Palermo, si è insediato il consiglio comunale

Dopo le amministrative di maggio il capoluogo siciliano riparte sotto il segno della collaborazione. Eletto quasi all'unanimità il presidente dell'assemblea consiliare
Palermo

Si è insediato il 9 luglio il Consiglio comunale di Palermo, eletto nello scorso mese di maggio. 50 consiglieri, una nuova classe dirigente che proverà a dare quelle risposte che da anni Palermo attende. Intanto va registrato un fatto interessante: la immediata elezione del presidente del Consiglio comunale – Salvatore Orlando –  sul cui nome si è coagulato l’intero consiglio, ben 49 voti su 50. Questo fa sperare in una nuova stagione politica per Palermo: la risoluzione dei suoi problemi non può essere appannaggio di una parte politica – seppur di  maggioranza – ma abbisogna di una corale e sincera partecipazione di tutti e i 50 consiglieri comunali.

Se andrà bene, se Palermo riuscirà a trovare in sé stessa la forza per rinascere, tale risultato non potrà essere il risultato solo di una parte della città, ma di tutta intera la città. “Nessuno si salva da solo”, è il titolo di un romanzo di questi mesi, ma soprattutto, nessuno si salva se non tutti insieme è la parola d’ordine di una città che ha visto in questi anni sbiadire quasi del tutto la sua identità.

Palermo è una città, infatti, che ha avuto difficoltà a riconoscersi comunità seppure questo, come per tutte le città, sia il suo desiderio struggente. Lo dimostra l’esperienza che si sta vivendo in città con il “Festino”, la tre giorni che Palermo dedica alla “Sua Santuzza”, Santa Rosalia, e che si svolgerà il 12, 13  e 14 luglio prossimi.

Ecco quel che sta accadendo: una corsa contro il tempo grazie alla grande generosità di maestranze comunali e giovani talenti dell’Accademia delle Belle Arti e del Conservatorio di Palermo, ma anche delle numerose comunità di stranieri, che stanno permettendo, a dispetto della casse comunali vuote, di poter realizzare il Festino. Quindi non solo “un” festino, ma un’occasione per crescere e riconoscersi come comunità che non può non giovare all'economia, alla città, ma anche alla politica, al Consiglio Comunale e alle stesse diverse culture che ormai compongono Palermo.

“Dedicata a chi fa  miracoli” è lo slogan scelto per questo 488° Festino di Santa Rosalia, una edizione – e non a caso – dedicata a gente straordinariamente normale, quella che compie ogni giorno a suo modo,  il miracolo di costruire comunità. Il miracolo che serve a Palermo.

Un mio amico l’altro giorno azzardava un accostamento storico. Lo riporto – seppur nel suo approccio provocatorio – perché mi torna utile per spiegare a chi non vive a Palermo quel che qui stiamo vivendo e quel che potremmo vivere.
Nella notte tra il 9 e il 10 di luglio del 1943 gli Alleati sbarcarono sulle coste della Sicilia occidentale. Iniziava la lenta ma  efficace liberazione dell’Italia. Finiva una lunga notte che aveva vissuto l’Italia.

Avevo anticipato che l’accostamento risulta azzardato, ma rende bene l’idea della notte che stiamo attraversando, delle miserie e delle macerie, anche nella politica, che rischiano di soffocare il bene comune. Se poi la data coincide, meglio ancora! Lo prendiamo come auspicio per una sincera rinascita di Palermo. Ma che sia davvero una liberazione e una vittoria della comunità intera di Palermo.

Quindi, buon lavoro ai consiglieri comunali, a tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Il “festino di santa Rosalia” è dedicato anche a loro, affinché  siano anche loro capaci di fare miracoli. Da gente straordinariamente normale che compie il miracolo di costruire comunità.

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