Prodigio Jannik: è nata una stella?

Alla scoperta del vincitore delle Next Gen Finals alla Allianz Cloud, il vecchio Palalido di Milano, proprio dove, appena ventenne, un certo Roger Federer nel 2001 alzò la sua prima coppa…

Appena glielo hanno fatto notare, si è limitato, con un sorriso timido ma orgoglioso, ad un «bè, mi fa piacere, perché Roger è una leggenda del tennis… (pausa, sguardo basso,). Che dire di più?». Perché aggiudicarsi la terza edizione delle Next Gen Atp Finals, laddove trionfò re Roger giovanissimo, da assoluto dominatore contro più di un giocatore ben più noto e quotato nel ranking del mondo non lo rende più nemmeno una semplice promessa. Jannik Sinner da San Candido, dov’è nato il 16 agosto 2001, vantava già due titoli Challenger e due titoli ITF, ed è già il più giovane italiano della storia ad avere vinto un torneo Challenger e uno degli 11 tennisti al mondo ad averne vinti almeno due prima di compiere i 18 anni di età.

Di fatto, parliamo di un millennial che risulta già il più giovane tennista italiano a essere entrato nella top 100 ATP, all’età di 18 anni e due mesi, ma ha appena chiuso una settimana all’Allianz Cloud che lo ha battezzato come una prodigiosa certezza del tennis mondiale: una vittoria chiara contro il numero 18 al mondo, Alex De Minaur, in finale, che fa della difesa la sua forza, ma che stavolta non è riuscito a trovare nessuna chiave per scardinare il gioco dell’avversario. Per la cronaca, è finita 4-2, 4-1 e 4-2 (in un’ora e 4 minuti) per Jannik, che ha impiegato quattro game di studio per capire cosa fare ma ha mostrato una freschezza e una padronanza da fare invidia ai giganti del tennis, senza tremare mai, nonostante il nuovo Allianz Cloud fosse un catino ribollente di entusiasmo.

Ne hanno fatto le spese anche Tiafoe (numero 47 del ranking), Kecmanovic (numero 60), Ymer (74): no, Jannik non può essere un bluff. Ad oggi, in quel ranking, appare come il numero 90 o giù di lì, ma possiamo già parlare di un falso numero, dato che ha disputato pochi tornei di categoria, dopo avere fatto il primo exploit al torneo Challenger di Bergamo.

Originario di Sesto Pusteria, figlio di Siglinde e Hanspeter, che lavorano in un rifugio della Val Fiscalina, Jannik ha prediletto lo sci fino all’età di 13 anni, ottenendo peraltro buoni risultati in slalom gigante. Per quanto riguarda il tennis, era considerato solo un hobby dal ragazzino, che si allenava nella provincia di Bolzano con i maestri Hery Mayr e Andrea Spizzica. Poi, anche in ragione della pericolosità dello sci, la passione per il gioco del tennis ha preso il sopravvento, vedendo Jannik prendere piede, dall’estate del 2014, al Piatti Tennis Center di Bordighera, dove è stato seguito da Andrea Volpini, sotto la supervisione di Massimo Sartori e Riccardo Piatti.

Da questa settimana per Jannik, che potrebbe giocare il torneo vinto anche per altri tre anni e che succede nell’albo d’oro all’attuale numero 6 Atp, Stefanos Tsitsipas, parte la pianificazione per una prossima stagione che potrebbe essere quella della consacrazione: lo aspettano prima il Challenger di Ortisei, quindi l’avvicinamento agli Australian Open, con gli allenamenti in quel Piatti Tennis Center che potrebbe segnare un passo storico per tutto il movimento del tennis. Difficile dirlo ora ma, stando a certi numeri, i connotati di un nuovo astro nascente del tennis sembrano esserci tutti. Ora però, sotto con gli allenamenti, ragazzo, affinché questo non resti solo un acuto iniziale!

 

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