sempre umano, espressione di libertà responsabile. La tecnica attrae fortemente l’uomo, perché lo sottrae alle limitazioni fisiche e ne allarga l’orizzonte. Ma la libertà uma­na è propriamente se stessa solo quando risponde al fascino della tecnica con decisioni che siano frutto di responsabilità morale. Di qui, l’urgenza di una formazione alla responsabi­lità etica nell’uso della tecnica. A partire dal fascino che la tecnica esercita sull’essere umano, si deve recuperare il sen­so vero della libertà, che non consiste nell’ebbrezza di una totale autonomia, ma nella risposta all’appello dell’essere, a cominciare dall’essere che siamo noi stessi.

Il nostro è un appello: restiamo umani.

 

Da RESTARE UMANI, sette sfide per non rimanere schiacciati dalla tecnologia di Giuliano Guzzo e Marco Scicchitano (Città Nuova, 2018); pp. 144 – prezzo: € 15,00

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