Nazionale, comincia l’era di Roberto Mancini

L’ex allenatore tra le altre di Inter e Manchester City è stato ufficialmente presentato alla stampa ieri mattina. Tanta la voglia di mettersi in gioco, con un unico grande proposito: riportare l’Italia ad alti livelli
ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

Toccherà a Roberto Mancini provare a risollevare le sorti della Nazionale di calcio, dopo l’annus horribilis che ha portato alla clamorosa eliminazione dai Mondiali di Russia e all’addio dell’ex selezionatore Giampiero Ventura, assieme allo smantellamento dei vertici della Federazione. Il Commissario Straordinario della Figc Roberto Fabbricini, coadiuvato dal suo vice Alessandro Costacurta e di concerto col team manager Gabriele Oriali, ha dunque virato su un allenatore di grande esperienza a livello internazionale: un profilo da subito ritenuto ideale per riportare gli azzurri ai livelli dei decenni precedenti. «Abbiamo cercato un c.t. – ha dichiarato proprio Fabbricini – che avesse come caratteristiche fondamentali l’entusiasmo di guidare gli Azzurri, un’esperienza di altissimo livello e, infine, la condivisione sulle valutazioni della Figc riguardanti budget e obiettivi».

Il 52° allenatore azzurro della storia non ha nascosto, davanti ai giornalisti, la sua grande emozione per questo nuovo incarico. «Diventare c.t. della Nazionale non è una cosa così banale, volevo ringraziare Commissario e Vice-commissario, assieme a Michele e Lele (Uva e Oriali, dirigenti azzurri, ndr) perché mi hanno subito fatto sentire quello che volevo. Per me – ribadisce Mancini –  è stato abbastanza semplice scegliere: sono orgoglioso di guidare l’Italia. Ho messo piede a Coverciano per la prima volta nel 1978 – ricorda il neo selezionatore – quando giocavo nell’Under 14. Credo che diventare allenatore della Nazionale sia la cosa più bella: sono felice di questa scelta anche per i miei genitori che, penso, possano essere orgogliosi di me». Il suo passato, poi, ha sempre un peso importante nelle scelte attuali: «Ringrazio anche tutti i miei ex allenatori, sono stati molto importanti: se sono qua – precisa il Mancio – lo debbo a queste persone».

Riconoscenza e orgoglio, dunque: in un’epoca in cui diventare commissario tecnico di una Nazionale viene visto più quasi come un impiccio che non come il punto più alto di un percorso professionale, Mancini capovolge queste gerarchie, specificando anche quali siano i suoi grandi obiettivi. «Vorrei essere un c.t. per bene che riesca a portare l’Italia dove merita, sul tetto del Mondo e d’Europa. Noi non vinciamo l’Europeo da tanti anni – sottolinea l’allenatore – quello sarà l’appuntamento più importante e più vicino, assieme alla Nations League. Non essere andati ai Mondiali è difficile da digerire: ho pensato potesse essere il momento giusto per allenare gli azzurri, credo che ogni mio collega aspiri a diventare c.t.». Il rapporto coi tifosi è, chiaramente, un elemento cardine: «dovremo essere bravi a farli riavvicinare. Quando la Nazionale gioca bene i tifosi si divertono e ci stanno molto vicini: sarà importante – ricorda Mancini – che i calciatori che vestiranno questa maglia tirino fuori i sogni che loro hanno nel cuore. Così si riuscirà a dare il massimo».

Capitolo scelte: la domanda su Mario Balotelli era ovviamente preventivata, essendo l’attaccante del Nizza uno dei pupilli di Mancini che, all’Inter, lo ha lanciato in prima squadra, per poi portarlo con sé nell’avventura inglese al Manchester City. «Giocatori in Italia ce ne sono sempre tanti, anche in momenti che sembrano difficili come questo. Possiamo sempre trovare calciatori di qualità. Mario – ribadisce il c.t. – fa parte di quei giocatori che vorremmo rivedere così com’era stato agli Europei del 2012 con Prandelli: sono tanti gli atleti che possono essere molto utili alla nostra causa». Su Andrea Pirlo che, stando ai rumors, potrebbe far parte del suo staff, Mancini non si scompone: «abbiamo parlato con lui, adesso avremo l’opportunità di capire quello che vorrà fare». Il debutto in panchina di Roberto Mancini sarà il 28 maggio a San Gallo, in amichevole con l’Arabia Saudita: quindi, doppio incontro di lusso con Francia (1 giugno, a Nizza) e Olanda (4 giugno a Torino). Per il calcio italiano è appena iniziata una nuova era.

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