Per un’ontologia trinitaria della persona

L’articolo esamina la vicenda storica del concetto di persona per offrire alcune chiavi di lettura e prospettive circa il tema dell’ontologia della persona nella luce della rivelazione cristologica. Lo strutturale circolo ermeneutico tra il significato teologico e il significato antropologico del concetto di persona ha il suo perno in Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. La ripresa contemporanea introduce le categorie dell’intersoggettività e della comunione, che permettono una rilettura della metafisica dell’essere come metafisica dell’agápe nella luce di Gesù. Occorre infatti guardare alla sua pasqua di morte/risurrezione per penetrare il significato ontologico-trinitario dell’Agápe che è Dio, nell’infinito e reciproco donarsi del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Le persone create, che ricevono l’essere da Dio, non possono donarsi ontologicamente, ma intenzionalmente, e cioè a livello del conoscere e dell’amare. Nella creatura, essere e agápe non coincidono: Dio solo “è” Agápe; ma in Gesù Cristo, accolto e vissuto per grazia dalla libertà, la persona creata partecipa della realtà dell’agápe trinitaria filiale. La presenza del Cristo risorto tra coloro che credono nel suo nome (cf. Mt 18,20), innestati in Lui per la fede, è presenza ontologica costitutiva della definizione della persona umana nel suo rapporto con Dio e con l’altro in Gesù.

 

 

 The article examines the development of the concept of person so as to offer new perspectives and keys of interpretation for an ontology of the person in the light of Christological revelation. The hermeneutical circle between the theological and the anthropological meanings of the concept of person has its nucleus in Jesus Christ, true God and true man. Contemporary understanding introduces the categories of intersubjectivity and communion, which allow for a re-reading of the metaphysics of being as a metaphysics of agápe¯ in the light of Christ. In fact, it is necessary to look to the paschal event of his death/resurrection in order to penetrate the ontological-trinitarian meaning of the Agápe¯ that God is, in the infinite and reciprocal self-giving of the Father, of the Son and of the Holy Spirit. The self-giving of created persons, who have their being from God, cannot occur ontologically, but intentionally, that is, on the level of knowing and loving. In the creature, being and agápe¯ do not coincide: only God “is” Agápe¯; but in Jesus Christ, freely received and lived by grace, the created person shares in the reality of filial trinitarian agápe¯. The presence of the risen Christ among those who believe in His name (cf. Mt 18:20), engrafted in Him by faith, is an ontological presence that is constitutive of the definition of the human person in relation to God and to others in Christ.

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