Qualche riflessione sulla natura dell’intellettuale

Comunemente, oggi, quando si parla di intellettuale ci si riferisce all'uomo di pensiero, l'uomo che possiede la tecnica del pensare scientificamente, che ha superato le ingenuità di un pensiero non ancora digrossato e ignaro delle sottigliezze e dei mille problemi che attraversano il pensare maturo. L'intellettuale sarebbe dunque l'uomo esperto nella razionalità maturata dal sapere scientifico; l'etica dell'intellettuale consisterebbe nella sua fedeltà alle esigenze rigorose della ragione; il ruolo dell'intellettuale all'interno di una compagine sociale sarebbe il continuo demistificare l'uso ideologico della ragione, l'appropriazione di essa da parte del Potere. In una parola: l'intellettuale sarebbe il servitore severo della Ragione, che è stata identificata con la Verità. È questa concezione dell'intellettuale che l'A. vorrebbe ridiscutere. La pochezza dello spazio a disposizione esige un argomentare più suggerito che spiegato, più un inizio di riflessione che una conclusione distesa. Un invito al lettore a porsi in cammino per un sentiero della conoscenza di cui si vuoI dare solo l'inizio, il resto è impresa personale.

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