Per una Chiesa bella e gioiosa

Carismi in comunione 2010
“Carismi in comunione”: è il titolo della giornata che ha visto la partecipazione ad Assisi, il 23 ottobre 2010, di circa 2000 persone appartenenti a diversi movimenti ecclesiali e istituti religiosi, e di cui questo numero di “Unità e Carismi” riporta le relazioni e gli interventi.  Il titolo evoca immediatamente il 1° incontro dei movimenti e nuove comunità nel 1998 in Piazza San Pietro con Giovanni Paolo II, in cui Chiara Lubich, presente con altri fondatori, aveva promesso al Papa di lavorare e vivere per la comunione tra i carismi.

 

Non solo, come non ripensare al 26 ottobre 2000, in cui Chiara stessa si era recata ad Assisi per iniziare un rapporto di amicizia e di comunione con la Famiglia francescana?[i]  Nel 2006, un altro invito di Benedetto XVI, per un raduno dei movimenti in Piazza San Pietro. Chiara, impossibilitata a partecipare, inviò un messaggio che rimane significativo ed anticipatore di una nuova stagione di comunione. Così scriveva: “Oggi possiamo dire che l’amore vicendevole e l’unità fra tutti sono cresciuti oltre ogni nostra previsione. Le nostre Comunità, infatti, e i nostri Movimenti, ci appaiono come tante reti di amore che Dio sta tessendo nel mondo, quasi ad anticipare – a livello di laboratorio – in continuità con l’opera mirabile degli Ordini e delle Congregazioni religiose, l’unità della famiglia umana”.

 

Il 23 ottobre 2010, ancora una volta, il soffio dello Spirito si è posato su Assisi. La città di san Francesco e di santa Chiara è stata invasa fino a tarda sera da 2000 pellegrini speciali, per lo più giovani e laici, appartenenti a movimenti ecclesiali e a diversi istituti e famiglie religiose, giunti da molte regioni d’Italia e alcuni anche dall’estero. Lo scopo? Vivere una giornata dedicata alla comunione fra carismi antichi e nuovi.  Promotori dell’evento le Famiglie francescane dell’Umbria, la Diocesi di Assisi, il Movimento dei Focolari, i Presidenti CISMe USMI regionali, l’Ordine Francescano Secolare e rappresentanti di alcuni Movimenti ecclesiali.

 

I carismi, suscitati dallo Spirito lungo la storia della Chiesa, hanno rappresentato da sempre la sua bellezza di “Sposa di Cristo”. Una componente, quella carismatica, che Giovanni Paolo II ha continuato a definire “co-essenziale” a quella “istituzionale”. I carismi, pur diversi fra loro, sono originati dallo stesso Spirito ed esistono solo se sono in comunione fra loro e, solo in comunione, sono Chiesa.  Lo scopo di una giornata dedicata alla comunione fra i carismi era non solo di mostrarne la bellezza nella loro diversità e specificità, ma di ammirarli nella bellezza dell’insieme. “Carismi in comunione”, allora, per mostrare al mondo, anche oggi, una Chiesa “sempre più una, più attraente, più calda, più familiare, più dinamica, più mariana, più carismatica” (Chiara Lubich).

 

Perché movimenti ecclesiali e istituti religiosi insieme? Per attuare quanto la Chiesa si aspetta dalle sue espressioni carismatiche sorte lungo i secoli. Uniti, possono esprimere maggiormente la loro profezia, rispondere alle sfide dell’oggi per la pace, la salvaguardia dell’ambiente, per debellare la povertà, per crescere in umanità ed esprimere la fraternità.

Con una nuova e cresciuta esperienza di comunione, in questa giornata, si sono ritrovati in Assisi alcune decine di carismi antichi e nuovi, finalmente insieme, più di quaranta gli istituti maschili e femminili ed una quindicina i movimenti ecclesiali coinvolti.

 

Presenti un cardinale, alcuni vescovi, dei superiori generali, molti superiori provinciali, presidenti o rappresentanti qualificati di movimenti ecclesiali.  Apprezzamenti per l’iniziativa sono stati espressi da personalità della Chiesa. Hanno inviato la loro benedizione e assicurato la loro preghiera il card. Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio dei Laici, il card. Franc Rodè, allora Prefetto della Congregazione dei Religiosi, e il card. Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia.

 

La giornata è iniziata con la solenne concelebrazione in uno dei luoghi simbolo di Assisi, la Basilica di Santa Chiara. Nel pomeriggio la Basilica di San Francesco si è aperta per accogliere più di 1300 persone, di vari carismi, dai più antichi fino ai più recenti. Il canto di invocazione allo Spirito Santo: Vieni, Santo Spirito ha dato il “la” al cuore della giornata.

