Nobel per la pace: Prima e ultima ora

Da qualche tempo si è presa l’abitudine di distribuire i premi Nobel ex aequo, magari per attirare l’attenzione dei media. Cosa che è avvenuta puntualmente anche per l’assegnazione dell’ultimo premio Nobel per la pace, attribuito al celeberrimo Al Gore in formato hollywoodiano e allo sconosciuto indiano Rajendra K. Pachauri, a capo di un organismo dell’Onu che si occupa dei cambiamenti climatici, l’Ipcc. Pachauri è un ecologista della prima ora, serio, discreto, refrattario a pubblicità e prime pagine. Al Gore, invece, come si sa, è l’ex vicepresidente degli Stati Uniti, ecologista dell’ultima ora. Città nuova aveva intervistato nel 2003 Pachauri, a Rapolano Terme, nel senese. Ci aveva detto, quasi profeticamente, quel che ora tutti dicono, Gore compreso: È necessario che la gente si adegui ai cambiamenti climatici, in attesa di provvedimenti efficaci che debbono essere presi a livello mondiale. Ma passeranno dei decenni prima che ci si decida!. E ancora: Etica e religione debbono guidare la riflessione sulla protezione dell’ambiente . Felicitazioni, Mr. Pachauri, e namastè.

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