Neverland

Un uomo adulto che spreca tutto il suo tempo a giocare con dei bambini. La battuta si riferisce all’incontro fra James M. Barrie, l’autore di Peter Pan, e quattro fratellini rimasti orfani di padre. Un incontro che cambiò la vita dello scrittore e commediografo scozzese. Pur essendo sposato, James M. Barrie non aveva figli e in quei bambini vide i naturali interlocutori che gli erano sempre mancati. Con loro si sentì in sintonia, stabilì un legame che era qualcosa di più di un vuoto di paternità finalmente colmato, trovò l’antidoto alle traversie della vita scoprendo il valore dell’innocenza (e tutto ciò che l’innocenza porta con sé, a cominciare dalla sincerità e dalla fantasia), grazie al quale si scovano le qualità più autentiche dell’essere umano. Ma non solo: per James M. Barrie la fantasia racchiudeva quella virtù pedagogica che libera il lato migliore dell’animo infantile (e, perché no?, anche della persona adulta). Peter Pan, classico della letteratura infantile, nacque così e Neverland di Marc Fortser (candidato a sette Oscar) è la storia di questo parto. La creatività è una forma di teologia nascosta e sotterranea che avvicina l’uomo a Dio diceva Giuseppe Prezzolini e Neverland conferma la validità dell’assunto. Il giovane regista tedesco Marc Forster cambia non soltanto genere ma anche stile rispetto a Monster’s Ball, il film con cui si era messo in luce, passando da toni fortemente drammatici e realistici a tratti fantastici e visionari che trovano il loro modello in Tim Burton (in film come Big Fish e nella scelta di uno dei suoi interpreti preferiti come Johnny Depp). Un tratto che nella prima parte del film è frenato e appesantito dalle premesse del racconto, sì da risultare piuttosto monocorde, pur se formalmente ineccepibile nel suo smalto, ma che poi si libera e prende il volo, proprio come gli amici di Peter Pan sulla scena, grazie alla carica di magia che ne fa scattare la molla poetica dispensando risvolti di alta regia (si noti con quale finezza Marc Forster sottolinei la solitudine della moglie di James M. Barrie). Il tutto con l’accompagnamento di un grande cast, dove la vecchia guardia (Dustin Hoffman e Julie Christie) fa la differenza. Regia: Marc Forster; con Johnny Depp, Kate Winslet, Dustin Hoffman, Julie Christie, Radha Mitchell.

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