Hanno portato il loro saluto Giuseppe Piemontese, ofmconv, custode del Sacro Convento, e il Marco Tasca, Ministro generale del Frati Minori Conventuali, da otto secoli custodi della tomba del Poverello di Assisi.

 

Nella splendida cornice della Basilica Superiore, con le volte e le pareti magistralmente decorate da sommi artisti del XIII secolo, uno spettacolo aggiunto, quello della platea. Il vedere seduti, gli uni accanto agli altri, figli e figlie di espressioni carismatiche le più varie e originali, rivestiti di abiti di ogni colore e foggia, era proprio uno spettacolo da ammirare! Accanto a loro numerosissimi giovani, speranza della Chiesa, in un ascolto profondo ed attento!

 

Incastonate nella giornata, le due relazioni di apertura, dell’Arcivescovo di Assisi, mons. Sorrentino e di Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, sono state delle perle preziose che hanno focalizzato il tema della comunione da diverse angolature. È seguita una carrellata straordinaria di testimonianze, che, anche se non esaustiva, ha offerto uno spaccato del volto carismatico della Chiesa. L’intensa giornata si è conclusa con un patto, presentato all’Assemblea come Patto di comunione, che impegna i partecipanti dei vari carismi presenti a proseguire nel cammino intrapreso. Il testo, pensato e redatto da un gruppo di appartenenti a vari movimenti e ordini religiosi, richiede a tutti i firmatari di promuovere una “cultura della comunione a tutti i livelli.

 

A conclusione di una tavola rotonda il testo è stato proclamato da quattro giovani, due laici e due consacrati e firmato dai superiori generali, dai ministri provinciali, o loro delegati, dai presidenti, dai responsabili zonali e da rappresentanti di tutti gli altri carismi presenti. L’adesione è stata unanime! La giornata dei carismi è proseguita in una festa, animata dai giovani, appartenenti ai vari carismi e delle diocesi dell’Umbria, con la presenza graditissima di mons. Renato Boccardo, vescovo delegato della conferenza episcopale umbra per la pastorale giovanile.  Commovente la prima testimonianza, offerta da un gruppo di giovani artisti di Loppiano che hanno raccontato il cammino di santità di Chiara Luce Badano: unaragazza del Movimento dei Focolari, morta di tumore nel 1990, a soli 18 anni e beatificata il 25 settembre 2010 a Roma.

 

Un altro spettacolo è stato proposto dai giovani della Compagnia di Carlo Tedeschi. Il regista aveva creato per l’occasione un musical,“Carismi in musica!”. La serata si è conclusa con un vivace scambio di testimonianze, presentate da giovani decisi anch’essi a percorrere la via della santità, non soli, ma assieme a tanti altri coetanei.  A coordinare le testimonianze mons. Boccardo, che ha ricordato a tutti che la santità non è un optional, ma un dovere per ogni cristiano. Attraverso brani musicali ispirati alla vita di alcuni santi si è così lanciato un forte messaggio ai circa 700 giovani: “la santità è possibile anche oggi”.

 

Ad Assisi si è scritta veramente una nuova pagina, bella, coinvolgente, profetica. Da questo evento non si torna più indietro.

 

Significative le impressioni raccolte fra i presenti alla giornata.

Oggi ho vissuto un’atmosfera-Chiesa”.

È stata per me una giornata storica!.

Una giornata feconda e memorabile.

Un’esperienza di Pentecoste!.

Ho visto, oggi, una Chiesa bella e gioiosa”.

Come membro di un nuovo movimento sono impressionata dal peso che hanno i carismi antichi; ho visto una Chiesa bella, e sono contenta di farne parte.

Ero molto scettico riguardo al dialogo che alcuni confratelli promuovono con i nuovi movimenti; oggi ho capito che la Chiesa vuole i carismi in comunione, non devo chiudermi nel mio carisma francescano ma offrire ed accogliere tutti gli altri doni anche se diversi dal mio.

Questa giornata è secondo me l’avvio di un processo di non ritorno; possiamo e dobbiamo andare avanti, come i superiori e responsabili presenti hanno manifestato sottoscrivendo un Patto di comunione.

Maria Voce, qualche giorno dopo, ha commentato:“La mia esperienza è stata la gioia di costatare che la comunione è cresciuta: si sentiva che l’amore fra queste varie realtà della Chiesa era andato avanti, aveva costruito legami forti e duraturi”.




[i] Cf. C. Lubich, Il Movimento dei Focolari e la Famiglia francescana, in Unità e Carismi 6 (2000) 10-17; in P. Monaco (ed.), Consacrati per l’unità. Chiara Lubich e i carismi, Città Nuova, Roma 2010, pp. 153-174.

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