Papa Francesco: i miei incontri con Maria

È un libro speciale, intimo, profondo, quello frutto di un dialogo tra il pontefice ed Alexandre Awi Mello, segretario del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita presso la Santa Sede. "È mia madre", edito da Città Nuova, ci svela un Bergoglio inedito, tenero, intimo. Nelle librerie dal 18 ottobre.

Francesco e Maria: il papa e la Madonna, un figlio con la sua mamma. È un rapporto filiale unico, forte, indissolubile, quello che unisce il pontefice e la Madre di Gesù, fatto di incontri profondi e di sguardi di tenerezza e d’amore. Ed è un profilo del papa intimo, a tratti sorprendente e finanche commovente, quello che emerge dall’ultimo libro di Città Nuova: “È mia madre, incontri con Maria”, frutto di un dialogo tra Francesco e Alexandre Awi Mello, dal 2017 segretario del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita presso la Santa Sede. «Il libro – ha scritto il papa – è scritto con il cuore. Sono felice che la mia testimonianza sia servita per dar lode a nostra Madre».

In uscita il 18 ottobre nelle librerie, il libro parla degli incontri tra Jorge Mario e Maria, una madre tenera, ausiliatrice, accogliente, mediatrice… Durante il dialogo con il papa, Awi Mello – scrive il teologo Carlos Maria Galli nella prefazione –, scopre che «“per Francesco la cosa più importante è la fede mariana del «santo popolo fedele di Dio”, che ci insegna ad amare Maria oltre la riflessione teologica. In quanto figlio e membro, come qualsiasi altro, del Popolo di Dio, Bergoglio – Francesco – partecipa del sensus fidei fidelium e si identifica con la profonda pietà mariana del popolo cristiano. Durante la conversazione, padre Awi scopre le radici vitali dell’affetto filiale del papa per la Madonna, maturato nel seno della sua famiglia e della sua formazione salesiana».

libro-e-mia-madreIl vero valore di “È mia madre”, aggiunge Galli, «sta nell’essere entrato nel cuore mariano di Francesco…  Questo stile cordiale si percepisce fin dal titolo, sorto da una risposta del papa: “Lei è mia Madre”». Il libro, sottolinea, dà visibilità a un cuore ed è stato scritto da un altro cuore e «testimonia l’amore di un figlio per Maria, un figlio che oggi occupa la sede di Roma».

Francesco parla della sua devozione alla Madonna, nata quando era piccolissimo e forgiatasi quando aveva 12 anni, e di come si sia sempre rivolto a lei nei momenti difficili, come quando andava a pregare santa Maria Ausiliatrice nella parrocchia di Buenos Aires dove era stato battezzato. «Quando ero vescovo – racconta ad Awi Mello – ogni volta che c’era un problema, andavo lì…». Quando lo vedevano arrivare, aggiunge sorridendo, «i sacerdoti del santuario dicevano: “Ecco il vescovo, dev’essere successo qualcosa di grosso!”». Ma dalla Madonna Bergoglio non si recava solo per chiedere aiuto, ma anche per presiedere celebrazioni religiose e per portarle fiori nel giorno in cui la Chiesa festeggia la solennità di Maria Ausiliatrice. «Ogni 24 maggio – ricorda il papa – le portavo dei fiori. Fu così che la Vergine entrò sempre di più nel mio cuore».

Maria, la madre dei poveri, degli indifesi, dei bisognosi, è l’ancora a cui si affida Francesco e a lei invita tutti a confidare, perché, come disse nel santuario di Aparecida, «Dove c’è una croce da portare, lì accanto a noi c’è sempre Lei, la Madre».

 

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