Il presepe di San Pietro arriva dalle Ande

Il presepe che a breve verrà allestito in piazza San Pietro proviene dalla comunità Chopcca. E’ un villaggio del Perù che conserva i suoi valori ancestrali e grazie alla peculiare resilienza ha mantenuto viva la sua cultura. Il percorso originale di Manuel Breña Martinez, tra gli artigiani autori dell’opera d’arte di un «Gesù che sorride nel volto dei bambini delle montagne peruviane»
Foto presepe cn Perù

Quarant’anni fa, nel 1982,  Giovanni Paolo II diede inizio alla tradizione di far collocare tra le colonne del Bernini insieme all’Albero di Natale anche il presepe. La rappresentazione di quest’anno appartiene alla cultura andina e sarà questa la prima che giungerà dall’America. Così come papa Francesco ha annunciato lo scorso  ottobre, il presepe arriverà dal Perù;  Paese a maggioranza cattolica che si distingue nel suo artigianato per creatività e originalità.

I trenta personaggi della natività, sono stati confezionati con i vestiti tipici della comunità Chopcca, che è ubicata nella regione di Huancavelica, al centro sud del Perù. Nella rappresentazione, che si potrà visitare in Roma, saranno riprodotte la ricca flora e fauna e  i prodotti tipici di questi luoghi.

Chopcca, è a 3.680 metri sul livello del mare,  i suoi abitanti lavorano principalmente nell’agricoltura;  sono coltivate  300 varietà di patate. La lingua parlata è il quechua chanka. Il nome di Chopcca proviene, secondo la tradizione dei  suoi abitanti, da un  comune antenato: alcuni raccontano che egli era un personaggio con poteri straordinari, altri invece sostengono  che era  formato da più personaggi.

In questa località, che è costituita da diversi distretti, le famiglie conservano le loro usanze e tradizioni come ad esempio vestire con spettacolari tessuti colorati, indossati quotidianamente  e  prodotti sia dalle donne che dagli uomini con i telai in legno.

Il presepe offerto al papa proviene,quindi, dall’interno del Perù e in modo particolare da una delle regioni andine  con il  più alto indice di povertà; ma gli abitanti di questi villaggi, i Chopcca, porteranno per Natale, nella città eterna, la loro allegria “contagiosa”.

La presenza di un presepio di Chopcca in piazza San Pietro entusiasma e riempie di orgoglio sia il popolo peruviano che le sue autorità di governo poiché il Paese sud americano sta celebrando i duecento anni dell’indipendenza e questa sarà un’ottima opportunità per far  conoscere parte della sua identità in un momento così difficile per tutti i popoli a causa della pandemia e diviene un importante segnale di speranza.

Per il ministro degli Esteri  peruviano, Oscar Maurtua, si vuole  esprimere, da parte dell’intera nazione, «l’affetto, il  rispetto e la gratitudine a papa Francesco per la sua visita del 2018».

Nel 2014, il ministero della Cultura del Perù ha dichiarato la comunità Chopcca Patrimonio Culturale della Nazione per la sua originalità e rappresentatività: «la cultura della comunità contadina di Chopcca costituisce un corpus culturale unico e tradizionale che è riuscito a mantenersi negli anni nelle condizioni più avverse, riaffermando costantemente il valore dell’identità per le generazioni presenti e future».

La natività, realizzata in scala reale, farà conoscere anche la ricchezza culturale, i prodotti tipici, la flora e la fauna di questo luogo che si trova nella regione di Huancavelica sulle Ande peruviane. La realizzazione di ogni pezzo è stata affidata a cinque artigiani della omonima regione.

Tra loro c’è Manuel Breña Martinez, che è l’autore di San Giuseppe, di Maria, di Gesù Bambino e dell’angelo. Egli nella sua terra è artigiano, musicista, studioso e animatore culturale che vive questa nuova ed entusiasmante esperienza con passione, umiltà ed allegria. Breña è un conoscitore delle comunità di Chopcca ed ha studiato le sue espressioni culturali e ci tiene a sottolineare che «questa comunità è stata riconosciuta quale patrimonio culturale del Perù per i suoi tessuti, la sua agricoltura e particolarmente perché è molto organizzata nelle attività».

Per Manuel Breña Martinez «i Chopcca è un popolo che ti accoglie con il volto sorridente e che parlano dolcemente il quechua chanka; vestono inoltre  i loro bei tessuti e coltivano più di 300 tipi di patate originarie e sono  tutte buonissime!». Qui grandi e piccoli «intonano canti religiosi nella loro lingua durante le messe e le processioni delle diverse feste religiose dell’anno».

Gli abiti sono l’elemento principale dei presepi che Breña modella con le sue mani poiché attraverso gli indumenti colorati dei Chopcca  egli vuole recuperare e valorizzare l’artigianato delle tessitrici: “sono donne che lavorano tantissimo e fanno pezzi di grande qualità”.

Dieci anni fa questo artigiano vinse un concorso nazionale di presepi fatto con gli abiti tipici dei Chopcca e fu un’occasione «per mostrare che Gesù è nel cuore dei popoli dimenticati e che sorride nel volto dei bambini delle montagne peruviane». Il poliedrico artista di 47 anni è contento perchè le sue opere saranno esposte nel cuore della cristianità e rivolge un grazie commosso a sua mamma Eugenia poiché è stata lei a trasmettergli la fede cattolica e l’amore per la cultura del suo popolo.

«Essere artigiano in Perù richiede grande sacrificio ma è bello ritrarre, modellare il modo di guardare la realtà e le tradizioni dei popoli, e  – afferma Breña – spesso mancano le risorse economiche per realizzare i prodotti; bisognerebbe aiutare gli artigiani nella formazione con laboratori più attrezzati per migliorare la produttività conservando l’ottima qualità ma soprattutto mantenendo il prodotto artigianale nel solco della tradizione».

Per Breña Martinez «realizzare questo presepe è stato un lavoro faticoso e difficile ma non impossibile perché l‘amore per dare vita ad una scultura ti dà forza».

 

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