Nella festa dell’unità della Chiesa

Significativa atmosfera di dialogo e collaborazione nella visita del patriarca Bartolomeo a Mosca.
kirill bartolomeo mosca
 
Una visita all’insegna di una fraternità ritrovata destinata ad aprire un capitolo nuovo nella storia delle relazioni tra due Chiese sorelle. Si sta svolgendo in questa atmosfera il viaggio del patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I a Mosca, dove rimarrà fino al 31 maggio su invito del patriarca di Mosca Kirill.

 

Accolto il 22 maggio in areoporto con tutti gli onori dai membri del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa e dalle autorità civili, il patriarca ha espresso ai giornalisti la sua profonda emozione per questo "ritorno" in Russia: «Veniamo da Costantinopoli come pellegrini su questa terra – ha detto – che ha dato innumerevoli martiri e confessori della fede ortodossa, sia in passato che durante gli anni duri della persecuzione. Preghiamo perché questa visita aiuti a rafforzare i nostri legami fraterni per il bene della ortodossia».

 

Fitto il programma del soggiorno russo del patriarca Bartolomeo, che martedì 25 maggio è stato accolto in Cremlino dal presidente russo Dmitri Medvedev insieme al patriarca Kirill. Medvedev ha definito «un evento importante» la visita di Bartolomeo, auspicando che essa possa servire a «rinforzare il dialogo fra le due chiese sorelle». Domenica 23 maggio, festa della Santissima Trinità, i due Patriarchi hanno celebrato insieme la liturgia di Pentecoste nella Laura della Santa Trinità di San Sergio. Nel prendere la parola il patriarca Kirill ha ricordato come la festa della Pentecoste sia anche festa dell’unità della Chiesa ed ha pregato che «il sacrificio di Cristo non sia sterile nei nostri cuori. Tanto più siamo uniti, tanto più efficace – ha detto il Patriarca Kirill – sarà la nostra testimonianza comune per la pace in un mondo lacerato».

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