Peppe Genna, poeta e incisore di Marsala

Più di 100 lavori alle spalle, e non è ancora stanco. Innamorato del mare, ha un’energia fisica ed interiore “tutta da vendere”. Per lui «Dio è, di sicuro, in terra. Nei momenti di difficoltà, sento che c’è».
Peppe Genna

Per chi crede, Dio è ovunque: si palesa nei paesaggi mozzafiato della nostra bellissima Italia, negli arcobaleni dopo la tempesta, nella luna piena che più piena non ce n’è, in quella coccinella che ti trovi d’improvviso sulla mano, ed anche negli uomini. Di storie incredibili, nella loro assoluta, semplice e schietta normalità, che ci riportano a nostro Padre, ce ne sono tante: basta solo non far finta d’essere ciechi e muti. Così, se venite nella splendida Sicilia, d’estate o d’inverno, in primavera o in autunno, a pochi metri prima dell’imbarcadero per l’isola di Mothia, potreste divenirne testimoni.

 

Seduto su una sedia sgangherata, si trova un uomo, che da vent’anni a questa parte viene lì, stabile, ogni giorno (ad eccezione di Natale, Capodanno e Pasqua che passa con la famiglia). Si chiama Peppe Genna, singolarissimo personaggio di 75 anni, volto abbronzato, occhi rossi, cotto dal sole e dal sale, occhiali gialli e stravaganti regalatogli da Sandra Mondaini. Fin dall’infanzia ha fatto più di 100 mestieri; oggi è “un mercante di sogni”, noto come il poeta ed incisore di Marsala o delle suggestive saline.

 

Ogni giorno si alza alle 6 del mattino, pioggia o non pioggia, fa prima la pulitura dei parcheggi, e poi sta lì, accanto alla sua vecchia auto trasformata in vetrina, col cofano allestito e il portabagagli aperto. Quanto mondo ruota intorno a lui, che è sempre fermo, a “farlo vivere”: il mare di Marsala, le vicine isole, gli alberi le cui fronde si muovono col vento, il vecchio mulino dove ora c’è il museo del sale, un locale sempre pieno, tanta musica, cicalecci, risate e poi loro, i turisti, che «non lo lasciano mai in pace», perché dopo che si avvicinano, restano per ore, senza rimedio, incantati.

 

Genna ci sa fare: le donne le coccola con complimenti amorosi, fatti di versi e passaggi poetici (magari sempre uguali, ma le donne che si avvicinano essendo sempre diverse non se ne avvedono), e nel frattempo sta curvo sulle sue opere. Incide ogni giorno sculture sempre nuove, ne costruisce anche su commissione o guardando una foto, usa pesanti pietre o sassi su cui incide anche delle scritte per darvi un’anima. Accanto a lui, da 8 anni c’è Nicolino, un uomo anch’egli anziano e molto buono, che Genna prima non voleva, perché non capiva cosa gli diceva, ma che ha dovuto accettare, perché «si alzava ogni mattina alle 6 anche lui, pranzava, beveva 3 bicchieri di vino, e poi puntuale, sempre lì ritornava – ci ha detto –, anche per guardare le gambe nude delle ragazze».

 

Genna, è originario di Marsala (Trapani), ivi residente con la moglie Grazia, con cui il prossimo anno celebrerà 50 anni di matrimonio, e da cui ha avuto tre figli, «tre artisti della muratura, perché due hanno un’impresa, il terzo fa il semplice muratore» (Francesco, Giovanni e Vincenzo, che gli hanno donato sei nipoti). Ci tiene a raccontarsi, perché ha un’energia interiore “tutta da vendere”, che supera l’esigenza di offrire la sua mercanzia. E, quindi ha affermato, entusiasta: «Io sono il poeta e incisore Peppe Genna, il poeta dalla A alla Z, dall’attore alla zappa, cento mestieri e ancora non sono stanco. Il poeta, guarda caso, che per la fame diventò famoso in tutto il mondo».

 

“Peppe u Poeta” è, infatti, un poeta dialettale, dalla veloce dialettica, ma anche e soprattutto un vulcanico artigiano che fin da piccolissimo, si è impegnato con passione in ogni genere di lavoro. «A 9 anni cucivo le scarpe, a 12 lavoravo pure la notte per la vendemmia, poi ho fatto il meccanico – racconta –. Dai 12 ai 15 anni ho imparato anche a dirigere l’officina del capo, ma poi sparì una chiave, non mi pagò una settimana e non ci sono andato più. Mi sono aperto allora un’autofficina, per riparo bici e motociclette, tutta mia. Ma siccome ero troppo piccolo, quando passava qualcuno mi chiedeva: “Il principale non c’è?”. Ed io rispondevo: “Il principale non c’è, vuole qualcosa?”».

 

Ha poi fatto l’elettricista, l’idraulico, il falegname, il raccoglitore di olive, il bracciante agricolo, l’autista e tantissimi altri. ‹‹Sono stato anche un attore, che ti pare! Ho interpretato, infatti, una parte in un film sul bandito Salvatore Giuliano››. Ma ciò che più, oggi, risalta alla vista è la sua incredibile abilità manuale e la sua coinvolgente parlantina: è in grado di raccontarsi ai turisti in modo sempre nuovo, e quanto estro nelle frasi che incide nelle pietre scure locali (i “cutulisciu”) con cui realizza, per pochi euro, delle piccole opere d’arte, come il sasso uomo che enuncia Sto sognando, oppure quell’altro che dice: Questo paese è come il tuo, solo che qui ci sono io il poeta Peppe Genna.

 

Mi viene da pensare che anche Peppe Genna è uscito dalle mani e dall’Idea di Dio. Che ognuno di noi ha, con tutta probabilità, solo un umilissimo compito da svolgere: essere sé stessi per far capire agli altri quant’è sfaccettato il suo Essere. Che a pensarci, fa pure sorridere: “Dio… un poeta!”. Ho chiesto a Genna: «Ma Dio, secondo te, dov’è?». «In terra. Sono uno che non ‘mi ho scoraggiato mai’, ma nei momenti di difficoltà, lo sento, c’è. È vero, a messa non vado, ma sono cristiano al cento e per cento, ho fatto sempre tanti mestieri e solo bene alle persone. Dio che fa, non lo vede?».

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